La settimana scorsa in questo articolo ti ho raccontato i primi 4 episodi della serie Netflix Cent’anni di solitudine, fermandomi a riflettere su quegli eventi che possiamo interpretare come vere e proprie costellazioni familiari.
Oggi, quindi, ti parlerò degli ultimi quattro episodi.
Se li hai già visti e li ricordi clicca qui così potrai andare direttamente alla mia interpretazione. Altrimenti continua a leggere che te li riassumo io.
Trama Cent’anni di solitudine (serie Netflix): episodi 5-8
Trama Episodio 5 Cent’anni di solitudine
L’episodio inizia con il menarca di Remedios, evento che segna l’ingresso della bambina nell’età adulta, rendendola così idonea al matrimonio con Aureliano. Lo stesso giorno si sarebbe dovuto celebrare il matrimonio tra Pietro e Rebeca ma quest’ultimo riceve una lettera che parla della morte della madre e parte per la Capitale. La madre, però, arriva in città e si svela l’imbroglio architettato da Amaranta per impedire le nozze della sorella.
Pilar arriva a casa di Aureliano con il figlio che avevano concepito e del quale l’uomo non sapeva nulla. Ursula reagisce come ai tempi di Arcadio, promettendo di prendersene cura in cambio della rinuncia di Pilar di fargli da madre. Aureliano è d’accordo e promette di difendere il bambino che viene battezzato come Aureliano José.
Intanto Arcadio parte perché non tollera più l’atteggiamento di Ursula nei suoi confronti. Diventa il direttore della scuola e si trasferirà li. Remedios è incinta e la gravidanza ha attivato un clima di amore così profondo da segnare una tregua anche tra Rebeca e Amaranta.
Il credo cattolico inizia ad espandersi nel villaggio.
Nel frattempo il piccolo Aureliano José sviluppa un’ossessione per Pilar senza sapere che quest’ultima è la madre. Ursula e Rebeca sono intente ad accelerare i preparativi del matrimonio ma Amaranta è già pronta a studiare un nuovo sabotaggio.
Anche Arcadio sente una forte attrazione nei confronti di Pilar e cerca di abusare di lei. Questa, però, riesce ad allontanarsi promettendogli di tornare da lui durante la notte. Al posto suo manderà un’altra ragazza che diventerà, poi, amante del giovane.
Arriva, però, la tragedia: Remedios perde i gemelli e muore durante il parto. Ursula impone un duro lutto e persino il divieto di parlare ad alta voce per un anno intero. Sempre per lo stesso motivo le porte e le finestre della casa restano chiuse fin quando José Arcadio Jr fa ritorno e, in quel momento, il vento le spalanca.
Trama Episodio 6 Cent’anni di solitudine
José Arcadio racconta di aver girato il mondo con una banda di marinai apolidi mentre Arcadio si schiera dalla parte del medico del paese che aveva previsto le pressioni politiche in atto. Inizia a sentirsi clima di guerra. Una parte della popolazione vuole eliminare l’ordine conservatore che cerca di imporsi sulle tradizioni antiche imponendo i dogmi cattolici.
Intanto avvengono le prime votazioni a Macondo e il sindaco impone un imbroglio.
Il ritorno di José Arcadio ha un forte effetto su Rebeca che si sente sempre più attratta dal giovane e scarica questo stress ricominciando a mangiare la terra. Alla fine i due hanno un rapporto e decidono di sposarsi.
Ursula si oppone al matrimonio ma i futuri sposi non la ascoltano e, dopo le nozze, vanno a vivere di fronte al cimitero.
Aureliano scopre che il medico sta organizzando una rivolta con lo scopo di eliminare il sindaco e le sue figlie ma lui rifiuta. Pietro, nonostante sia stato lasciato da Rebeca, continua a frequentare la casa di Ursula e inizia a vedere Amaranta con altri occhi.
La situazione politica è sempre più instabile e viene dichiarato uno stato di emergenza. Il governo assume il comando e fa giustiziare il medico a capo della rivolta mentre l’esercito sgombra la scuola in cui insegna Arcadio. La violenza si diffonde tra le strade del villaggio e Aureliano si schiera dalla parte dei ribelli anche contro il volere di Ursula.
Aureliano e i ribelli fanno, così, irruzione tra i conservatori e li uccidono. Il ragazzo chiede a Arcadio di restare a Macondo come autorità, salva l’ex suocero e si proclama colonnello.
Trama Episodio 7 Cent’anni di solitudine
José Arcadio jr aveva iniziato a prendersi cura del giardino e delle terra circostanti e ora inizia a pretendere l’affitto da chi ha abitato quelle terre.
Aureliano salva la vita a un colonnello ma perde molti uomini, attraversando un fiume rivede il padre da giovane e ha “come l’impressione di aver già vissuto tutto questo”.
Arcadio inizia ad indossare l’uniforme così da evidenziare il ruolo autorevole che vuole rivestire a Macondo e decide di tassare tutto il villaggio per finanziare la guerra. Guidato da questo suo nuovo atteggiamento autoritario, arriva a far uccidere un suo amico semplicemente perché questo lo sbeffeggia.
Pilar gli fa le carte dicendogli che una donna cercherà di aiutarlo e dovrà ascoltarla ma lui la liquida.
Gli scontri vanno avanti. Aureliano viene soccorso e aiutato dal colonnello Stevenson. Arcadio fa rinchiudere il prete e Ursula si arrabbia definendolo una vergogna per i Buendìa.
Pietro, ormai innamorato di Amaranta, le chiede di sposarlo ma lei rifiuta poiché, alla morte di Remedios, presa dai sensi di colpa, giurò che sarebbe restare sola per sempre. Pietro, allora, si suicida portando Amaranta a provare un ulteriore enorme senso di colpa. Ursula simbolicamente la abbandona.
La tassazione imposta da Arcadio sta creando la fame nel popolo. Vuole perfino giustiziare l’ex sindaco ma Ursula lo salva e si scaglia contro il figlio, il quale non si oppone. La donna diventa, così, un’eroina per il suo popolo e assume il potere sul villaggio.
Aureliano consiglia ad Arcadio di arrendersi ma lui rifiuta e i conservatori invadono il villaggio con le armi facendo una strage. Arcadio viene condannato a morte e solo in questo momento si rende conto dell’amore profondo che prova per la sua famiglia così chiede alla moglie (in attesa di una bimba che chiamerà Remedios) di portargli Ursula e José Arcadio per salutarli un’ultima volta.
Poco dopo viene catturato e condannato anche Aureliano, il quale durante l’esecuzione ricorda quando il padre gli fece conoscere il ghiaccio. Mentre sono pronti a sparare, José Arcadio e Rebeca irrompono e lo salvano dall’esecuzione. Anche coloro che fino a un attimo prima stavano per giustiziarlo decidono di partire con lui e diventare rivoluzionari.
Trama Episodio 8 Cent’anni di solitudine
Intanto Ursula ha adottato anche le figlie di Arcadio.
“Stanchi di vivere tra i morti”, José Arcadio e Rebeca si trasferiscono in quella che era la casa di Arcadio in paese. Qui, però, José Arcadio viene ucciso e non si saprà mai il motivo. Per il grande doloe, Rebeca si chiude letteralmente in casa.
Aureliano avverte la morte del fratello, la capta, e poco dopo dichiara guerra al governo.
Aureliano José, figlio di Aureliano e Pilar, ormai adolescente si invaghisce di Amaranta che lo ha cresciuto come un figlio. Iniziano una sorta di flirt che lei, però, non vuole portare avanti. Così Aureliano Josè parte.
A Macondo torna la pace quando Aureliano chiede a un colonnello suo amico di assumere il controllo del governo e mantenere l’autorità in modo pacifico.
Aureliano presagisce l’imminente morte del padre e scrive alla madre.
Questo, prima di morire, rivede Melchiades e Prudencio e si sente la voce di un futuro discendente che ne leggerà i testi.
Anni dopo Aureliano ritorna a Macondo per sovvertire il governo e, nonostante le suppliche della madre, continua con il suo proposito. La durezza ha ormai scalfito quell’uomo.
La serie finisce con Ursula che sulla tomba del marito ammette di aver cresciuto un mostro.

Morte di parto e albero genealogico
Vediamo che Remedios è chiamata ad affrontare tre rituali di passaggio in un periodo di tempo molto breve:
– menarca e iniziazione del femminile,
– matrimonio e iniziazione di un nuovo sistema familiare,
– parto che nel suo caso si rivela fatale.
Ricordiamo che il tutto è ambientato nel 1800 e certe dinamiche erano più diffuse di oggi. Le morti durante il parto sono complesse da gestire poiché una donna muore mentre presta servizio al sistema, cioè nel tentativo di garantirgli una nuova discendenza. Il maschile, mettendola incinta, si sente colpevole di aver messo il femminile in quello che poi si è rivelato un movimento fatale.
E pensare che in tempi davvero molto remoti le donne morte durante il parto venivano considerate sacre ed eguagliate agli uomini che morivano in guerra. A Sparta nei cimiteri non vi erano lapidi se non per i soldati e per le donne morte durante il parto. Entrambi, infatti, perdevano la vita per difendere il sistema. Questo collegamento emerge quando Aureliano, a seguito della morte di parto della moglie, decide di intraprendere la carriera militare.
Rivalità tra sorelle: cosa ci racconta il rapporto tra Rebeca e Amaranta in Cent’anni di solitudine
La rivalità tra sorelle, manifestata tra Rebeca e Amaranta, racconta una disarmonia nel femminile, specialmente nei confronti della madre. E qui dobbiamo osservare il rapporto tra quest’ultima e la madre, cioè la nonna delle ragazze, colei che prevedeva “figli con coda di maiale”.
Inoltre, sembra che chi vince venga poi vista, riconosciuta e giudicata la migliore, quindi la più grande.
Nei confronti di chi si vorrebbe realmente dimostrare questa grandezza? Forse la madre?
Se osservi attentamente sembra tutto governato da una sorta di confusione invisibile. In alcuni punti non si capisce più chi è chi e che ruolo ha in quel determinato contesto. Questo è l’effetto delle gerarchie infrante e non rispettate.
È questo a rappresentare simbolicamente la base dell’incesto tra Ursula e José Arcadio e, poi, l’ossessione che Arcadio prova nei confronti di Pilar senza sapere che è sua made biologica. È normale che lui abbia un movimento verso di lei pur non sapendo chi sia. Poi, il modo in cui viene raccontata e altri fattori hanno mosso la confusione sistemica che regna in quell’albero.

Dinamiche familiare simili vengono portate all’interno della coppia
Interessante notare come José Arcadio abbia attraversato il mondo su una nave, quindi sull’acqua, e decida di sposare Rebeca che nei periodi di stress mangia la terra. Esprimono in modi opposti le stesse dinamiche legate alla madre. L’acqua, infatti, è connessa alla Madre attraverso le memorie amniotiche. La terra semplicemente è Madre Terra.
José Arcadio e Rebeca non sono veri fratelli ma lei è sempre stata considerata come una sorella adottiva. Quindi, anche se biologicamente non è incesto, lo diventa in termini simbolici.
Lui si definisce un apolide, cioè un uomo senza cittadinanza. Tradotto in termini sistemici ci parla di colui che fatica a trovare il suo posto nell’albero. Magari sviluppa un rifiuto dell’albero che potrebbe raccontarci di un rifiuto nei confronti della vita stessa. Infatti, quando si sposa va a vivere nei pressi di un cimitero e “quando si sono stufati di stare in mezzo ai morti” tornano in città ma lui viene misteriosamente ucciso. È senza dubbio un movimento sistemico molto forte che ci racconta quanto in realtà lui guardasse l’altro mondo.
Dolori non elaborati in un albero genealogico
Il clima di guerra è anche il racconto dei conflitti interiori e possiamo immaginare lo stato d’animo di Aureliano con tutto ciò che è accaduto.
Visto che siamo tra la fine dell’800 e gli inizi del ‘900 possiamo considerarlo un nostro bisnonno o trisavolo. Anche in questa parte di mondo abbiamo avuto guerre e avi che le hanno combattute. Cos’hanno visto i loro occhi? Quanti uomini sono partiti e non sono più tornati? Quanti sono risultati dispersi? Quali sensi di colpa hanno avuto per le atrocità viste o commesse? E quali terapie avevano a disposizione per elaborare tutte quelle morti e quel clima di terrore? Nessuna! Quindi quel dolore resta lì, in sospeso, forse in attesa di un discendente che se ne occupi e lo liberi.
Ho visto molti discendenti guardare gli antenati e dire “vado io in guerra al posto vostro” e il lavoro con la ritualistica è stato un grande aiuto per armonizzare e aiutarli a volgere lo sguardo altrove.
Il “captare la morte” di Aureliano mi parla del campo morfogenetico e di come questo si possa manifestare nelle persone più percettive attraverso sogni, visioni o sensazioni.
Rivediamo l’ombra dell’incesto ripalesarsi tra Amaranta e José Aureliano, rispettivamente zia e nipote. Ma vediamo anche una catena che si spezza non portando oltre la dinamica e iniziando in qualche modo un nuovo racconto.
Il passaggio di José Arcadio verso la morte ci racconta il suo cammino di guarigione spirituale che lo porta a pacificarsi con il suo destino. Rivede Prudencio e, pensando alla follia che lo colpì, non posso non ricordare una frase che una volta ho letto in un libro e che diceva all’incirca “come le malattie mentali siano un movimento di amore atto ad armonizzare e a fare da paciere tra la vittima e il carnefice”.

Indipendentemente da come noi giudichiamo la vita, o destino, di quest’uomo, riguarda solo lui e lui soltanto. Risponde a schemi più grandi ed è in accordo con disegni sottili e lui è in pace. Anche Arcadio negli ultimi attimi di vita ha modo di rendersi conto che quello che pareva odio in realtà era amore nascosto dietro al dolore.
Similmente il desiderio o “movimento” di Aureliano che lo spinge a voler distruggere Macondo merita di essere visto da un’altra prospettiva. Cosa rappresenta per lui Macondo? Il paese natio dove Remedios morì segnando il maschile come attivatore del movimento, la fuga del fratello e tutto ciò che di più doloroso quell’uomo abbia sperimentato. Lui voleva distruggere l’immagine di dolore che vedeva riflessa nel villaggio natio.
Come abbiamo visto, analizzando nel profondo, la serie Netflix “Cent’anni di solitudine” può essere molto più di una bellissima trasposizione cinematografica. Possiamo vederla come un viaggio nelle dinamiche complesse della famiglia Buendía, dove ogni personaggio affronta battaglie personali e sistemiche. Comprendere questi intricati legami ci può guidare a riflettere sulle nostre radici così da liberarci da pesi che non ci appartengono. Se vuoi, posso aiutarti a farlo attraverso il disegno dell’albero genealogico e le costellazioni familiari. Scrivimi e scopriamo insieme il percorso più adatto a te.
Disclaimer
Io sono un’operatrice olistica e mi occupo di spiritualità, energia e anima. Il mio lavoro si concentra esclusivamente su questi tre aspetti dell’essere umano.
Nessun servizio o percorso di cui parlo in questo sito sostituisce in alcun modo il lavoro medico sanitario o psicoterapeutico.
