Email

info@animaeradici.com

Ciò che accade durante i consulti Tarologici e le sessioni di lavoro è sacro e come tale va protetto. A volte, però, si manifestano combinazioni di simboli, racconti e storie che se messe al servizio di chi legge possono davvero aiutare e fare la differenza per diverse persone. È il caso del mio lavoro con Filomena, nome di fantasia di questa meravigliosa donna che ha usufruito di Tarot, il mio consulto di 40 minuti.

Una lettura dei Tarocchi sulla sindrome del salvatore

Filomena stava attraversando un periodo particolarmente complesso. Le sono arrivati aiuti emotivi e pratici da una persona inaspettata e si è trovata in conflitto tra il suo sentire e ciò che sembrava dall’esterno. Nonostante il buon gesto di questa persona, lei percepiva che c’era qualcosa che non tornava, ma non riusciva a capire cosa. 

Ci siamo, così, affidate alle carte per avere lumi. E loro sono state precise, come sempre.

Ma prima di vedere la stesa ti condivido un po’ di contesto. Colui che la stava aiutando rispecchiava perfettamente l’immagine collettiva del “buon samaritano”. Ma io non sono per nulla allineata a questo tipo di figure per almeno due motivi.

  1. Per dare certi aiuti emotivi a chi sta male interiormente servono qualifiche, serve un setting e servono degli strumenti precisi, chi si improvvisa “terapeuta tuttologo da bar” tutto è tranne che d’aiuto reale.
  2. Perché dovrebbe farlo? Ora, non voglio demonizzare una cosa umana e bella come l’aiuto reciproco ma, come vedremo tra poco, anche l’aiuto, per essere funzionale e sano, ha degli ordini da rispettare. In un contesto come l’improvvisazione che ti ho appena citato per me vige il detto “per niente, non scodinzola nemmeno il gatto”.

Re di Coppe, Fante di Spade e Diavolo: interpretazione della stesa

La triade che è uscita è la seguente:

Il Re di Coppe è l’uomo buono che aiuta, in questo caso è colui che si è mosso per aiutare Filomena.
Il Fante di Spade ci indica su cosa porre l’attenzione e in questo caso indica il Diavolo, cioè gli inganni, ciò che non si vede, ciò che non è come sembra, le menzogne, le manipolazioni e gli attaccamenti disfunzionali.

Quindi sì, secondo i Tarocchi il sentire di Filomena era corretto.

Il mito del buon samaritano: quando l’aiuto nasconde altro

Prima di parlare del buon samaritano in sé per sé vorrei parlarti del concetto di relazione d’aiuto inerente alle costellazioni familiari perché a livello sociale c’è un grandissimo disordine.

Si aiuta fin dove si può aiutare, rispettando bene dei ruoli, senza prenderci in carico ciò che appartiene agli altri e senza trasformarci in salvatori o terapeuti improvvisati.

Questo meccanismo, quando si attiva, merita attenzione perché in termini sistemici può parlare di un bisogno di salvare qualcuno nel nostro albero genealogico.

Gli ordini dell’aiuto secondo Bert Hellinger 

Bert Hellinger, il padre fondatore delle Costellazioni Familiari, aveva compreso che anche l’aiuto, come l’amore cosciente, ha bisogno di seguire degli ordini e lui di ordini dell’aiuto ne ha identificati cinque.

Primo ordine dell’aiuto: equilibrio tra dare e avere   

Il primo ordine consiste nel dare solo ciò che si ha e nell’aspettarsi e accettare solo ciò di cui si ha bisogno. il primo disordine inizia proprio quando vogliamo dare ciò che non abbiamo o prendere più di quel che necessitiamo, oppure quando iniziamo a pretendere ciò che quella persona non ci può dare.

Secondo ordine dell’aiuto: rispettare il destino dell’altro

Il secondo ordine ci dice che l’aiuto serve da una parte alla sopravvivenza dall’altra allo sviluppo e alla crescita di chi li riceve. Inoltre ogni aiuto deve tenere in considerazione quelle condizioni che non possono essere modificate, ad esempio le conseguenze di alcuni eventi. 

Hellinger ci spiega bene come molte volte ci sia un tentativo di voler cambiare il destino altrui ma non tanto perché sia l’altro a chiedercelo ma perché siamo noi che non riusciamo a sopportare un destino che ci appare crudele. 

Questo ordine dell’aiuto consiste proprio nel renderci conto che siamo più piccoli di determinate circostanze e possiamo intervenire solo quando tutto un contesto lo concede.

Sempre Hellinger ci invita a ricordare che il concetto primordiale di aiuto è legato al rapporto tra genitori e figli dove i genitori danno e figli prendono, quindi nel dare aiuto in modo disordinato potrebbe esserci anche una forma di mettersi al di sopra di chi è bisognoso, di fatto rischiando di ricoprire un ruolo genitoriale.

Terzo ordine dell’aiuto: uscire dalla dinamica genitore-bambino

Hellinger osserva come molte persone si rivolgano all’aiuto nello stesso modo in cui un bambino si rivolge ai propri genitori, aspettandosi di ricevere da altri ciò che ancora attende dalla famiglia. Così facendo si crea una dinamica genitoriale che può durare per un periodo, ma che alla lunga è destinata a fallire.

D’altra parte anche chi vuole mantenere a lungo la posizione di superiorità cerca delle dinamiche genitoriali. 

Per questo il terzo ordine dell’aiuto ci chiede di posizionarci nei confronti dell’aiuto come degli adulti, cioè rendendoci conto fino a che punto abbiamo bisogno di essere aiutati e fino a che punto l’altra persona può aiutarci senza pretendere, imparando a riconoscere quelle che sono le pretese del bambino interiore.

Quarto ordine dell’aiuto: vedere l’intero sistema familiare

Il quarto ordine dell’aiuto ci parla proprio della visione di un individuo insieme a tutto il suo contesto familiare per comprendere di quale membro, in realtà, potrebbe aver bisogno questa persona. Se non teniamo conto di questo creiamo disordine.

Quinto ordine dell’aiuto: andare oltre il giudizio

Il quinto ordine ci ricorda l’unione del bene e del male al di là e al di sopra di ogni conflitto o giudizio. È proprio il giudizio che crea disordine. 

La sindrome del salvatore nelle relazioni

Con il termine “buon samaritano” non indico quell’aiuto veloce e fugace che magari ci può richiedere poco spazio nella nostra vita, come potrebbe essere accompagnare un amico a fare la spesa o aiutare qualcuno a cercare un imbianchino. Mi riferisco, invece, al voler prendere in carico persone disfunzionali, croniche o patologiche pensando di fare “gli psicologi tuttologi da bar”. In questi casi siamo di fronte a qualcuno che entra nel ruolo del salvatore e risponde al racconto del principe azzurro che salva da una situazione.

Una persona sana sa che una relazione o un rapporto è un valore aggiunto, non toglie qualità alla propria vita. Quindi, se ci vediamo di fronte a una persona che è disposta a prendersi in carico una situazione complessa che non ha l’aria di aggiungere molto ma ha tutto il sentore di togliere tanto, dovremmo chiederci un pochino chi glielo fa fare? Da cosa potrebbe essere mosso?

Chi aiuta sempre gli altri: generosità o bisogno nascosto? 

Molto spesso dietro al racconto del buon samaritano si cela un meccanismo che potremmo definire “mi occupo di te per non occuparmi di me”. Per lui il dolore altrui è un’ottima coperta di Linus sotto alla quale nascondersi. Per questo nell’istante in cui l’altra persona risolve quel dolore potrebbe iniziare a mettere in atto dei meccanismi che vadano a cercare di distruggere la soluzione raggiunta perché di fatto lui di quel dolore ne ha bisogno come posto dove nascondersi.

Dietro al buon samaritano possono celarsi anche altre immagini un po’ più disfunzionali come ad esempio “io sono meglio di te”.

Non sempre è facile distinguere razionalmente questo dislivello relazionale che si va a creare ma spesso riusciamo a percepirlo.

Ed è proprio qui che i Tarocchi diventano uno strumento prezioso: per portare alla luce ciò che il nostro sentire ha già percepito e che la mente, a volte, fatica a riconoscere.

Se stai attraversando un momento in cui senti che qualcosa non torna, se ti trovi davanti a una relazione, una scelta o una dinamica che non riesci a leggere con chiarezza, un consulto Tarologico può aiutarti a mettere a fuoco la realtà e ciò che è già dentro di te ma ha solo bisogno di un simbolo che lo renda visibile.

Disclaimer
Io sono un’operatrice olistica e mi occupo di spiritualità, energia e anima. Il mio lavoro si concentra esclusivamente su questi tre aspetti dell’essere umano.
Nessun servizio o percorso di cui parlo in questo sito sostituisce in alcun modo il lavoro medico sanitario o psicoterapeutico.

Sabina

Nella vita traduco Simboli e Metafore in parole semplici.

Articoli consigliati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.