Oggi, con questo articolo, voglio portarti con me nel mio studio e raccontarti un altro pezzettino del mio approccio alla metagenealogia.
Leggere energeticamente un albero genealogico
Quando lavoro con un albero resto in osservazione aperta di ciò che questo ha da mostrarmi. So che a modo suo troverà un linguaggio apparentemente casuale per entrare in comunicazione con me e palesarsi.
Il disegno dell’albero può parlare di molte cose e non solo necessariamente di ciò che va risolto, ma anche di ciò che è già stato energeticamente sciolto, rilasciato e fluito oltre. Ci può raccontare dei doni e dei talenti che ancora aspettavano di essere visti oppure ci può indicare delle energie che desideravano essere esplorate.
Come mia abitudine, ti renderò tutto più comprensibile attraverso il racconto di un’esperienza vera. Quindi, ringraziamo Clotilde, nome di fantasia di una meravigliosa donna che ha camminato con me e che mi ha dato il permesso di parlarti di lei.
Simboli nascosti nell’albero genealogico: il messaggio dell’Orsa
Clotilde ha scelto di disegnare un albero composto da radici, tronco e rami e al nostro terzo incontro lo abbiamo ridisegnato inserendo i nomi dei membri del suo sistema familiare in un ordine studiato insieme. Lo ha, poi, colorato con le matite e me lo ha inviato.
Zoomando l’immagine al 600% (eh già, eccolo un mio piccolo segreto), alla base del tronco, tra i tratti di matita, ho scorto un’orsa.
Ora magari ti starai chiedendo come facevo ad essere certa che fosse un’Orsa e non un Orso?
La differenza tra le due energie te l’ho già spiegata qui e il significato simbolico dell’Orsa era molto più in linea con ciò che si stava manifestando nella vita di Clotilde rispetto al significato dell’Orso.

Simbologia dell’Orsa e lignaggio femminile
L’Orsa ci parla di quella capacità di essere madri di sé stesse ed entrare in contatto con il cosmo, quindi guardare verso la vita con maggiore fiducia e con la consapevolezza che siamo sempre sostenuti da qualcosa di più grande. Ci racconta il senso di cura, la selvaticità indomabile del sacro femminino, la connessione profonda con il sacro e ciò che di più unico ha la nostra essenza.
Questo, però, entrava in contrapposizione con il lignaggio femminile presente nell’albero che era composto da donne che per vari motivi avevano dovuto rinunciare ai loro sogni in favore di altro. A volte per questioni economiche, altre per questioni sociali, altre per motivi che non ci è dato sapere.
Qui si attiva quella che chiamiamo fedeltà inconscia collegata a quei meccanismi del cervello rettile legati al bisogno di appartenenza al clan famigliare di origine.
Spezzare i cicli familiari ripetitivi: il ruolo del pioniere
Se nel sistema c’è una ripetizione di rinunce, potrebbe essere che se ne senta il richiamo per fedeltà e ciò faccia scattare degli allarmi molto forti dentro di noi, tanto da creare un conflitto, del tipo “qualcosa mi spinge di lì ma io vorrei andar di là”.
Guardando le ave potrebbe essere che inconsapevolmente si dica: “se non sei stata felice/non ti sei realizzata tu, chi sono io per farlo?”
A questo punto dobbiamo ricordare il concetto di pioniere. Il sistema familiare richiama a sé delle anime che hanno lo scopo evolutivo di rompere delle catene e portare nuove informazioni. È l’albero stesso ad aver bisogno di pionieri. Se continuasse sempre con lo stesso meccanismo finirebbe con il fossilizzarsi e morire, mentre lui vuole garantire sopravvivenza. E questo è ciò che fanno i nuovi racconti: ci aprono alla vita.
La fedeltà rappresenta anche ciò che è noto, che seppur possa essere doloroso e poco simpatico, ci tiene al sicuro perché ne conosciamo la storia. Spezzare le catene e i nuovi racconti, invece, ci pone di fronte all’ignoto ed è qui che ci guardiamo indietro per cercare sostegno. Ed è sempre qui che entrano in scena le Costellazioni Familiari, mostrandoci altre vie.
Quella fedeltà è pur sempre fatta di amore, anche se cieco, quindi non consapevole delle conseguenze del suo agire. E sempre con amore lo dobbiamo rendere cosciente introiettando alcune informazioni.
“Ognuno ha il suo destino e ogni destino è sacro”
È una frase costellativa molto potente che spezza incantesimi. Quando viviamo sotto incantesimo viviamo in loop cose non nostre credendole reali e nostre. È umano guardare il destino o la vita di un’ava o avo e dire “poverina, che vita che ha fatto”, “che tristezza”, “che tragedia”. Ma questo sguardo rischia di irretirci, cioè spingerci a farci carico di qualcosa che non è nostro e vivere come se lo fosse, appunto attivando l’incantesimo.
Quel tipo di sguardo tende a togliere la grandezza ai nostri antenati e senza di quella non possono sostenerci. Quindi, il lavoro costellativo serve per far sì che con amore e rispetto questa grandezza venga integrata.
Ad esempio, ricordo la bisnonna di un’anima che ha camminato con me che ebbe 15 figli e ne perse 11. Possiamo fermarci alla tragicità dell’accaduto oppure andare più in profondità e osservare la grandezza di questa donna che, nonostante tutto, ha avuto la forza di vivere, continuare ad essere madre per i figli rimasti e contribuire a far fluire la vita fino alla sua discendente.
Possiamo sostituire “tragico” con sacro perché di fronte agli eventi della vita siamo tutti più piccoli e non vediamo i disegni superiori così nitidamente, o almeno non ne abbiamo granitica certezza.
A questo punto si palesa di fronte a noi il passo successivo.

Sciogliere energeticamente il dolore di un’antenata
Durante una Costellazione vengono messe in campo queste ave e, tramite delle frasi fatte pronunciare dalle rappresentanti, si va ad elaborare quel dolore.
Si possono anche inserire delle energie, ad esempio i figli da congedare, le antenate affinché la sostengano, il destino in sé con cui fare pace, l’albero che comprende le nuove informazioni, la vita a cui dire quel che si sente di voler dire. Una volta scaricato tutto il dolore si mettono in campo le discendenti, arrivando fino alla pioniera che è qui a chiedere di spezzare la catena.
Così facendo il dolore fluisce e ogni avo riesce ad assumersi la responsabilità del proprio destino. È, infatti, la mancanza di forze energetiche a rendere difficile quest’assunzione di responsabilità e portare noi a farcene carico per amore cieco, infrangendo ordini gerarchici. Inserendo il sostegno e ristabilendo i ruoli ognuno torna al proprio posto, con amore.
A questo punto possiamo inserire simboli che rappresentino magari i sogni e i desideri della pioniera, così che vengano benedetti dalle ave ormai in pace con ciò che è stato. In questo la pioniera stessa vede come sciolta la fedeltà che ormai è inutile poiché tutto è riprogrammato.
Meditazioni guidate attive come strumento di connessione al sé profondo
L’Orsa di Clotilde ci ha portate qui, ma prima di arrivare alla costellazione, ci ha fatto fare un altro piccolo viaggio nei suoi luoghi energetici interiori.
In particolare, attraverso una meditazione guidata attiva abbiamo incontrato la sua donna selvaggia.
Le meditazioni guidate attive sono uno strumento potente per iniziare a viaggiare sciamanicamente dentro di noi alla scoperta delle meraviglie che ci abitano. Quello che serve per partire è uno spazio tranquillo, un posto comodo e la mia voce che ti guida. In un primo momento andremo a scaricare stress e accumuli energetici, poi ci radicheremo energeticamente al qui ed ora e alla madre terra.
In base a ciò che emerge durante l’incontro vado a dare una direzione energetica all’inizio del viaggio. Letteralmente ti indico una porta di entrata che potrebbe essere lo spazio del cuore, l’utero o ciò che sentiamo di voler vedere.
Appena entriamo nei luoghi sacri, la mia voce ti guida in determinati punti in modo da essere pronta man mano che si palesano energie, animali, suoni, colori, forme e figure.
Il contatto medicina simbolica e il risveglio della donna selvaggia
Con Clotilde è arrivata lei, la donna selvaggia, vestita con un colbacco peloso che le copriva il capo fino a metà schiena. Era lì ad aspettarla in una pineta piena di alberi altissimi. Questo sacro incontro viene chiamato “contatto medicina” (simbolica) dai curanderos di tutto il mondo, perché questo contatto ci connette alla simbologia dell’Orsa e al principio di cura materna.
E da questo contatto si instaura un dialogo, in questo caso tra Clotilde e la donna selvaggia, dove avvengono scambi, abbracci, parole e sguardi. È un ritorno verso casa, la prima casa, cioè il dentro di noi che ci ricarica. Da qui in poi tutto il fuori cambia perché vi entreremo in relazione contando sulle energie e le forze che la grande saggia ci ha trasmesso.
Nel caso di Clotilde, dopo il contatto, la vita le ha posto davanti una sfida complessa ed è riuscita a starvi (e superarla) con fiducia, connessione, apertura e presenza. D’altronde è proprio da questi viaggi interiori che iniziano le grandi trasformazioni.
Se senti che è arrivato anche per te il momento di guardare il tuo albero con occhi nuovi, lasciarti guidare dai suoi messaggi e onorare profondamente ciò che sei, scrivimi e sarò onorata di accompagnarti in un percorso di analisi dell’albero genealogico e costellazioni familiari personalizzato.
Disclaimer
Io sono un’operatrice olistica e mi occupo di spiritualità, energia e anima. Il mio lavoro si concentra esclusivamente su questi tre aspetti dell’essere umano.
Nessun servizio o percorso di cui parlo in questo sito sostituisce in alcun modo il lavoro medico sanitario o psicoterapeutico.
