Dopo aver analizzato con sguardo costellativo il primo episodio di questa serie Prime Video, aver conosciuto la protagonista Clara e assistito alla tragica morte della sorella, la storia si sposta in avanti. Entriamo nel vivo di una nuova fase evolutiva per il sistema.
La casa degli spiriti episodio 2: come nasce un diktat familiare
In questo episodio abbiamo modo di esaminare da vicino il sistema familiare di Esteban, le credenze e le dinamiche che lo abitano. Conosciamo la sorella Férula che si è sempre occupata della madre, una donna austera e rigida.
Al rientro a casa di Esteban, con il lutto di Rosa ancora fresco, si sente la madre pronunciare una frase chiave: ‘’L’amore è pericoloso, impara da me: mi sono innamorata di tuo padre, un ubriacone scapestrato, e guarda dove siamo finiti.’’
Un’antenata che pronuncia queste parole racconta la propria storia non sanata e crea un cortocircuito nel sistema familiare. Per comprenderla, dobbiamo guardare agli eventi che hanno creato o acutizzato questa convinzione.
Come si creano le convinzioni genealogiche
Scopriamo che il padre di Esteban ha sperperato l’eredità della madre, mettendo a rischio la sussistenza della famiglia. Poiché la madre aveva scelto quell’uomo per amore, la sua conclusione personale è che l’amore crea guai, sofferenza e dolore. Arriva, così, al punto di ordinare al figlio di sposare una brava ragazza anche senza amarla, perché “l’amore non è importante”.
Ma questo è il suo racconto, non una verità universale. Per comprendere i meccanismi che l’hanno portata a sposare un uomo alcolizzato, cioè pieno di nodi da risolvere, dovremmo avere sottomano i dati del suo sistema. Non avendoli, limitiamoci ad un punto: tutto questo arriva da molto più lontano nelle generazioni.
La madre è rigida e austera anche perché non ha gli strumenti per sciogliere il suo dolore. Per questo non riesce ad entrare in connessione con quello del figlio, nemmeno dinnanzi ad un lutto intenso, come quello per la giovane Rosa.

L’elaborazione e la negazione del lutto
Esteban dichiara di volersi stabilire nella tenuta di famiglia “Le tre Marie”, nonostante sia dismessa da anni. Férula si oppone, temendo un nuovo sperpero di denaro che ricalchi le decisioni economiche sbagliate del padre e afferma: “certe cose si ereditano”. Ha ragione, ma non è detto che tutto si manifesti come ci si aspetta.
Intanto Clara vede lo spirito dello zio Marcos che la consola dicendole che non si può controllare la morte, ma possiamo affidarci al cuore e tenere aperta la mente all’ignoto. Con queste parole, in qualità di antenato, sta benedicendo il dono della preveggenza della nipote Clara.
Poco dopo, mentre si trova in giardino, la ragazza incontra il giardiniere che le dice di stare attenta ai serpenti perché sono “bestiacce del demonio” connessi al maligno. In quel momento ha una visione. Suggerisce dei numeri all’uomo, che li gioca in una bisca clandestina vincendo il denaro necessario per bere e comprare una bambola a Clara.
La voce del suo dono comincia, così, a diffondersi tra i lavoranti e questo riconoscimento, unito all’affetto di sua madre, le permette di elaborare il lutto per la perdita di Rosa.
Al contrario, Esteban sta vivendo un enorme lutto senza alcuno strumento di supporto. Quando arriva alla tenuta dopo più di vent’anni di assenza nessun lavorante lo riconosce. In questo contesto la rabbia, il dolore che si fa cieco e l’impossibilità di fermarsi per attraversarlo contribuiscono ad accentuare le sue ombre personali.
Quel dolore, però, lo canalizza anche in qualcosa di buono: recuperare la tenuta in pochi mesi nonostante fosse stata trascurata da anni. Decide, poi, di aprire un laboratorio di cucito e ne affida la gestione a Pancha, una giovane lavorante con cui inizia a flirtare. I due diventano amanti, ma quando lei rimane incinta, l’ombra di Esteban si manifesta: la scaccia brutalmente accusandola di volerlo incastrare e rifiuta di riconoscere il figlio.
La riconciliazione con la morte: quando la vittima benedice il destino dei vivi
In questo secondo episodio, vediamo una Clara ancora bambina partecipare, insieme alla madre, alle manifestazioni femministe per far sì che le donne abbiano diritto di voto. Questi sono semi e dei frutti ne parleremo più in là.
Quando diventa adolescente arriva una visione chiara di Rosa che le dice:
‘’Abbiamo quasi la stessa età ora, aiutami a finirla, a ognuno aspetta il suo posto in questa grande tela. Non poteva andare diversamente, Clara, dovevo lasciarti perché era il mio destino ora tocca a te prendere il tuo posto’’.
Clara vede lo spirito della sorella andarsene e ricomincia a parlare dopo 9 anni di silenzio e dice che presto si sarebbe sposata.
Questo è un passaggio costellativo potentissimo: ci dice che la vittima è in pace con il suo destino poiché questo risponde a un disegno di anime più grande di noi, anche se non ne comprendiamo il senso. La visione, così come una costellazione, arriva quando è il momento giusto per sbloccare altre cose, come in questo caso la voce e ciò che sta per accadere nella vita di Clara.
Il matrimonio come incontro di alberi genealogici
Nel frattempo, la tenuta “Le tre Marie” acquista prestigio ed Esteban viene riconosciuto come uno dei padroni più rispettati del paese mentre continuano ad aumentare i figli illegittimi che concepisce con le lavoratrici.
Férula gli chiede di tornare a casa perché la madre è in agonia. Questa, perfino sul letto di morte, conserva il suo tono severo e autoritario e ripete nuovamente al figlio di sposare una brava ragazza. In occasione del funerale della madre, Esteban va a trovare la tomba di Rosa per poi chiedere la mano di Clara. I genitori della ragazza lo informano della sua chiaroveggenza e quando lui arriva lei lo accoglie con un “ti stavo aspettando”.
Assistiamo, poi, ad un passaggio molto costellativo quando lei gli chiede se lui voglia davvero sposarla. Lui dice di sì e le fa la stessa domanda, chiedendole il motivo del suo sì. E lei afferma: ‘’perché è il mio destino’’.
Un matrimonio è un incontro di anime e di alberi genealogici che si incrociano. Ciò che c’è da una parte in termini di eventi e dinamiche, c’è anche dall’altra in forma complementare.

Una cognata non è una sorella: l’importanza dell’ordine nell’albero genealogico
Il giorno del matrimonio, Clara conosce Férula e la invita a casa loro dicendole ”saremo come due sorelle”. In questa affermazione risiede una profonda confusione sistemica. Clara ha già avuto una sorella e questa dinamica ci mostra come il mancato lavoro sul lutto si manifesti anche sotto forme apparentemente innocue. Una cognata non è una sorella. Spostandosi di ruolo e di posto la confusione aumenta e nel caos le cose non fluiscono.
Durante il ballo nuziale il cane di Clara viene accoltellato a morte: nessuno sembra leggere il cattivo presagio. Qui siamo in Sud America e la cultura popolare racconta bene le superstizioni che vengono prese per vere dall’inconscio, che non ha la capacità di distinguere il vero dall’immaginario.
Quel cane ha accompagnato Clara dal lutto dello zio al matrimonio, cioè l’inizio di un nuovo ciclo. Il fatto che il vecchio ciclo si sia concluso in modo così cruento durante un rituale (il matrimonio è un rito) dà spazio all’inconscio di interpretare in malo modo l’accaduto. Sarebbe stato utile un lavoro costellativo per introiettare un altro racconto.
Storie come questa ci mostrano chiaramente quanto le leggi invisibili del sistema agiscano su di noi, spingendoci verso scelte che spesso chiamiamo “destino”, ma che sono solo la fedeltà a chi è venuto prima.
Ti senti anche tu nel caos? Con situazioni che si ripetono e dei nodi complessi da sciogliere? Per questo ho creato Costellando, il mio percorso di Costellazioni Familiari, dove guarderemo insieme cosa chiede di essere visto e incluso, per riportare ordine nel tuo sistema e permettere finalmente alla tua energia di fluire libera da ripetizioni e irretimenti.
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Io sono un’operatrice olistica e mi occupo di spiritualità, energia e anima. Il mio lavoro si concentra esclusivamente su questi tre aspetti dell’essere umano.
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