Quando lavoriamo sull’albero genealogico, o meglio sull’immagine che abbiamo del nostro albero, uno strumento potentissimo è rappresentato dalle frasi chiave. Queste hanno il potere di svelare dinamiche e irretimenti, così da deprogrammarli e creare nuove immagini potenzianti che ci aiutino a fluire in armonia con la vita.
Il potere delle parole nell’albero genealogico: come gli “incantesimi” si attivano
Durante le sessioni ho avuto modo di notare qualcosa di molto particolare. Molto spesso restiamo in situazioni che non ci fanno bene semplicemente perché quella situazione ci offre più vantaggi della soluzione stessa. E come possiamo svelare questi vantaggi? Ci sono diversi modi, uno di questi è il prestare profonda attenzione alla scelta dei vocaboli che usiamo per descrivere la situazione di cui ci stiamo lamentando.
Le parole creano realtà, sono energie in grado di compiere magie e questo lo sanno bene coloro che si occupano di comunicazione, marketing ed editoria.
C’è un aspetto, però, che va tenuto in considerazione: le parole possono incantare.
Guardando il significato della parola incantesimo su Wikipedia possiamo leggere che “L’incantesimo è la concentrazione di energie volitive verso un preciso scopo, che si prefigge di alterare l’andamento naturale degli eventi o la volontà delle persone”.
Possiamo fare due distinzioni che sono comunque tra di loro intrecciate: gli incantesimi presenti nelle fiabe e quelli del nostro sistema familiare.

Le maledizioni nelle fiabe: simboli dei blocchi energetici familiari
Gli incantesimi delle fiabe possiamo vederli come positivi e potenzianti, ad esempio quello della fata Madrina di Cenerentola che, nella versione raccontata da Disney, trasforma la zucca in carrozza.
Trasportando ciò nella nostra realtà possiamo guardare alla fata come alla nostra anima che sta avendo una sorta di illuminazione o scatto di coscienza ed è pronta ad introiettare nuove informazioni.
D’altra parte, poi, ci sono le maledizioni lanciate dai personaggi cattivi che anziché aiutarci ci depotenziano. Di fatto l’incantesimo, quello negativo, altro non è che un blocco energetico e sistemico molto impegnativo che ci tiene fermi in determinate convinzioni.
Le mie insegnanti di Costellazioni Familiari ne hanno parlato abbondantemente nel loro libro una fiaba che rappresenta bene il senso di incantesimo è La bella addormentata. In questo caso la maledizione della fata esclusa dal battesimo (ex compagna del padre) si attiva in Aurora che volontariamente va nella torre dove si pungerà e cadrà in un sonno profondo. Questo sonno altro non è che l’irretimento sistemico. Aurora è viva ma bloccata, congelata e ibernata in un presente statico dove tutto è immobile, stantio e immutabile.
Se anche tu vedevi “Streghe” magari ti ricorderai il potere di Piper nel “bloccare il presente”. Ecco l’incantesimo a cui mi riferisco! E per farti capire ancora meglio di cosa si tratta ti porto l’esempio di Amelia, anima preziosa che mi ha permesso di parlarti della sua esperienza.
Parole che lasciano il segno: come una frase paterna diventa un incantesimo genealogico
Amelia e suo padre non avevano mai vissuto insieme. Alla sua nascita, i genitori si erano già lasciati e lui era ritornato nella propria terra d’origine. Per molti anni padre e figlia non avevano avuto alcun contatto e nell’arco di un ventennio si erano visti complessivamente 4 volte.
Durante uno di questi incontri il padre disse ad un’ Amelia adolescente: “Attenta agli uomini che sono tutti uguali e vogliono solo scopare”.
Non metto in dubbio le buone intenzioni paterne, ma un insieme di fattori genealogici avevano trasformato quella frase in una formula magica capace di attivare un incantesimo. Si era venuto a creare un racconto diverso da quello che magari anche il padre avrebbe sperato.

Relazioni difficili e albero genealogico: quando il maschile è bloccato energeticamente
Per ogni uomo che le si avvicinava c’era sempre qualcuno della sua cerchia sociale che le diceva “non fidarti, vuole solo scopare”. E in effetti in molte delle sue relazioni gli uomini sapevano fare solo quello.
Riferendosi alle proprie cerchie sociali, Amalia diceva che il coro di pseudo amiche diveniva assordante, tanto che parevano civette che in coro canticchiavano la stessa solfa. I loro giudizi colpivano persino uomini che Amelia non gli aveva neppure presentato. Bastava un nome e un dettaglio ed ecco che partiva il coro.
Ti immagini il senso di frustrazione e pesantezza provato?
Al di là di questi giudizi esterni, le sue relazioni erano molto difficili. Incontrava sempre un maschile che metteva in atto movimenti e comportamenti che avrebbero potuto spostare il rapporto a un livello più profondo rispetto alla sfera sessuale. Però, poi, questo maschile non era in grado di sostenere il passaggio e si dileguava senza assumersi la responsabilità di ciò che aveva lasciato intendere.
Individuare incantesimi e blocchi energetici nell’albero genealogico
Se ci riflettiamo e osserviamo la frase pronunciata dal padre come se fosse stata una freccia che parte da un punto per arrivare in un altro, vediamo come questa abbia creato una scia, un movimento che poi nella realtà si è manifestato in un certo modo.
Questo principio non ti ricorda quello delle fiabe che abbiamo visto finora?
Per Amelia era divenuto opprimente avere il “mondo circostante” sempre demotivante e giudicante nei confronti dei suoi uomini. Così come era diventato amareggiante avere a che fare sempre con uomini non in grado di portare il rapporto a un livello superiore.
Allora abbiamo deciso di partire dal disegno dell’albero genealogico, dai racconti del maschile contenuti in esso, dalle tipologie di donne e uomini che lo compongono.
Riconoscere gli archetipi maschili e femminili nell’albero familiare
Ovviamente abbiamo lavorato senza alcun giudizio nei confronti del padre di Amelia. Ogni genitore agisce seguendo dei movimenti e quando si attivano delle dinamiche come queste dobbiamo cercare degli elementi nell’albero genealogico utili per avere un quadro chiaro di ciò che ha mosso il genitore. In questo caso si è reso strumento a servizio di qualcosa di più grande. Infatti, vedendo tutta la dinamica genealogica, animica e karmica di Amelia ci rendiamo conto che c’è stato un qualcosa di più grande che si è mosso.
Per impostare la ricerca ho reputato utile muoverci seguendo queste domande sorte dalla lettura del suo albero.
- Come sono visti gli uomini in quell’albero genealogico?
- E il sesso?
- Che forza ha il maschile?
- Uomini e donne sono nel loro potere?
- Esistono dei “Barbablù” o delle Sacerdotesse?
Ricordiamoci sempre che la frase chiave è stata: “gli uomini vogliono solo scopare”. Quindi implicitamente c’è il riferimento a un determinato tipo di modello maschile che dobbiamo individuare chiaramente per capire in profondità l’incantesimo attivato.
Guardando le cose dalla loro ottava bassa, cioè dal loro lato depotenziate, potremmo renderci conto che “gli uomini che vogliono solo scopare” spesso vengono raccontati in modo viscido. Ma cosa può creare questa sensazione? Probabilmente qualche episodio legato alla sessualità non vissuta nel massimo del suo potere.

Spezzare un irretimento familiare riequilibrando l’energia maschile e femminile
“Tutto ciò che è stato fatto per amore, nell’amore si scioglie”
Bert Hellinger
Ed è questo amore che lei doveva vedere. Rendersi conto del senso di protezione era il primo passo per spezzare l’incantesimo.
Poi, abbiamo cercato Barbablù. Esiste un maschile visto come pericoloso e viscido nell’albero di Amelia con il quale inconsciamente si è creata una forma di tilt energetico?
Nelle ricerche è emerso che la trisavola veniva abusata da piccola. Abbiamo, così, lavorato per riequilibrare le energie maschili e femminili presenti nell’albero.
Ora Amelia mi dice di sentirsi più serena e guarda il padre con rispetto e comprensione.
Quella frase che incanta è rimasta attiva per un periodo di tempo. E accaduto perché questo incantesimo è stato funzionale a qualcosa. Ha portato dei benefici secondari tra cui:
- ha protetto Amelia da alcune ripetizioni presenti nell’albero legate a storie di coppia dolorose;
- “se un uomo scopa e basta” di fatto si lega meno; in questo lei ci vedeva una sorta di protezione nei confronti del dolore da abbandono che una relazione più profonda potrebbe dare quando termina;
- era funzionale per restare connessa al padre, figura mancante sempre rincorsa. Naturalmente l’aspetto psicologico di questo punto non è di mia competenza, io guardo solo l’energia delle cose, il senso simbolico è legato all’archetipo paterno.
Riconoscere gli attivatori di blocchi energetici presenti nel sistema familiare
Esistono situazioni in cui è un persona o un evento esterno alla famiglia a creare o attivare un incantesimo. Questo è quel che accade, ad esempio, con il soldato ferito di Scarpette Rosse (link).
Ciò indica che sia il soldato che la bambina avevano alberi genealogici simili e avevano bisogno di evolvere gli stessi punti.
Questo non riguarda solo le fiabe. Accade anche a noi, fuori nel mondo, di poter incontrare questi attivatori e l’importante è avere gli strumenti per deprogrammare. Quando diveniamo consapevoli dei nostri circoli viziosi stiamo già iniziando a rompere l’incantesimo poiché spezziamo i copioni ripetitivi.
Sei pronta a spezzare le catene e deprogrammare ciò che ti sta bloccando in una determinata situazione? Allora scrivimi!
