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Se anche tu, come me, ti stavi chiedendo da tanto tempo:

“Another self 2 quando esce?”

Sono qui con un’ottima notizia. Dall’11 luglio è disponibile su Netflix la seconda stagione di Another Self, serie tv turca che ci racconta le Costellazioni familiari, svelandoci sia il modo in cui queste vengono svolte sia i benefici che ne derivano.

Ti ho parlato della prima stagione in questo articolo e possiamo riprendere da dove abbiamo lasciato: Sevgi e Fiko si sono sposati e lei deve affrontare una recidiva tumorale scoperta dopo che la madre Muko le aveva riferito un segreto di famiglia molto intenso, Ada è ritornata con Toprack, il suo ex storico, e ha divorziato da Selim, mentre Leyla aspetta una bambina da Erdem, il quale è in galera e non sa niente della gravidanza.

E se vuoi sapere:

“Antoher self 2 quante puntate ha?”

Te lo dico subito: 8 episodi, che ho intenzione di raccontarti qui nel mio blog condividendo con te le mie riflessioni da costellatrice.

Pronta ad iniziare?!

Another Self 2: spiegazione episodio 1

L’episodio inizia mostrandoci delle donne intente a lavorare in un campo di cotone. Una di loro è incinta ed entra in travaglio proprio lì. Non è un parto semplice. Il bambino nasce e viene lasciato solo nel campo. La madre, infatti, in seguito al parto sviene e attrae a sé l’attenzione delle altre donne che tentano di salvarla, molto probabilmente in vano.  

Ho trovato molto bella la scelta stilistica di iniziare un nuovo episodio di una nuova stagione con una nascita perché di fatto è di tutta una rinascita che si sta parlando. 

La voce fuori campo ci narra di come il movimento del neonato che lo porta fuori dall’utero (casa) verso il mondo (ignoto) non manchi di due emozioni che anche da adulti sentiremo: paura e solitudine.

Perché sì, il viaggio viene vissuto in solitaria, ma il contatto con la madre lì fuori pronta ad aspettarci mette subito in discussione questa chiave di lettura. Ma cosa accade quando un parto va come quello descritto in questa scena?

Another Self 2: spiegazione episodio 1

Il movimento interrotto verso la madre

Qui ti chiedo di leggere queste mie parole, lasciarle scorrere e non identificarti se senti riconoscere parti di te. Sai, un po’ di movimenti interrotti li abbiamo tutti perché la visione occidentale della nascita ha perso quel concetto sacro di legame tra neonato e madre. Fortunatamente molte ostetriche stanno lottando per reinserirlo, ma siamo ancora lontani dal vederlo considerare normale.

Voglio sottolineare questa diffusione perché spesso sento persone dire “ho il movimento interrotto” come se fosse una sorta di diagnosi e questo non fa altro che creare immagini depotenzianti anziché darci forza.
Ad ogni modo, nel caso in cui questo distacco sia stato particolarmente complesso è sempre possibile riequilibrarlo in costellazione.

Nell’episodio vediamo una madre presumibilmente morta di parto. Questo evento alla nascita lascia un imprinting nel bambino, così come ogni altra tipologia (cesareo, uso del forcipe, induzione del parto farmacologica, etc), e potrebbe poi manifestarsi nella vita quotidiana sotto forma di limiti, ansie e blocchi energetici vari. Sono memorie perinatali e intrauterine che ci riguardano ancora, nessuno escluso.

Superare una memoria legata alla nascita: la costellazione di Fiko

Il senso della scena iniziale diventa chiaro durante la costellazione guidata da Zaman per Fiko. Quest’ultimo non si sente all’altezza della situazione che deve affrontare con sua moglie Sevgi e, afflitto, afferma di non aver mai avuto la vita facile.

Viene, allora, messo in campo il rappresentante di Fiko, il quale inizia a provare nausea, un senso di vertigini e di soffocamento. Zaman chiede a Fiko come sia nato e lui racconta di essere stato trovato da solo nel campo e, così, riparte il flashback iniziale. Allora in costellazione viene inserita una persona che possa sostenere il rappresentante di Fiko, cantandogli una ninna nanna. In questo modo si ricongiunge simbolicamente il movimento interrotto tra lui e sua madre al momento della nascita. Al termine della costellazione il rappresentante di Fiko inizia a sentirsi meglio, più forte e sicuro.

Zaman spiega come l’imprinting di nascita di Fiko abbia determinato in lui una sensazione di essere “incastrato nella vita” (come era stato incastrato nel canale vaginale) e andare verso l’oscurità (nascendo podalico, il suo volto era diretto verso l’oscurità del corpo materno anziché verso la luce del mondo). Questa, però, è solo una delle tante chiavi di lettura che non deve diventare “cicatrizzante” ma solo dare senso a quanto apparso in scena fino ad ora.

Le costellazioni familiari come strumento per riequilibrare il rapporto con i nostri genitori interiori

Le costellazioni familiari come strumento per riequilibrare il rapporto con i nostri genitori interiori

Dobbiamo, però, ricordare come sia la nostra anima a guidare anche l’esperienza di parto: nasciamo come ci serve nascere. Naturalmente non dobbiamo usare questo concetto filosofico per tralasciare ogni forma di precauzione o attenzione, ponderando le varie opzioni di parto con ostetriche ben preparate.

E questo ci riporta alla figura materna intesa come madre archetipica. La nostra madre biologica e il modo in cui si è presa cura di noi quando eravamo piccoli viene registrata e assorbita dal nostro inconscio diventando poi la nostra madre energetica interiore. Quando lavoriamo con le costellazioni familiari lavoriamo appunto con i nostri genitori interiori e quelle energie che abbiamo registrato.

Nell’episodio vediamo anche Sevgi in piena fase di rabbia, rifiuto e dolore nei confronti di sua madre. La sua problematica di salute attiva stati emotivi comprensibilmente complessi da gestire e a fine episodio vediamo come arrivi ad allontanare persino Fiko dalla sua vita.

Il collegamento tra organi ed emozioni

In questo primo episodio di Another Self ritroviamo anche Leyla, incinta di una bambina e alle prese con il figlio di circa 8-9 anni che fa la pipì a letto. Questo ci ricorda come i bambini siano sensibili ai cambiamenti familiari: il piccolo, infatti, non sa che il padre è in prigione e soffre molto la sua mancanza.

Questa sua incontinenza, parlandoci di liquidi, reni e paure, si ricollega anche ad una paziente che Ada incontra in ospedale e che ha un problema al rene sinistro. Questo è associato al ramo materno del nostro albero genealogico e, così, Ada chiede alla sua paziente se recentemente ha affrontato questioni importanti con la madre e questa le confessa di averla persa tre mesi prima. Secondo un’antica tradizione medica, i reni sono visti come coloro che raccolgono le lacrime che non riusciamo a versare e Ada si chiede se basterà un’operazione per guarire questo tipo di dolori. Personalmente sono per l’integrazione dei metodi, così come molti luminari della medicina moderna ci confermano.

Ada e Toprack: ordini dell’amore infranti e dinamiche che pesano nella relazione

Infine, vediamo Ada in difficoltà con Toprack poiché la ex di lui (dalla quale ha avuto una figlia) interferisce nella loro vita. Notiamo come ci sarebbe bisogno di ridefinire ruoli, posti e confini tra un prima e un dopo e quello che coglie la mia attenzione è il senso di “fuori posto” che si percepisce osservandone le dinamiche.

Ada stessa ammetterà, poi, di non sentirsi vista da lui. Ma quel riconoscimento è davvero da lui che deve venire? Che ci fa lei lì con quelle dinamiche? 

Mi è rimasta impressa una chiacchierata tra le tre protagoniste dove sia Ada che Sevgi lamentavano del malessere relazionale e c’è da chiedersi se la pace e la serenità che stanno cercando la stiano cercando nel posto giusto.

Ada e Toprack: ordini dell’amore infranti e dinamiche che pesano nella relazione

Eredità spirituale: a chi tramandiamo doni e talenti?

Inoltre, Ada fa “una domanda da un milione di dollari” a Zaman riguardo l’eredità spirituale. Si chiede che ne sarà dei doni e dei talenti che potremmo trasmettere ai nati dopo di noi se non volessimo o potessimo avere figli e qui rispondo io: vanno nel mondo a nutrire altre foglie.

I nostri figli non sono solo quelli biologici che decidiamo di partorire ma sono anche i sogni e i progetti che, come bimbi, richiedono una gestazione e una nascita. Ci tengo a ricordare sempre che non si è “meno donne” se non si fanno figli e la maternità è un’opzione, non una definizione.

Questo primo intenso episodio termina con Leyla che entra in travaglio. Anch’io per il momento mi fermo qui e ti aspetto prestissimo per raccontarti i prossimi episodi. Iscriviti alla mia newsletter per non perderti questi prossimi articoli!



Disclaimer
Io sono un’operatrice olistica e mi occupo di spiritualità, energia e anima. Il mio lavoro si concentra esclusivamente su questi tre aspetti dell’essere umano.
Nessun servizio o percorso di cui parlo in questo sito sostituisce in alcun modo il lavoro medico sanitario o psicoterapeutico.

Sabina

Nella vita traduco Simboli e Metafore in parole semplici.

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