Arrivo qui con questo articolo dopo mesi di immersioni letterarie, lavori sciamanici sempre più profondi e insegnamenti appresi lavorando con diverse donne. E da tutto ciò sono emersi in modo potente due concetti:
- Il bisogno di ordine e chiarezza per quel che riguarda lo sciamanesimo
- Quanto noi donne abbiamo bisogno di ricordare il nostro essere curandere
E, come le Costellazioni familiari ci insegnano, iniziamo con ordine: cos’è lo sciamanesimo? Cosa si intende con Sciamanesimo femminile? In che modo è molto più femminile di quel che crediamo e ci riguarda molto di più di quel che pensiamo?
Cos’è lo sciamanesimo e qual è il ruolo dello sciamano nella comunità?
Il concetto di Sciamanesimo è lontanissimo dai culti religiosi dogmatici e strutturati in modo ferreo. È una connessione pura tra il mondo materiale e quello invisibile ed è contraddistinto da rituali che aiutano le persone a ricontattare altre dimensioni sia interiori che esteriori.
In moltissime culture esiste la figura dello Sciamano che è colui che ha svolto profondi lavori personali e ha affrontato vari rituali di iniziazione.
Gli viene riconosciuto il dono di saper interagire con entità invisibili come spiriti, antenati e forze della natura con il fine di portare soluzione ai dolori della propria comunità. Di questo ti ho già parlato qui, quando ti raccontavo del mito Inuit di Sedna dove lo sciamano viaggia verso la Dea del Mare per apprendere conoscenze e aiutare il suo popolo.
Ora, però, ci è utile ricordare un concetto chiave. Nei tempi antichi in cui le civiltà erano matrifocali e quello della Dea era un culto universale, erano le donne ad occuparsi di Sciamanesimo. In tutte le culture, infatti, si riconosceva alla Vulva il potere di essere un portale che permetteva alle anime di viaggiare dal mondo sottile al mondo terreno.

Perché nelle culture antiche il parto era visto come un viaggio sciamanico?
Quello che ci ricorda la cultura sciamanica è che durante il parto noi donne viaggiamo nel mondo dei morti per prendere un’anima e canalizzarla nel mondo dei vivi attraverso il corpo. Il rischio è che possa diventare un viaggio di sola andata poiché le morti di parto non sono mai cessate.
E qui vige un principio costellativo molto potente: “noi figli prendiamo la vita pagandola lo stesso prezzo che è costato ai nostri genitori darcela”. Affinché noi arrivassimo qui una donna ha rischiato la propria vita!
Infatti, in molte culture indigene il puerperio, cioè i 40 giorni dopo il parto, è una fase sacra in cui una donna viene considerata un po’ appartenente al mondo dei vivi (mondo di sopra) e un po’ a quello dei morti (mondo di sotto) poiché attraverso il parto ha conosciuto i misteri del ciclo vita-morte-vita.
Ma il parto è anche un concetto simbolico e vale per ogni volta che ci trasformiamo, evolviamo e rinasciamo sempre più incarnate e radicate.
Il potere sciamanico insito nel femminile
Noi donne abbiamo l’utero che è il centro della vita e abbiamo le ovaie che la vita la custodiscono. Un ovulo si lancia letteralmente nel vuoto per entrare nelle tube di Falloppio e trasformarsi in vita. Cosa c’è di più sciamanico di questo?
Luciana Percovich, nel suo libro “Oscure madri splendenti” ci ricorda come nelle civiltà devote alla Dea fossimo noi donne a condurre i rituali sacri perché appunto è la vulva a canalizzare la vita. Quando sono stati gli uomini ad iniziare a condurre cerimonie religiose hanno cercato di femminilizzarle il più possibile per mantenere questo contatto. Non è un caso l’uso della tonaca per i preti che ricorda gli abiti sacerdotali femminili.
Alla luce di tutto ciò, da questo momento in poi, per me Sciamano diventa Sciamana.
E ti invito a seguirmi in questa seconda parte dell’articolo, dedicata ad un altro dei punti focali dello sciamanesimo: i viaggi sciamanici.

Gli strumenti per accedere ai viaggi sciamanici
Il viaggio sciamanico, per come viene inteso da sempre, implica uno stato di trance che serve per viaggiare tra i mondi.
Nelle culture indigene e in quelle antiche questi viaggi hanno sempre previsto gli stessi strumenti:
- il tamburo
- il canto
- la danza
- le piante sacre.
Il suono del tamburo come guida nel viaggio spirituale
Il tamburo ci consente il viaggio perché è il primo suono che sentiamo quando arriviamo in questa dimensione terrena. Pulsa così come pulsa il cuore di nostra madre ed è ciò che sentiamo quando siamo nell’utero materno.
La sua forma a cerchio ci connette alla luna piena, quindi all’ovulazione e al senso di ciclicità.
Il potere del canto nei viaggi sciamanici
Il canto è lo strumento che permette alla voce di emanare vibrazioni considerate curative. La voce ha il potere di creare delle frequenze e canalizzare informazioni da uno stato di coscienza all’altro.
Non so se hai mai avuto modo di ascoltare dei mantra ripetuti in sequenza: per chi ha certe sensibilità è semplice vedere come attivino movimenti non ordinari.
Il ruolo della danza nei rituali sciamanici
La danza dà potere al corpo e lo trasforma in strumento attivo. Nei rituali di Dioniso le danze erano sfrenate e di tipo orgiastico, come accadeva durante i Lupercali, e servivano ad attivare quello stato di coscienza in grado di metterci in contatto con la nostra parte selvatica, passaggio necessario per sciogliere condizionamenti e convinzioni che ci limitano.
Il legame tra erboristeria femminile e tradizione sciamanica
L’utilizzo di piante sacre viene considerato un attivatore di trance grazie alle proprietà psicotrope di alcune di esse.
La connessione tra pianta ed essere umano è sempre stata riconosciuta come dote femminile poiché noi donne viviamo nel nostro corpo una ciclicità simile a quella che contraddistingue la Terra. L’inverno è la mestruazione, la primavera è la fase che segue il mestruo e precede l’ovulazione, l’estate è l’ovulazione e l’autunno è il premestruo. In ogni stagione la terra ci dona piante e, quindi, rimedi diversi per supportarci nella ciclicità, sia quella climatica che quella nostra ormonale,

Sciamanesimo e coscienza spirituale secondo Hellinger
Arriviamo all’ultimo grande concetto sciamanico: la connessione con il tutto.
Lo sciamanesimo vede nel cosmo una rete invisibile dove ogni cosa è interconnessa e non esiste separazione. Ogni singola cosa presente su questo pianeta è dotata di un’anima e un’energia vitale.
Questo concetto di interconnessione lo rivediamo nei campi morfogenetici di cui ti ho parlato qui. Comprendiamo bene, quindi, come il principio sciamanico del viaggiare dal mondo presente ad altre dimensioni ci parli anche delle tre coscienze scoperte da Hellinger. Nella prima vediamo la sopravvivenza del singolo, nella seconda scopriamo i meccanismi che lo muovono e nella terza, quella spirituale, andiamo per poter attingere energie e conoscenze sacre da portare qui e sanare ciò che va sanato.
Il risveglio dello sciamanesimo femminile
Perché noi donne abbiamo bisogno di ricordare il nostro essere sciamane?
Ricordare letteralmente significa “riportare al cuore”. Ed è tempo di riportare al cuore la nostra natura fatta di magia, intuizione, trasformazione, trasmutazione e cura, tutti concetti chiave del femminile.
Ma cosa è successo dai tempi delle civiltà della Dea ad oggi?
Abbiamo vissuto secoli di persecuzione nei confronti del sacro femminino.
Ricordiamo il genocidio messo in atto durante l’Inquisizione: erboriste, ostetriche, levatrici e quelle che oggi sarebbero farmaciste sono state arse vive poiché tacciate di stregoneria.
Quando cercavano le streghe nei boschi, erano i cerchi di donne sciamane che volevano zittire.
Leggevo come anche la paura di orsi e lupi sia stata una cosa indotta politicamente, poiché secoli fa l’interazione e la convivenza con questi animali sacri era fluida.
Così piano piano si sono disconnesse le donne dalla natura e dalle erbe. E sì, lo scetticismo verso le cure erboristiche è anche la memoria di qualcosa di antico che continua a fare male. Si sono sconnesse le donne dai balli e dai canti sacri con il fine di controllarne il lato selvatico e domarlo.
In questo modo ogni trasformazione si è fatta complessa e la morte è divenuta un tabù, facendo ancora più paura di quanto facesse nei secoli scorsi.

Come riconnettersi al proprio potere femminile?
Cosa possiamo fare oggi per riprendere il nostro potere?
Tutto ciò che prima era sacro ed era al di fuori, come i boschi, i fiumi, le erbe e la magia. Ora sono dentro di noi ed è risanando queste memorie che riusciamo ad abitare il nostro femminile.
Abbiamo, inoltre, bisogno di riconnettere il nostro albero alla Dea poiché senza un contraltare femminile del Dio che conosciamo, le nostre antenate non hanno nessuno di più grande di loro a sostenerle. E la vita diventa una lotta a dover dimostrare di essere, mentre se inseriamo la Dea sappiamo dove guardare.
Radicarci al femminile ci permette di vivere chi siamo, non solo di essere costole di un maschile che non ce la fa più a sorreggerci.
Ricordare il nostro essere sciamane non significa imitare riti antichi o tornare a vivere come nei tempi passati. Significa piuttosto riconoscere che dentro di noi esiste ancora quella capacità di ascolto, di cura e di trasformazione che per secoli ha guidato le donne.
Se questi temi ti risuonano, a breve lancerò un percorso in cui ti guiderò nel fare il tuo personale viaggio sciamanico. Iscriviti alla mia newsletter per non perderti i vantaggi di scoprire in anteprima questo percorso. Ti aspetto in Anahata!
Disclaimer
Io sono un’operatrice olistica e mi occupo di spiritualità, energia e anima. Il mio lavoro si concentra esclusivamente su questi tre aspetti dell’essere umano.
Nessun servizio o percorso di cui parlo in questo sito sostituisce in alcun modo il lavoro medico sanitario o psicoterapeutico.
