Quando osservo gli alberi genealogici disegnati dalle persone che si affidano a me, mi rendo conto di quanto sia magico andare oltre ciò che vediamo in superficie.
Vivendo in Italia e avendo tutti noi un background cattolico secolare, non possiamo dimenticare quanto questo abbia avuto un impatto sulla nostra storia individuale e genealogica. Ma ci sono alcune ritualistiche, alcune immagini e alcuni simboli che arrivano da ciò che ha preceduto il cristianesimo (come le civiltà devote alla Dea Madre). Ricordare cosa di loro abbiamo portato qui, anche se distorto, ci aiuta a ricordare chi siamo.
Non ricordare le origini dei riti, delle usanze e della simbologia che noi abbiamo attribuito a un tale culto significa escludere chi lo ha preceduto, creando così disordine e confusioni. Il caos è ciò che crea malessere, l’ordine dà pace. Infatti, come ci ricorda Hellinger, la coscienza collettiva non accetta che qualcuno che ha fatto parte di tale sistema ne venga escluso.
Il sepolcro di Lazzaro e di Gesù: simbolo di morte e trasformazione spirituale
Quindi oggi, a ridosso della Pasqua cattolica e di Ostara, il Sabbat della ruota dell’anno che celebra il culmine della rinascita, ho deciso di parlarti del sacro sepolcro. Moltissimi di noi lo hanno sempre associato a Gesù, ma qui voglio presentarti un senso più antico e rituale di questo luogo che spesso si incontra anche in psicomagia o durante i viaggi sciamanici che guido.
Nella Bibbia troviamo due sepolture e resurrezioni: quella di Lazzaro e quella di Gesù. Tutti e due vennero tumulati nei sepolcri, cioè in grotte ricavate da rocce calcaree.
Lazzaro morì e fu sepolto. Quando Gesù seppe della sua morte si recò al sepolcro dopo quattro giorni e disse “Lazzaro, vieni fuori!”. Lazzaro uscì, ancora avvolto dalle bende funebri.
Quando morì Gesù, resuscitò tre giorni dopo, ma nonostante potesse mangiare ed essere toccato, poteva anche attraversare i muri perché la sua rinascita implicava un’evoluzione della coscienza.
Il concetto di morte come trasformazione profonda lo abbiamo visto qui quando ti ho parlato dell’Arcano numero 13, la Morte.

Rinascere nel grembo della terra: la morte come trasformazione
Il sepolcro di cui parlano le scritture era stato ricavato dalla roccia e per quella che era la ritualistica di sepoltura di quel tempo dobbiamo immaginarlo composto da più stanze (una per la salma e l’altra per coloro che andavano ad omaggiare il defunto).
E già qui possiamo individuare un primo elemento ripreso dalla cultura arcaica della Dea: la grotta intesa come l’utero della Grande Madre attraverso il quale rinascere.
Noi esseri umani, rappresentati da Lazzaro, torniamo in utero. In quella dimensione avviene una trasformazione interiore e rinasciamo sì sotto forma umana, ma con una nuova pelle.
Vita partorita nel buio: il significato spirituale della trasformazione
Leggendo le parole del Vangelo secondo Matteo vediamo che al momento della morte di Gesù “si fece buio su tutta la terra”. La mia memoria va al fuoco delle Vestali, spento anni dopo, di cui ti parlo qui. Secondo me, la fiamma sacra che sembra spegnersi racconta la trasformazione del collettivo.
Quando venne sepolto, il suo corpo rimase per tre giorni nel grembo della terra. Se ci pensi, il sepolcro è come un braciere spento che sta covando una brace invisibile. È il tempo dell’attesa, dove non succede nulla in superficie, ma tutto si sta trasformando nel profondo. È il concetto di “vita partorita nel buio” .
La resurrezione di Gesù venne accompagnata da un grande terremoto e l’apparizione di un Angelo. Questo mi ricorda l’Arcano del Giudizio che ci parla appunto di rinascita.
Il ruolo delle donne nei rituali di morte e rinascita
La pietra rotonda che chiudeva il sepolcro era stata rimossa per permettere alle donne di vedere che fosse vuoto. E Maria Maddalena, il femminile sacro più dissacrato di tutti, fu la custode di quel dolore. Arrivò “quando era ancora buio” (Giovanni 20,1), quindi prima di tutti gli altri. Si fa, quindi, custode di memorie e saperi finché la grande luce non fa ritorno.
A custodire siamo sempre state noi donne poiché siamo noi ad avere accesso all’utero e l’utero è il centro della nostra vita. O, almeno, è così che dovrebbe essere. Noi abbiamo la porta verso il sacro (vulva) e la via (canale vaginale) che dà la vita (utero) sia in termini di nascita fisica che di rinascita simbolica.

Grotte sacre in Europa e simbolismo uterino secondo Maria Gimbutas
Maria Gimbutas ci ricorda come in Europa le grotte e le cripte sotterranee siano da sempre strettamente associate al simbolismo di ventre, uovo e utero. Le grotte a forma di utero, soprattutto quelle contenenti fonti d’acqua, erano considerate santuari. Tra queste, non possiamo non menzionare la grotta di Scaloria vicino a Manfredonia, Provincia di Foggia, nella zona sud del Gargano. Qui sono stati trovati resti di rituali e offerte connesse agli animali della dea risalenti al 5600 – 5300 a.C. Molto probabilmente si trattava di rituali di iniziazione dove chi partecipava rientrava nell’utero, cioè moriva a sé stesso, e alla fine di ogni cerimonia rinasceva sotto nuova pelle.
Secondo la Gimbutas a suggerire la correlazione tra rigenerazione e caverne sono stati:
– la forma uterina della grotta,
– la presenza dell’acqua vitale in basso,
– le stalagmiti in costante processo di formazione in alto.
Viaggio sciamanico nel grembo: rito simbolico di rinascita
Il simbolismo della grotta viene ripreso anche in psicomagia, soprattutto nei lavori dedicati a nascite particolarmente complesse o dinamiche dense con la figura materna. Ti ho parlato di questo tipo di movimenti interrotti qui.
Comprendimi se non entro troppo nello specifico spiegandoti il modo in cui queste grotte vengano attivate, ma non posso rischiare che queste informazioni vengano usate per creare rituali fai-da-te che potrebbero attivare memorie complesse. Però, posso dirti cosa accade prima, durante e dopo essere entrate nelle grotte che esploriamo durante i viaggi sciamanici che guido (di cui ti parlerò presto).
Si parte sempre dalla tematica emersa durante la prima sessione o nei sogni che l’hanno preceduta oppure da ciò che la vita ci ha messo di fronte.
Dopo aver fatto un po’ di radicamento e rilassamento ci affidiamo al corpo: se ci sono tensioni da indagare o se quel che è emerso dalla sessione ci ha già dato una strada da percorrere io attivo il viaggio, lo guido e lo sostengo.

Simboli e passaggi trasformativi nei viaggi sciamanici
Quando il viaggio è in utero appaiono grotte con focolari al centro, tende di fango rossicce e umide con il fuoco nel centro, luoghi sotterranei pieni di cunicoli che conducono a grotte sommerse, dove a guidarci ci sono luci, balli, canti e tamburi sacri.
Spesso appaiono canali che possono rendere claustrofobico il viaggio. Ma è normale: il canale vaginale è stretto e il corpo di un neonato passa stringendosi.
Ma come ci arriviamo qui?
Quasi sempre passando attraverso “sacre mandorle” che appaiono, cioè vulve, i veri portali.
In questo articolo ti ho detto come aver scoperto un ramo genealogico provenire da Scanno, Abruzzo, mi abbia letteralmente guarito alcune dinamiche. Ora posso dirti che studiando le civiltà della Dea in Italia ho scoperto che proprio a Scanno, a ridosso di quello che ora è un eremo, venivano fatti i rituali di rinascita per i malati, facendoli passare sotto a porte a forma di vulva con parole e gesti rituali precisi.
Di queste simbologie potrei parlarti ancora per tanto ma per ora mi fermo qui.
Nella mia newsletter, però, condivido mensilmente esperienze personali, riflessioni nate nei viaggi sciamanici che guido e connessioni tra genealogia, archetipi e simbologia nascosta nella vita quotidiana che non sempre porto qui sul blog.
Ti aspetto lì!
