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Credo in modo sempre più viscerale nella potenza del disegno dell’albero genealogico come strumento di lavoro energetico su di sé. A confermarmelo ogni giorno è sia la mia esperienza personale che quella delle anime che si affidano a me per intraprendere cammini sacri e profondi. 

Ti ho già parlato qui di Lucrezia e di come i papaveri ci abbiano svelato il suo nodo genealogico. Qui, invece, ti ho raccontato la simbologia della mela per Clarissa. E qui abbiamo visto come una gallina abbia svelato grandi segreti familiari.

Oggi ringraziamo Miranda (nome di fantasia che userò in modo da proteggerne la privacy) per averci dato la possibilità di ragionare con i disegni del suo albero genealogico e parlare di tutto ciò che abbiamo sciolto, smosso e riordinato grazie a questo strumento. Parliamo di spazi creati, giardini interiori pronti per essere esplorati e parti di sé integrate.

Lavorare sull’albero genealogico per sciogliere pesantezza e stanchezza   

Ricordo bene il nostro primo incontro in Amaranta, il mio salottino digitale creato apposta per comprendere se ed eventualmente come camminare insieme. C’era un netto contrasto tra la dolcezza dei lineamenti del suo volto, la bellezza dell’azzurro dei suoi occhi e la sensazione di pesantezza e tristezza che percepivo. Ci tengo a sottolineare che questo non è in alcun modo un giudizio nei suoi confronti, ci serve solo a comprendere meglio il punto di partenza.

Sentivo una donna parlare di tantissime idee, sogni, progetti, piena di un’energia vitale bellissima. Ma era accompagnata da una profonda stanchezza, affaticamento e qualcosa che pesava.

Nel nostro primo incontro mi ha portato un albero meraviglioso sia da un punto di vista artistico (è un’illustratrice) che da un punto di vista simbolico. Per questioni di intimità decido di non pubblicarlo qui, ma ti condivido una versione che ho rielaborato per mostrartene gli elementi chiave.

Lavorare sull’albero genealogico per sciogliere pesantezza e stanchezza   

Pur non essendo l’originale, il contesto non cambia. Siamo di fronte ad un’immagine notturna, un cielo blu dominato da una luna, un albero con la chioma chiusa, il suo nome sotto a quello di tutti gli avi. 

Analizziamo ora ogni singolo elemento e il modo in cui lo abbiamo riprogrammato.

Il cielo nell’albero genealogico

Il blu della notte racconta la sensazione di qualcosa di pesante (oppure oscuro), sempre presente come leitmotiv delle sue giornate. 

La luna è bellissima ma pensiamo a come viene raffigurata nel mazzo dei Tarocchi. Tradizionalmente in questo Arcano vediamo il lupo e il cane, rispettivamente simboli degli istinti primordiali e dell’inconscio collettivo, attratti appunto dalla luna.

La luna attrae il lupo (istinto) attraverso un richiamo viscerale, ma il lupo per diventare mannaro (cioè umano nella bestia) ha bisogno di quella luna (femminile). Quindi, mi son chiesta:

C’è qualche uomo che si è trasformato in bestia nell’albero?

Codificando questa domanda abbiamo cercato se ci sono state memorie di abusi e abbiamo guardato com’è stata vissuta e raccontata la sessualità.

  • Come sono stati i primi rapporti?
  • In che modo è stato raccontato il sesso dagli adulti?

Feng Shui e albero genealogico: il potere simbolico dello spazio bianco

Torniamo un attimo al contrasto rilevato sin dal nostro incontro conoscitivo: mille idee e poca energia per metterle in pratica tutte. 

Ora ragioniamo su un concetto che il Feng Shui conosce bene: se vogliamo che l’universo ci mandi qualcosa, dobbiamo prima creare lo spazio affinché risulti possibile ricevere.

Prova a osservare di nuovo l’albero: dove vedi lo spazio se è tutto colorato? Dove possiamo mettere i nostri sogni se non hanno un posto libero per esserci?

Feng Shui e albero genealogico: il potere simbolico dello spazio bianco

Prepararsi alla costellazione familiare: il lavoro sull’albero genealogico

A questo punto magari starai pensando che abbiamo fatto subito una costellazione per ripristinare spazi ed energie.

E, invece, no. Per quanto le costellazioni siano uno strumento potente è fondamentale preparare il terreno affinché possano davvero portare cambiamenti concreti che siamo in grado di conservare sul lungo periodo.

Così, prima di arrivare alla costellazione, abbiamo lavorato 8 mesi, ridisegnando più volte il suo albero e facendo rituali. In realtà, a ben vedere, ogni modifica del disegno è stata già una costellazione. Quando inseriamo i nomi dei membri familiari nel foglio è come quando li inseriamo nel campo e questo vale anche per i movimenti che si attivano.

Ridisegnare l’albero genealogico per alleggerire memorie ancestrali

Secondo la mia percezione, era urgente fare spazio. Così, dopo aver sondato le dinamiche sulla sessualità e aver compreso parti del codice alfabetico di quell’albero, ho deciso insieme a Miranda di creare spazio, aprire quelle finestre chiuse da tempo e far circolare aria.

Lo abbiamo fatto ridisegnando l’albero senza il blu della notte e senza luna. Lasciare lo spazio bianco è, infatti, un modo per dire alla vita “mi affido” e introiettare a piccole dosi il concetto di fiducia.

Non ridisegnare la luna non è stato un voler escludere né il suo significato né il racconto genealogico associato. È stato un modo per abbassare il volume di una dinamica le cui memorie erano già molto forti e si manifestavano chiare nei sogni di Miranda e nel suo rapporto con il ciclo mestruale.

Da questo disegno all’incontro successivo sono passate 3 settimane. E quando le ho chiesto di raccontarmi cosa era accaduto in questo lasso di tempo, ho immediatamente notato:

  • più leggerezza,
  • lo sguardo più acceso,
  • l’energia più rilassata,
  • meno affanno e meno concitazione anche nel parlare.
Prepararsi alla costellazione familiare: il lavoro sull’albero genealogico

Ristagni emotivi nell’albero genealogico

Nel frattempo, i sogni hanno iniziato a suggerire una via rituale. Il blu del disegno aveva un po’ nascosto dei ristagni emotivi che nei sogni si manifestavano come nuotate nelle paludi, acque melmose e maleodoranti, e cozze attaccate al corpo.

Abbiamo, quindi, proceduto sia ritualmente sia con ulteriori modifiche all’immagine dell’albero, focalizzandoci in particolare sulla chioma chiusa e la gerarchia.

È stato un lavoro soft, fatto un poco alla volta. Eppure arrivare fin qui è stato intenso: il pieno rappresentato dal blu e dalla notte occupava spazio, ora al suo posto c’è il bianco, quindi il vuoto. Seppur sia questa la dimensione che più ci confà, dobbiamo ricordare che tende a spaventarci poiché il nostro ego, che ha bisogno di certezze, a contatto con il vuoto, teme di disintegrarsi e noi con lui.

È per questo fondamentale prenderci il tempo di nuotare nelle nuove acque altrimenti rischiamo di ritornare nei vecchi mari per abitudine

Sbloccare situazioni familiari attraverso la modifica simbolica dell’albero

Ci siamo riviste dopo tre settimane, dopo aver iniziato a muovere i primi passi in questi spazi nuovi e abbiamo deciso di fare un altro step: aprire la chioma e creare ulteriore spazio.

Seppur la chioma abbia una funzione protettiva, in questo caso non permette all’energia di circolare creando così ristagni ed energie pesanti.

Piano piano abbiamo aperto anche quegli spazi e nel corso degli incontri abbiamo visto situazioni sbloccarsi, cose nuove arrivare, cose vecchie andarsene e lasciare spazio, osservato parti di sé rimaste inesplorate, compreso l’origine di tanti meccanismi, fatto chiarezza tra cos’era proprio e cosa no e mentre ci preparavamo alla costellazione familiare abbiamo lavorato sulla gerarchia.

Non è stato un lavoro fatto in un solo incontro, ma distribuito lungo tutti e otto. 

Spostare i nomi nell’albero genealogico per cambiare le dinamiche interiori

La posizione in cui inseriamo i nomi dei nostri avi ci dice in che modo queste energie interiori vivono dentro di noi. Quando andiamo a cambiarle vige il principio del “La farfalla che sbatte le ali a Tokyo provoca un uragano in Oklaoma”.

Scrivendo il nome di un avo in un posto anziché un altro diamo ordine a tutto ciò che rappresenta. 

Ti faccio un esempio pratico: Miranda ha scritto il suo nome sotto a tutti gli altri e una parte di lei prende questa immagine per vera. Prova a pensare a lei mentre porta sulle spalle otto persone (figli, genitori e nonni). La senti la pesantezza?

Gli avi, in realtà, sono le radici del nostro albero, quello è il loro posto affinché possano darci radicamento, solidità e presenza. È solo avendoli sotto di noi che il sostegno può fluire.

La parte alta dell’albero, invece, ci parla di futuro e se lì mettiamo gli avi capiamo perché abbiamo tante ripetizioni in atto.

Piano piano nel corso dei nostri incontri, abbiamo spostato o inserito i nomi mancanti (es: abbiamo riportato il padre dei suoi figli nel giusto posto) e siamo arrivate alla costellazione con un’energia bellissima, lo spazio pronto per un lavoro mirato, delicato ma profondo che ha permesso di sciogliere un nodo energetico che le impediva di mostrare al mondo i suoi talenti artistici.

Se anche tu senti che è tempo di creare spazio, sbloccare il tuo flusso di energia e preparare il terreno per una costellazione familiare profonda e mirata, scrivimi

Sabina

Nella vita traduco Simboli e Metafore in parole semplici.

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