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Senti anche tu che all’inizio dell’anno il tempo sembra non passare mai? Gennaio sembra durare eoni! È normale. 

In questo periodo compreso tra il Sabba di Yule e il 21 febbraio il Sole transita nei segni del Capricorno e dell’Aquario. Il Capricorno è il segno domiciliato da Saturno, Kronos, il Dio del tempo, mentre l’Aquario è la sua seconda casa.

L’inizio di un nuovo anno tra minimalismo e rinascita

In questa parte dell’emisfero viviamo la stagione del Capricorno in un clima freddo in cui la terra è molto minimalista e si spoglia di tutto. Ed è proprio questo uno dei principi del Capricorno: quel poco che c’è va distribuito a tutti in parti uguali. 

Mentre nella stagione dell’Aquario, che è domiciliato prima da Urano e poi da Saturno, sperimentiamo l’imprevedibilità di Urano e vediamo come la natura ci richiama a una rinascita. È la stagione delle mimose che profumano, riscaldano l’ambiente e ci riportano alla festa del femminile, seppur in questa parte di società ha assunto connotati per lo più commerciali.

Cosa significa Imbolc?

Quello che accade dopo Yule è una lenta risalita verso la luce che, secondo la ruota dell’anno, inizia con il Sabba (letteralmente: giorno sacro) di Imbolc. Qui in Italia è conosciuto come Candelora e cade tra il 1° e il 2 febbraio.

Imbolc deriva dall’irlandese e possiamo tradurlo letteralmente come “in grembo”. È, infatti, associato alle gravidanze delle pecore perché in questo periodo nascevano gli agnellini che, poi, venivano sacrificati ad Ostara, il Sabba successivo.

Il concetto di grembo non riguarda solo l’utero materno, o animale, ma parla anche di quel senso di casa che proviamo chiudendo gli occhi. Il mondo dentro è casa e febbraio, per quanto sia in netto risveglio, chiede di stare dentro a goderci ancora un po’ questo torpore.

Tornando al significato della pecora, ricordiamo che questo animale veniva considerato sacro perché offriva un importante contributo alla sopravvivenza grazie al suo latte (associato alla Grande Madre) e al suo pelo.
Ma importante è anche ciò che avvicina questi animali a noi. Come le pecore, noi umani abbiamo un forte bisogno di appartenenza al gregge-gruppo-clan familiare. E, come noi umani, anche le pecore soffrono di sindromi abbandoniche. Infatti, ci sono stati casi in cui pecore adottate singolarmente hanno messo in atto dei suicidi inconsci dettati dall’incapacità di affrontare questa forma di abbandono.

simboli di imbolc

Simboli di Imbolc

Nella ruota dell’anno Imbolc segna il punto al centro tra la fine della morte simbolica (Yule) e la festa della vita (Ostara). Quella tra questi due Sabba è una fase di chiusura e apertura di nuovi cicli. Lo vediamo già dal Capodanno gregoriano del 31 dicembre ma ancor di più nei calendari antichi che vedevano febbraio come il mese di transito tra il vecchio e il nuovo.

I simboli di questa festa sono senz’altro le candele, che ci ricordano i fuochi e i falò.
In antichità questa ricorrenza si svolgeva in onore di Brigid, la dea del triplice fuoco, protettrice dei guaritori e “versione celtica” di Minerva-Atena. Come è accaduto per molte divinità, anche lei è stata assorbita dal cristianesimo. Ha assunto il nome di Santa Brigida e il “suo” giorno è stato correlato alla presentazione di Gesù al tempio, una festività che nella tradizione popolare è nota come Candelora. In questo modo si è conservato in modo più che evidente il suo collegamento alle candele di Imbolc.

Cosa simboleggiano le candele? 

Le candele portano con sé l’energia dell’elemento Fuoco e sono al contempo anche un potente strumento esoterico perché rappresentano il corpo (cera), l’anima (stoppino) e lo spirito (il fuoco che accende lo stoppino). Inoltre, portano sì luce laddove c’è ombra ma hanno anche il potere trasmutativo del Fuoco, quindi di portare trasformazione.

Uno dei rituali di Imbolc vedeva le donne camminare nei boschi di sera o di notte con delle lanterne.
Questa simbologia l’abbiamo vista in Vassilissa mentre vaga nel bosco (inconscio) alla ricerca della Baba Jaga (sacro potere nascosto del femminile) facendosi luce con la lanterna (che rappresentava la fiamma e la sua essenza). L’abbiamo incontrata anche nell’Arcano dell’Eremita, dove il grande saggio (Saturno) attiva una ricerca dentro di sé tenendo in mano una lanterna che ne rappresenta l’essenza e l’illuminazione.

Il Fuoco, inoltre, ci riporta ai falò e al “bruciare per purificare”, come si faceva durante i Lupercali, celebrazione di cui ti parlo qui

Cosa simboleggiano le candele? 

Chi è la Dea Brigid? 

La radice del suo nome è “breo” che vuol dire Fuoco. Questo la connette metaforicamente alla fiamma creatrice del secondo chakra, laddove risiede la nostra energia sessuale e vitale. Per questo motivo era considerata la protettrice dei poeti e dei guaritori perché l’arte e la guarigione sono interconnesse alla vita.

Rappresentava, inoltre, tutte le memorie arcaiche, tradizionali e ancestrali di interi popoli.

I suoi sacri simboli erano la ruota del filatoio, la coppa e lo specchio.

Simboli di Brigid 

La ruota rappresenta la ciclicità che abbiamo visto nella Ruota dei Tarocchi e nella Ruota dell’Anno.
Se pensiamo alla ruota per filare, il filo parla del potere femminile di tessere le fila della nostra vita. Questo aspetto apparentemente astratto in realtà è molto materiale e ci ricorda la capacità di intrattenere rapporti sociali e tesserne delle fila affinché l’unione tra anime crei risorse.

La coppa l’abbiamo vista nell’Asso di Coppe ed è l’iconografia dell’utero.
Si tratta di una simbologia legata al femminile molto più familiare di quanto possiamo credere. Nella ritualistica cattolica, infatti, il prete riempie il calice (utero) di vino rosso (sangue) e lo beve dopo aver reso onore all’ostia (ovulazione) innalzando verso il cielo e ricreando un cerchio con le braccia.

Lo specchio, infine, rappresenta sia la capacità di connettersi con altre dimensioni poiché ne è portale (come quello di Biancaneve, per intenderci), sia la visione psicologica che vede gli altri come specchio di ciò che abbiamo dentro.

Santa Brigida

Come ti dicevo prima, anche questo archetipo-divinità è stato assorbito dal Cristianesimo, diventando Santa Brigida. Veniva raccontata come una levatrice dai poteri magici e questo faceva sì che venisse associata anche al cibo (nutrimento associato simbolicamente alla madre).

Infatti, il significato della parola Imbolc (grembo) ci riporta in contatto con il senso di madre, legato alla fonte creatrice che ci nutre energeticamente. Anche la simbologia degli agnellini e del latte di pecora ci riporta al senso di appartenenza di questo animale e al concetto di madre sia archetipica che genealogica.

Cosa sono e cosa rappresentano le croci e bambole di Brigid? 

Rituale per Imbolc o Santa Brigida

Studiando e navigando in rete “sono inciampata” in un rituale che si teneva nel monastero irlandese di Kildare, consacrato a santa Brigida. Qui veniva acceso un fuoco in suo onore che veniva mantenuto acceso da 19 monache che a turno lo vegliavano per un ciclo di 20 giorni. Il 19° giorno si concludeva il rito con una frase potente e il ventesimo giorno si credeva fosse la Santa stessa a tenere acceso il fuoco.

Interessante notare che il numero 19 nei Tarocchi è il Sole e Brigid era una divinità solare. Mi comprendi quando dico che i Tarocchi sono un alfabeto antichissimo?!

Qui possiamo osservare due analogie, una relativa alle suore e una relativa alle Vestali. 

Per tenere acceso questo fuoco erano necessarie delle suore, quindi delle donne considerate pure, integre e vergini. Se pensiamo a com’è vestita una suora (ma anche i preti!) possiamo ben vedere il collegamento tra la veste femminile e il ruolo della donna nella ritualistica sacra. Sono, infatti, le donne le uniche ad avere la porta (vagina) verso il sacro (vita) mentre il sacro maschile ne è l’attivatore.

Una suora non fa sesso, almeno ideologicamente, quindi quel suo fuoco sessuale non è contaminato da informazioni altrui, cosa che accade durante i rapporti intimi. È puro, così come è necessario che sia per poter maneggiare quello sacro del monastero.

E poi ci sono le Vestali, coloro che avevano il compito di vegliare la sacra fiamma di Vesta nell’antica Roma, fiamma che fu definitivamente spenta il 24 febbraio del 391 d.C.

Cosa sono e cosa rappresentano le croci e bambole di Brigid? 

Sai qual è la cosa che io adoro maggiormente di questa festa?

La tradizione irlandese di preparare le “croci di Brigid”, che sono appunto croci a quattro braccia racchiuse in un cerchio (che rappresenta la ruota/ciclo). Nello stesso giorno in cui vengono preparate quelle nuove vengono anche bruciate quelle vecchie, così da liberare le energie passate.

Similmente venivano anche preparate delle bamboline chiamate “bambole di Brigid”, fatte con spighe di avena, grano e orzo appartenenti all’ultimo raccolto. In esse si pensava che fosse presente lo spirito della dea creatrice di vita.

Mi auguro ti sia piaciuto questo nostro viaggio all’interno di questa festività, con i suoi rituali e la sua simbologia. Ti do appuntamento al prossimo articolo e, per altri approfondimenti legati alle stagioni e ai transiti planetari, ti aspetto nella mia newsletter.



Sabina

Nella vita traduco Simboli e Metafore in parole semplici.

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