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Rieccoci qui a parlare del prossimo Sabbat (giorno sacro) della Ruota dell’Anno. Dopo aver vissuto l’apice e l’inizio del declino della luce con Litha, iniziamo il passaggio verso l’autunno con questa nuova celebrazione.

Cosa significa Lughnasadh? Quando si festeggia?

Per gli antichi abitanti delle aree celtiche l’ 1 di agosto era la festa del raccolto, dedicata al dio del sole Lugh. Da questo deriva il nome Lughnasadh. 

In questo momento la terra è ricca di frutti che è tempo di raccogliere pressoché in ogni parte del mondo. Il  simbolo per antonomasia di questo raccolto è il grano. Il suo collegamento con la mietitura e le messi risuona, infatti, anche nell’altro nome con cui è conosciuta questa celebrazione, ovvero Lammas, nome gaelico che deriva da “loaf-mass” ovvero “massa di pani”.

Qual è il vero significato di sacrificare?

Questo Sabbat è profondamente connesso al ciclo di vita-morte-vita. Vediamo come il grano-Dio sacrifica sé stesso (muore) per nutrire gli umani e, poi, rinasce con il prossimo raccolto.

Onestamente ho abolito la parola “sacrificio” dal mio vocabolario perché, a causa della cultura cattolica e dei suoi storpiamenti, tutti lo leghiamo alla sofferenza, alla perdita e alla privazione. Eppure il suo significato originario è quello di “rendere sacro”. 

Ricordiamoci che quando parliamo di queste celebrazioni pre-cristiane ci riferiamo ad epoche lontanissime immerse in una cultura completamente diversa. Quando si ritualizzava sacrificando gli animali, non gli si voleva dare un destino di sofferenza (come potremmo pensare guardandoli con i nostri occhi), in realtà, secondo la cultura del tempo, venivano resi sacri, dedicandoli agli dei. Ecco il senso di sacrificio!

Cosa rappresentano simbolicamente il pane e il grano?

Cosa rappresentano simbolicamente il pane e il grano?

Simbolicamente, il grano è legato a Demetra (madre). Nasce, infatti, dalla madre terra per poi crescere verso il padre cielo. È simbolo di abbondanza, territorio e potere ed è il medium (strumento) per fare il pane, frutto primigenio del raccolto.

La simbologia del pane ci parla dell’unione dei quattro elementi: terra (grano), acqua (trasforma la farina in impasto), aria (attiva la lievitazione) e fuoco (il calore della cottura). Un rituale sacro e importante è quello di creare con il pane una riproduzione del Dio Lugh o della Dea per poi mangiarli con altri commensali.

Rituali che si fondano sulla sacralità del pane sono presenti in praticamente tutte le culture e religioni del mondo. Ti dice nulla la frase “spezzò il pane […] e lo diede ai suoi discepoli”?

La festa del grano di Jelsi

Nonostante tutte le contaminazioni cristiane che il paganesimo ha subito, vediamo come la matrice originale sia rimasta pressoché intatta. Un esempio è la Festa del Grano di Jelsi, in Molise.

È la festa di Sant’Anna, madre della Madonna. Questo l’associa a Demetra, madre sia di Kore-Persefone che delle stagioni e della ciclicità.

Si tratta di una festività che viene ritualizzata raccogliendo sia il grano per uso alimentare che le spighe, gli scarti delle pannocchie e il fieno con i quali vengono creati degli oggetti artistici di una bellezza unica.
Ogni anno il tema della festa cambia: l’anno scorso era focalizzata su Banksy, quello prima erano state dipinte le emoticon di WhatsApp sulle balle di fieno … chissà quale sarà il tema di quest’anno!

Durante la manifestazione viene fatta sfilare la statua della Santa (Dea). Altri protagonisti della processione sono gli asini, simbolicamente legati alla Luna, alla saggezza e alla prosperità. Tradizionali sono, poi, le “pëlomme”, piccoli bastoncini di legno incrociati e fissati con fili di paglia lavorati in forma geometrica.  

Venivano, inoltre, costruite bambole che, come abbiamo visto nella storia di Vassilissa, rappresentano la nostra parte saggia, qualcuno di cui prendersi cura in modo da introiettare in noi il concetto di dedizione e premura (te ne parlerò meglio prossimamente qui nel blog).

La festa del grano di Jelsi

Perché è importante celebrare la festa del raccolto?

Queste festività per me hanno un grande scopo: aiutarci a riflettere se quello che simbolicamente stiamo raccogliendo e seminando nella nostra vita ci piace, ci appaga e ci fa stare bene.

Siamo umani e come tali dobbiamo accettare le nostre parti più fragili e imperfette. Una risoluzione totale delle nostre incertezze e difficoltà non credo esista. Però chiederci come stiamo, come viviamo il nostro presente è un buon inizio per entrare in contatto con noi stessi.

Un valido alleato in questo è la meditazione. Hai mai provato? Se vuoi, posso affiancarti e, attraverso una meditazione guidata personalizzata, guidarti verso la tua parte più autentica, te stessa. Scrivimi!

Sabina

Nella vita traduco Simboli e Metafore in parole semplici.

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