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Alle anime che camminano insieme a me chiedo sempre di tener traccia dei sogni che fanno tra una sessione e l’altra. Lo faccio perché rappresentano una bussola sia per disegnare il nostro cammino insieme sia per comprendere meglio le energie che stiamo muovendo. Anche quando mancano di senso apparente, i sogni hanno un significato profondo criptato ed è parte del mio compito tradurtelo in parole semplici.

Questo linguaggio è composto da simboli, spesso appartenenti al mondo naturale e gli animali ne sono grandi protagonisti. Ti ho già parlato della simbologia dell’orso e del significato simbolico del serpente e del lupo, ora è arrivato il tempo di dare spazio a un animale controverso che ha una storia potente: il ragno.

Significato simbolico della ragnatela

Il ragno è sempre stato associato alla Grande Madre per via del suo “tessere le fila” della vita. Pensando ad una ragnatela, possiamo simbolicamente ricollegarla a: 

  • le connessioni sociali costruttive ed evolutive che il principio femminile sa tessere;
  • i campi morfogenetici che ci connettono ai nostri membri del sistema familiare, vivi o morti che siano.

Il ragno, tessendo una tela, in qualche modo narra una storia e lo fa con precisione e laboriosità. Se guardiamo alla tela come ad uno strumento per partire da un punto A e arrivare a un punto B vediamo come questo possa essere anche un medium per viaggiare, sia in senso pratico che metaforico.

La Tessitura come simbolo del Femminile

Punto dopo punto, cerchio dopo cerchio, tessere è come creare la vita, tutte le cose che si connettono tra di loro” cit Ellen Trevorrow

La tessitura è un’arte molto antica che ci accompagna da secoli e la ritroviamo in tutte le culture arcaiche.

Come abbiamo visto qui, Maria Gimbutas collega la tessitura alla Dea uccello. Nei suoi scavi archeologici, infatti, aveva trovato numerosi monili che rappresentavano la tessitura di simboli associati alla Dea tra cui la rete, simile alla ragnatela. Lei lo ha definito “il lavoro delle donne”.

La Tessitura come simbolo del Femminile

Filatura e sessualità

È, poi, interessante notare come per moltissimi secoli sia stato di uso comune per le donne indossare cinture in vita. Avevano il compito simbolico di proteggere l’utero ed erano perciò associate all’idea di gravidanza sia fisica che metaforica. Dobbiamo ricordare, infatti, che progetti e sogni hanno lo stesso principio energetico: richiedono una gestazione, una nascita e una cura.

In tempi antichi si parlava della cintura di Afrodite come medium del suo potere personale e della sua forza sessuale. L’autrice e guaritrice Vicki Noble ci fa notare come questa sia stata definita anche “centro di tutti gli incantesimi”. Ne percepisci tutta la potenza?

Spostandoci verso Oriente, troviamo un’altra piccola curiosità. La parola “tantra”, che indica quella disciplina antica che ci parla di sessualità come mezzo di un’unione tra spirito e materia, può essere letteralmente tradotta con “filo”.

Il rito della Cerrada con il Rebozo

Possiamo ritrovare il senso di protezione della fascia femminile anche nell’uso del Rebozo messicano e mesoamericano. Si tratta di uno scialle tessuto a mano con il cotone che, a differenza di altre fibre sintetiche o comunque non vegetali, “nasce e cresce” nella Madre Terra. In questo modo possono rappresentare la Madre Terra che abbraccia l’utero delle donne e le protegge da energie pesanti.

Il Rebozo viene ancora utilizzato come strumento rituale per chiuderei dei cicli. Il rito si chiama Cerrada e richiede che il corpo femminile venga appunto “chiuso” nel Rebozo. È un rito che si fa spesso dopo il parto, simbolicamente 40 giorni dopo, in moda concludere il puerperio che in molti paesi del mondo veniva e viene tutt’ora considerato periodo sacro in cui la “donna appartiene sia al mondo dei vivi che a quello dei morti per averne conosciuto i misteri durante il parto” (cit. Clarissa Pinkola Estés).

Altri momenti importanti in cui può essere compiuto il rito della Cerrada sono il pre concepimento, post menarca o menopausa, oppure dopo interventi chirurgici o in altre fasi della vita.

Il rito della Cerrada con il Rebozo

Significato simbolico del labirinto e del filo di Arianna

Osservando nel dettaglio la forma di una ragnatela non è difficile notare la similitudine con il labirinto. Quest’ultimo deve la sua forma ad un obiettivo ben specifico, difenderne il centro. In quest’ottica possiamo associarlo alla placenta, intesa come centro energetico a sostegno del nascituro, quindi alla Grande Madre. E la placenta ci richiama in mente il cordone, che di base è un filo più spesso, che connette alla madre-fonte di vita.

Nella mitologia troviamo il Labirinto di Cnosso e del filo di Arianna. Questa era figlia di Minosse, Re di Creta, e Pasifae, la quale, tratta in inganno da Zeus, si accoppiò con un toro. Da questa unione nacque un Minotauro, figura mitologica a metà tra un essere umano e un toro, simbolo della forza sovrannaturale associata all’utero (la testa del toro ricorda molto la forma di un utero). Data la sua mostruosità, venne rinchiuso in un labirinto sotterraneo costruito da Dedalo, un grande “ingegnere” greco.

Il Minotauro si nutriva di fanciulli e un giorno, come vittima, venne scelto Teseo, del quale Arianna si innamorò a prima vista. Per salvarlo da una morte certa gli diede un filo rosso da appendere all’ingresso del labirinto, così da poter raggiungere il Minotauro, ucciderlo, e ritrovare facilmente la via d’uscita. 

Il mito ha moltissime varianti e non ci serve qui entrare in maggiori dettagli. Possiamo considerare il labirinto simile alla ragnatela e comprendere come il filo stesso sia uno strumento per andare oltre. Arianna, come la maggior parte delle donne dell’epoca, era una filatrice e il filo rosso rappresentava la forza della vita.

Dal labirinto mentale alla libertà: il filo di Arianna nella vita reale

Ma questa non è solo mitologia! Come ormai sai se mi segui da un po’, il mito e tutti gli archetipi in esso presenti non sono reali ma rappresentano energie che invece lo sono.
E la mia esperienza personale ne è la riprova.

Per anni ho sofferto di agorafobia. Ogni volta che uscivo di casa mi sembrava di essere in un labirinto: a destra sì, a sinistra no, quella strada sì e quell’altra no. Allora ho preso un gomitolo di cotone e con l’uncinetto ne ho ricavato circa 4 metri di catenella che ho sempre con me in borsa. Ogni volta che esco di casa a piedi e mi spingo oltre il labirinto che la mia mente ancora vede, la tiro fuori e inizio a scioglierla.
Risultato? Cammino anche più di un’ora.

Ogni punto catenella che salta è un nodo che sciolgo e quando sarò pronta brucerò il filo.

Significato simbolico del labirinto e del filo di Arianna

La rete invisibile del sistema familiare

Pensando al lato depotenziante, o negativo, con il quale istintivamente interpretiamo la figura del ragno la prima parola che ci viene in mente è trappola. Una trappola come quella che ti ho descritto quando ti ho parlato degli irretimenti. A me la parola irretimento ricorda una rete dentro la quale cadiamo inconsapevolmente. Essere irretiti con qualcosa o con qualcuno significa vivere prigionieri della rete invisibile del sistema familiare.

Anche i campi morfogenetici sono descrivibili come reti energetiche invisibili che collegano tutti gli appartenenti allo stesso gruppo. Quando un membro registra una nuova informazione nella sua coscienza, questa poi viene trasmessa nella coscienza collettiva di quel gruppo e da qui tutti gli altri membri potranno accedere a quell’informazione, in un modo del tutto inconsapevole. È il concetto della famosa farfalla che sbatte le ali a Tokyo e provoca un uragano in Oklahoma.

Prova ad immaginare un essere umano qualsiasi, alle sue spalle ci sono sua madre e suo padre uno accanto all’altro, alle loro spalle i rispettivi genitori sempre uno accanto all’altro. E così via per un numero infinito di generazioni.

Immagina ora che ogni membro abbia un cordone ombelicale invisibile che parte dall’ombelico di ognuno e si connette a una bolla energetica gigante che li ingloba tutti. Ecco, questa placenta gigante è il secondo livello di coscienza scoperto da Hellinger ed è lì che risiedono tutte le informazioni scambiate inconsciamente dai membri del sistema familiare.

In effetti, le costellazioni familiari si chiamano così perché ricordano le costellazioni astrologiche. Basta un filo invisibile per connettere i membri del gruppo (o le stelle in caso di astrologia) e vedere che lignaggio energetico ha quel sistema.

Cosa vuol dire simbolicamente aver paura dei ragni? 

Può essere comprensibile avere paura dei ragni ma qui vale la pena porsi alcune domande.

Tenendo conto delle simbologie viste sinora, in particolare quella della ragno = tela = fili energetici che connettono le varie generazioni, chiediamoci se c’è qualcosa che viene percepito come pericoloso.

  • Ci sono stati destini tragici nell’albero?
  • Episodi di strangolamento? Non per forza concreto, ma anche simbolico; possiamo ricordare Isadora Duncan, storica danzatrice americana morta perché la sua sciarpa accidentalmente si era incastrata nei raggi della ruota della propria Bugatti.
  • Nascite difficili o problemi con il cordone ombelicale?

Questi che possono sembrare eventi remoti possono lasciare un’impronta energetica molto forte e avere un impatto significativo nella vita dei discendenti. Ma grazie alle costellazioni familiari e al lavoro sull’albero genealogico possiamo sciogliere questi nodi e liberarci dalla rete di cui siamo inconsapevolmente prigionieri. 

Sei pronta a decodificare le simbologie presenti nelle tue paure e nelle tue difficoltà? Se vuoi, possiamo farlo insieme. Scrivimi!

Sabina

Nella vita traduco Simboli e Metafore in parole semplici.

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