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In questo articolo avevo iniziato a parlarti degli animali di potere e di come questi spesso arrivino a noi tramite sogni e visualizzazioni. Molte volte mi è persino capitato di scorgerli all’interno dei disegni nell’albero genealogico che chiedo sempre a chi lavora con me.

In particolare, ti avevo parlato del serpente e di come questo animale rappresenti la guarigione e la trasformazione, così come il lupo sia connesso alle nostre parti più arcaiche e selvagge.

Oggi voglio analizzare con te l’orso e l’orsa (che sì, sono due cose diverse).

Che cosa simboleggia l’orso?

L’orso rappresenta l’istinto animale, fisico e materiale, così come si può intendere nel suo senso stretto. Ovviamente non parlo del racconto ingannevole che abbiamo conosciuto in Masha e Orso.   

Questo animale, nella sua connotazione maschile, ci riporta, così, al corpo e ai suoi bisogni che non possono essere repressi dalla mente e dalla razionalità.

Questa lotta eterna tra corpo e ragione, istinto e logica la possiamo vedere ben rappresentata nelle ritualistiche legate alle varie “sagre dell’orso” presenti un po’ in tutto il mondo. Se ne organizza una a Toro, vicino Campobasso, ma ne ho trovato traccia anche in Romania e in Moldavia.

significato e simbologia danza degli Orsi in Romania e Moldavia

La danza degli Orsi in Romania e Moldavia

Però queste due ritualistiche hanno significati opposti l’una all’altra e questo ci aprirà le porte a una riflessione importante.

In alcune zone della Romania e della Moldavia tra Natale e Capodanno si mette in scena quella che viene chiamata “la danza dell’orso”, durante la quale uomini, donne e bambini indossano vere pelli di orso e girano di casa in casa. Questo rituale serve per scacciare gli ultimi spiriti considerati negativi, o comunque pesanti, dell’anno in chiusura.

Questa specifica tradizione arriva dagli zingari della Romania che scendevano dalle montagne con cuccioli di orsi al guinzaglio. In cambio di soldi, li mostravano agli abitanti dei vari villaggi o li facevano camminare sulle schiene di coloro che avevano dolori.

Non sono riuscita a trovare fonti più antiche riguardanti questa tradizione, ma so che l’orso veniva usato contro “il male” perché di stazza grande e in grado di spaventarlo.

La Ballata dell’uomo Orso in Molise

A Toro (CB), così come in molte località nostrane, veniva, invece, messa in scena la lotta tra l’orso e l’uomo.

C’era appunto un uomo vestito da orso che arrivava in paese e un altro uomo lo doveva sconfiggere per far sì che ritornasse nei boschi. Vediamo, così, una tradizione totalmente opposta a quella rumena che vedeva l’animale come portatore di bene.

Qui rappresenta, invece, i pensieri intrusivi, gli istinti più forti che vengono vinti e taciuti dalla ragione (rappresentata dall’uomo che combatte).

La Ballata dell’uomo Orso in Molise

L’Orso: simbolo positivo e negativo

Come mai lo stesso simbolo ha due letture diametralmente opposte?

Io credo che sia dovuto alle diverse integrazioni dell’animale nell’ambiente sociale. Se in Romania sia zingari che abitanti dei villaggi erano presumibilmente più in grado di gestirli e limitarne gli attacchi, dalle nostre parti era più probabile una sopraffazione da parte di questo animale..

E qui arriviamo a un punto chiave: il simbolo di per sé è neutro. Non è bene e non è male, semplicemente è. A dargli le connotazioni sono tutta una serie di eventi, emozioni, racconti e visioni.

In Molise, come in Abruzzo, l’orso è sì un simbolo regionale rispettato e amato, ma negli ultimi secoli ha perso quel senso di reale integrazione con gli umani. Al contrario, in Romania fino agli anni ’30 la convivenza uomo-animale è stata molto più pacifica.

Simbologia Orsa Maggiore e Minore

La connotazione femminile di questo sacro animale non ne cambia solo l’identità di genere, ma tutto il significato simbolico e archetipico.

Possiamo ricordare questa simbologia attraverso le Costellazioni dell’Orsa Maggiore e Minore. Queste nella mitologia greca ci parlano di Callisto, una ninfa compagna di caccia di Artemide (dea protettrice del parto e della fertilità) che venne sedotta con l’inganno da Zeus. Era, gelosa e fuoriosa, la trasformò in un orso. 

La ninfa, però, era rimasta incinta e partorì Arcade il quale, da adulto, durante una battuta di caccia, la stava per uccidere proprio a causa delle sue sembianze animali. Venne, però, fermato da Zeus che trasformò anche lui in orso. Nacque, così, la costellazione dell’Orsa Maggiore e Minore.

L’orsa nello sciamanesimo femminile

Lo sciamanesimo femminile vede in questo sacro animale un’energia protettrice connessa a figure come le curandere, le maghe e le donne che accompagnano al parto. Spesso le sciamane siberiane indossano proprio pelle di orso durante i rituali di guarigione.

Durante il parto si attiva nella donna l’energia del lupo, similmente a quanto accade durante il mestruo. Però, ad un certo punto, secondo le antiche popolazioni inizia “il viaggio nel mondo dei mortidurante il quale la partoriente va a prendere un’anima (quella del nascituro) per canalizzarla nel mondo dei vivi attraverso il corpo. Come ci dice Hellinger, noi dobbiamo prendere la vita allo stesso prezzo che è costata ai nostri genitori darcela, ricordando che quel viaggio può anche essere di sola andata.

A proteggere la donna durante il viaggio c’è l’orsa.

Ed è lei che si è manifestata durante la lettura dell’ albero di Luciana, nome di fantasia di un’anima in cammino che mi ha permesso di parlartene.

Il significato dell’orsa nel disegno di un albero genealogico

Lei voleva un figlio ma non riusciva a restare incinta, nonostante tutte le cure e i controlli a cui si era sottoposta.

Le avevo chiesto di disegnare o schematizzare il suo albero genealogico e lei aveva deciso di disegnarne uno posizionando il suo nome, quindi sé stessa, nella parte superiore, tra i rami, e aveva colorato tutto l’albero di marrone.

Nel tronco aveva disegnato una scorza rotonda che, se vista da vicino, sembrava un buco, uno di quelli in cui nei cartoni animati vediamo gli scoiattoli farci la propria casa. Vista da lontano sembrava un feto a fine gestazione.

Continuando ad osservare l’albero ad una certa distanza, tra i tratteggi della matita colorata sul tronco dello stesso albero, era apparso un orso, che ero certa essere un’orsa. Sembrava che contemplasse il feto.

Il tronco rappresenta la struttura sia nostra che del nostro albero, quindi era interessante comprendere le convinzioni strutturali dell’albero riguardanti la gravidanza.

  • C’erano stati bambini nati morti?
  • Aborti in tarda gestazione?
  • Donne morte durante il parto o per le complicazioni dello stesso?

Costellazione familiare senza avere informazioni

Non avevamo molte informazioni genealogiche su cui lavorare, quindi abbiamo lavorato per simboli. Magari nelle 4, o 7 generazioni precedenti era presumibile un evento del genere.

Quando non si hanno dati certi, come ricerche genealogiche approfondite, si può lavorare lo stesso, senza creare ulteriori immagini (magari anche depotenzianti). Va benissimo ragionare per simboli e andare a vedere in che modo sono viste le cose, in questo caso la gravidanza, da chi ci ha preceduti.

Abbiamo lavorato con dei rituali mirati così da sciogliere il blocco energetico legato a questo antico e probabile evento. Successivamente abbiamo fatto una costellazione dove abbiamo avuto modo di vedere com’era vista la gravidanza per quell’albero che ne aveva fatto un racconto proprio, interpretandola come pericolosa. Abbiamo lavorato e deprogrammato questo racconto depotenziante e le sensazioni sono state:

  • Leggerezza
  • Quel “peso incombente” che Luciana sentiva addosso è “evaporato” (usando le sue parole)
  • “Come va, va”. Se prima lei sentiva la maternità come obiettivo di vita focalizzando lì ogni sua risorsa, poi si è rasserenata aprendosi a nuovi orizzonti e allentando la presa.

Se anche tu vuoi analizzare una tematica attraverso i simboli e l’albero genealogico, scrivimi!

Sabina

Nella vita traduco Simboli e Metafore in parole semplici.

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