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Se hai seguito i primi passi del nostro viaggio in questa serie, sai già quanto il sistema familiare dei protagonisti sia denso di nodi, situazioni non elaborate e diktat.
Altrimenti ti suggerisco, prima di iniziare la lettura di questo articolo, di recuperare l’analisi costellativa del primo e secondo episodio della Casa degli spiriti.
Oggi entriamo nel vivo dell’Episodio 3.

La casa degli spiriti episodio 3: l’esclusione dei figli nati fuori dal matrimonio

Clara ed Esteban rientrano dal viaggio di nozze in Italia e vanno a vivere in quella che chiameranno “La grande casa dell’angolo”. Esteban, pensando di fare cosa gradita, trasforma il pelo del defunto cane di Clara in un tappeto. Quando la donna lo vede ha un mancamento e confessa di essere incinta.

L’uomo si dice felice di avere un primogenito. Così facendo esclude tutti quei figli avuti prima di questo, creando quel disordine che si vedrà nelle generazioni successive. Sappiamo bene che quando qualcuno viene escluso, un discendente si sente in dovere di seguirlo nel tentativo di reintegrarlo, irretendosi o vivendo un destino difficile. Magari porterà su di sé rabbie e desideri di giustizia o vendetta che non gli appartengono.

Quando Esteban scopre che la nascitura è femmina e che si chiamerà Blanca non è troppo contento. Le ragioni le troviamo nel suo rapporto con il femminile: la madre austera e poco affettiva, il suo grande amore assassinato, i giochi di potere e i soprusi commessi ai danni delle sue lavoranti. Per quest’uomo il femminile è qualcosa di complesso.

l’esclusione dei figli nati fuori dal matrimonio

Il significato simbolico della morte come viaggio

I genitori di Clara si mettono in viaggio per raggiungerla ma muoiono in un incidente stradale. La madre viene decapitata da una lamiera e nessuno riesce a ritrovare la testa della donna. Nonostante tutti tentino di non farglielo sapere per proteggere la sua gravidanza da uno stress così grande, Clara percepisce la loro morte in sogno.

Il concetto di viaggio qui acquisisce un aspetto simbolico: la morte stessa è un viaggio tra una dimensione e un’altra. Anche questo era destino ma la cosa su cui mi soffermerei è la percezione di Clara. Sappiamo che è una medium ma, trattandosi dei suoi avi, la percezione di ciò che è accaduto è stata amplificata dal campo morfogenetico. Le persone altamente sensibili intercettano i movimenti e i traumi del sistema anche senza comprenderli razionalmente.

La protagonista insiste nell’andare sul luogo dell’incidente. Lì ritrova la testa della madre e le si rompono le acque. Dal punto di vista delle costellazioni, è un passaggio chiave: reintegrare i resti mancanti o dare simbolicamente una sepoltura e un posto a chi è morto è la chiusura di un ciclo e l’inizio di uno nuovo. In questo caso ha sbloccato immediatamente la vita della generazione successiva.

La benedizione della linea materna: fare spazio alla vita

Il parto si rivela da subito complesso e Clara, sospesa tra il mondo dei vivi e quello dei morti, ha una visione di sua madre che le dice: “La mia nipotina stava troppo comoda lì dentro. Siamo così orgogliosi di te, figlia mia. Ora torna, però, lei ha bisogno di te. Tu meglio di tutti sai che noi saremo qui sempre a vegliare su di te. Grazie per aver recuperato la mia testa”.

In questa frase ci sono sia la benedizione alla figlia e alla nipote che la gratitudine per il recupero dei resti.

È un passaggio costellativo potente perché vede la linea materna pacificarsi e fare spazio alla vita con amore e armonia.

La ripetizione dei nodi dei padri nei figli illegittimi

Anni dopo la famiglia si trasferisce nella tenuta “Le Tre Marie”. Qui abbiamo modo di vedere il figlio illegittimo che Pancha ha avuto con Esteban: beve come il nonno (il padre di Esteban). Anche l’alcool è un racconto sistemico, ma non ha una lettura universale che va bene per tutti. Quindi, evito di approfondirlo per non condizionare chi legge.

Nel frattempo, Férula confessa al prete di essere attratta sessualmente da Clara, ma questo le dice che l’omosessualità è un peccato mortale e che una donna non può desiderare un’altra donna. 

Non passerà molto tempo che la stessa Férula, riferendosi al fratello e al figlio che avrà a breve, dirà a sua cognata: “Gli uomini non sanno controllarsi, sono tutti uguali”.
Ma uguali a chi? Qual è il maschile di riferimento? Il padre alcolista? O il fratello dalle modalità brusche e abusanti?

La ripetizione del destino nel femminile ferito: la storia di Pancha

Mentre Clara ed Esteban sono a cavallo, lei ha un giramento di testa e comprende di essere nuovamente incinta. In quel momento sente il canto degli uccelli ma lui no e percepisce qualcosa di strano in quel posto.

Poco dopo conosce Pancha che le confessa che suo figlio è figlio illegittimo di Esteban. Mentre Clara, sconvolta, cammina nel bosco, ha una visione ed entra in contatto con il dolore di Pancha. Scopre, così, che prima di lei sia sua madre che la nonna erano state in qualche modo abusate sessualmente

Tutte hanno subito lo stesso destino: siamo dinnanzi ad una ripetizione.
Immaginiamo Pancha che guarda la madre e le dice “Chi sono io per essere felice se tu non lo sei stata? Nessuno, allora ti seguo”. È il racconto di un femminile ferito e che non ha forza né strumenti per lavorare su un peso che arriva da lontano.

Clara cerca un confronto con Pancha e scopre che anche le altre lavoranti hanno subito lo stesso destino a causa di Esteban. Decide, quindi, di cambiare le cose e inizia aprendo una scuola nella tenuta

Mentre Férula prima del tramonto raduna le lavoranti per il rosario, Clara ripete ciò che aveva imparato dalla madre sui diritti delle donne, sull’importanza del voto e sul rispetto di sé.

La ripetizione del destino nel femminile ferito

I pericoli del tramandare lo stesso nome da padre in figlio

Tra Clara ed Esteban le cose non vanno più bene. Lei ha visto la vera natura dell’uomo e non riesce a far finta di niente, neppure quando torna alla “Casa dell’Angolo” per partorire. Lui vuole chiamare il figlio Esteban ma Clara si oppone perché “i nomi ripetuti creano confusione nei Quaderni della vita”. 

E questo è un altro punto di svolta in termini costellativi. Per anni c’è stata l’usanza di tramandare i nomi da nonno a nipote, da padre a figlio o tra fratelli quando qualcuno moriva in culla o nasceva morto.

Ma nel nome non c’è solo un insieme di lettere, c’è anche un destino, un racconto e un insieme di simboli. Quando arriva da una ripetizione genealogica porta con sé anche i nodi, gli irrisolti e i pesi di chi ci ha preceduti.

C’è una filosofia di pensiero che vede la scelta del nome come un accordo tra l’anima del nascituro e il sistema familiare mediato dai genitori. Mia madre, ad esempio, scelse il nome Sabina senza sapere quanti Savino fossero presenti nell’albero di mio padre, risalendo fino all’avo più antico che si chiamava proprio Sabino.

La cacciata di Férula e la riattivazione di vecchie memorie

Esteban tradisce Clara in un bordello con Tránsito, una sua vecchia lavorante.
Nel frattempo, a casa, Clara e Férula dormono insieme nello stesso letto.
Al suo rientro, Esteban, vedendole, si infuria e caccia di casa Férula con violenza.
Prima di andarsene, però, la sorella lo maledice, augurandogli di morire solo come un cane.

Clara tenta in tutti i modi di rintracciarla attraverso le sue doti ma Férula non vuole essere trovata. Inevitabilmente la perdita improvvisa di questa figura così vicina le riattiva tutte le dinamiche connesse ai suoi lutti precedenti (Rosa, la madre, ecc.).
Ancora una volta, troverà rifugio nel mondo dei sogni e degli spiriti.

Se percepisci che la radice dei tuoi nodi potrebbe essere più antica di quello che pensi è il momento di osservare il tuo Albero Genealogico da un altro punto di vista.

Costellando, il mio percorso di lavoro sull’Albero genealogico tra disegni e Costellazioni Familiari, nasce per sciogliere vecchi nodi e riportare ordine laddove non c’è armonia.

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Disclaimer
Io sono un’operatrice olistica e mi occupo di spiritualità, energia e anima. Il mio lavoro si concentra esclusivamente su questi tre aspetti dell’essere umano.
Nessun servizio o percorso di cui parlo in questo sito sostituisce in alcun modo il lavoro medico sanitario o psicoterapeutico.

Sabina

Nella vita traduco Simboli e Metafore in parole semplici.

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