Chakra è una parola che deriva dal sanscrito e la sua origine ci porta in India, tra Yoga e Ayurveda (la medicina tradizionale indiana) e letteralmente si traduce in “ruota” o “cerchio”.
7 sono i chakras principali e ognuno di essi rappresenta un centro energetico del nostro corpo. Sono collocati nei nostri corpi sottili e hanno il compito di accogliere l’energia vitale che poi, attraverso i meridiani, verrà distribuita in tutto il corpo.
Ad ogni chakra corrispondono organi del nostro corpo, caratteristiche energetiche ed emotive e varie mansioni.
È possibile ritrovare il sistema dei chakra anche nel nostro albero genealogico ed è per questo motivo che oggi voglio parlarti del sesto chakra.
Abbiamo già parlato del primo chakra qui e del secondo qui, ora so che da brava Vergine sarebbe stato logico parlarti del terzo, ma ho intenzione di stupirti facendo una cosa apparentemente irrazionale e arrivando al sesto. Il motivo lo scoprirai nel prossimo articolo e degli altri chakras ne parleremo più avanti.

Sesto chakra: come si chiama e dove si trova
Il nome sanscrito del sesto chakra è Ajna ed è posizionato all’incirca tra i nostri occhi.
È connesso alla capacità di vedere, percepire, intuire e captare tutto ciò che ci circonda, sia esso visibile o più sottile. A questo chakra sono connessi i sogni che, se mi segui da un po’, sai quanto sono importanti poiché contengono immagini simboliche che arrivano dal nostro inconscio per metterci in contatto con i nostri linguaggi interiori più profondi.
“Vedere” è ciò che connette il mondo esteriore e quello interiore, il mondo concreto, fisico, reale, materico e i mondi sottili. Non so se ci hai mai fatto caso ma molte statue sacre antiche sono state scolpite con un occhio chiuso e uno aperto ad indicare la visione interiore ed esteriore. Tra troviamo le rappresentazioni di Sheela na gig, ma di lei ne parleremo più avanti.
Viene spesso erroneamente confuso con il terzo occhio, sia per la connessione che Ajna ha con la ghiandola pineale che per la sua posizione. È vero che si trova vicino al terzo occhio ma non sono la stessa cosa!
Il sesto chakra nei tarocchi: l’arcano del Diavolo e il potere psichico
A lui sono associati il concetto di “leggere tra le righe”, canalizzare e lavorare con la magia. A lui dobbiamo tutte le nostre immagini interiori e i processi visivi e visionari che ci vivono dentro e che, poi, portiamo nel mondo. Ed è sempre a lui che dobbiamo la capacità di visualizzare.
Viene rappresentato da un fiore di loto a due petali e in molte filosofie di pensiero questi due petali rappresentano appunto la capacità di visione verso il fuori e verso il dentro. Il suo elemento chiave è la luce ed è a lui che dobbiamo ogni capacità psichica e medianica che possediamo.
Se parliamo di psichismo non posso non ricordarti che nei tarocchi questa caratteristica la incontriamo nell’arcano del Diavolo e qui è nel pieno del suo potere. Infatti, canalizzando informazioni da un mondo sottile entriamo in uno spazio dove il concetto di luce ci serve per poter comprendere che cosa stiamo canalizzando. Questa capacità mentale ci è stata spesso raccontata come sovrannaturale quando, in realtà, è insita nell’essere umano poiché siamo dotati del sesto chakra che ce lo permette.

Connessione tra primo e sesto chakra
Il sesto chakra è connesso al primo, Muladhara, cioè al radicamento. Quando il primo chakra va in disequilibrio il sesto tende ad espandersi, quindi qui si attiva l’energia più bassa connessa all’ano del diavolo cioè la depersonalizzazione e aumentano le illusioni. Se non siamo ben radicati rischiamo di perderci e creare realtà che non esistono del tutto, almeno non sul piano materico.
E questa connessione tra primo e sesto chakra la vediamo anche quando siamo troppo nell’energia mentale, nel pensiero, e fatichiamo a stare nel corpo, cioè nel presente qui ed ora, radicati.
Entrando in tutto ciò che è sesto chakra entriamo in quella dimensione definita “transpersonale”, cioè che va oltre la persona singola e la fisicità ma include l’ambiente circostante in tutte le sue sfumature.
Per mia scelta precisa non ti parlerò della connessione di Ajna con gli organi e i vari sistemi fisici del corpo perché preferisco che questa parte la descriva chi ha maggiori competenze per farlo. Io scelgo di dedicarmi solo alla parte energetica.
E proprio nella parte energetica del sesto chakra incontriamo il concetto di chiaroveggenza, che letteralmente significa “vedere chiaro” ciò che appare confuso. Confusione che spesso è vissuta dalle persone che non sono abituate a leggere le energie circostanti, quando si entra in una dimensione connessa più al sentire che al ragionare e pensare.
Sesto chakra e costellazioni familiari: la differenza tra vedere e guardare
Il concetto di vedere è un concetto molto profondo che troviamo anche nelle costellazioni familiari. Quando lavoriamo col rito costellativo e un antenato dice ad un discendente “Io ti vedo” sta dicendo che vede la sua essenza, la sua anima, andando oltre le maschere, oltre i difetti e i filtri e lo benedice.
Qualche giorno fa ho letto su Instagram un post scritto da una psicologa della quale, mi perdonerai, ora mi sfugge il nome. E in quelle righe ricordava che tutti noi temiamo il giudizio altrui quando pensiamo di essere visti. In realtà, le persone che davvero ci vedono, andando oltre i ruoli e le maschere sono pochissime. La maggior parte si limita a guardarci.
Io trovo questo concetto molto magico e molto potente perché effettivamente lo sguardo che la gente ci riserva quando siamo in giro è molto fugace, dura poco e perlopiù è composto da tante proiezioni. Questo è il guardare mentre il vedere ha tutto un altro significato.
Metallo e animali associati al sesto chakra Ajna
Il metallo associato al sesto chakra è l’argento. Anche il colore del sacro femminino è l’argento perché connesso alla Luna e al suo simbolismo.
In questo caso l’argento lo colleghiamo alla notte, cioè alla luce lunare che ci permette di vedere al buio e all’intuitività associata al femminino stesso.
Gli animali associati ad Ajna sono gufi e civette, coloro che venivano considerati i guardiani della notte perché, appunto, ne conoscono i segreti e hanno la capacità di vedere oltre ciò che sembra per arrivare a ciò che è.
Come ti dicevo, questo è il terzo articolo di una serie dedicata ai chakra. E in futuro ne arriveranno altri. Per questo se non vuoi perderteli e vuoi entrare in uno spazio intimo, dove condivido esperienze personali, intuizioni e riflessioni sul sacro femminino e sulle connessioni invisibili che ci legano ai nostri antenati, iscriviti alla mia newsletter.
