La settimana scorsa abbiamo iniziato a parlare di sciamanesimo femminile e ora sono qui per approfondire uno strumento magico e potente con il quale lavoro da tempo: i viaggi sciamanici.
Se con le meditazioni guidate è una voce esterna a farci rilassare, radicare o lavorare specifiche tematiche, con il viaggio sciamanico scopriamo di avere un ruolo attivo.
Possiamo viaggiare dentro di noi, nei nostri luoghi sacri e tra le energie che ci vivono dentro. E possiamo farlo da protagonisti, con la guida esterna che non ci dice dove andare ma ci aiuta a tradurre i simboli che incontriamo in parole semplici.
Il vero significato dei viaggi sciamanici
So bene che quando si parla di sciamanesimo rischiamo di perderci in astrattismi e cose che ci portano lontano dal “qui e ora”. Io, però, voglio essere quanto più concreta possibile perché il viaggio sciamanico non vuole essere un mezzo per farci evadere bensì per portarci radicamento, pienezza, interezza e aiutarci a recuperare le risorse, le energie e i frammenti di noi che abbiamo lasciato sparsi un po’ qua e un po’ là.
Con questo obiettivo ti riporterò le esperienze di donne meravigliose che hanno lavorato con me, che hanno sperimentato la pienezza del vuoto (quel vuoto che tanto temiamo ma che il cielo astrologico da anni ci spinge a sperimentare), la sacra leggerezza e la liberazione delle emozioni rimaste nel corpo.
Prima di iniziare voglio innanzitutto ringraziare queste donne che mi hanno dato il permesso di raccontarti le loro storie e, poi, evidenziare che i nomi che userò in questo articolo sono nomi di fantasia così da tutelarne al meglio la privacy.

Viaggio sciamanico in Utero: liberare vergogna e memorie profonde
Durante il primo incontro con Amira, abbiamo lavorato molto sul disegno del suo albero per comprendere i racconti, gli eventi, le storie e ciò che sentiva di voler armonizzare in sé. Abbiamo deciso, poi, di ridisegnare l’albero e qui sono emersi diversi animali, ovvero energie psichiche.
In particolare, i vari movimenti ci hanno condotto verso una precisa direzione: la vergogna. Ascoltando il corpo abbiamo capito che era localizzata per lo più nell’ utero.
Quindi, nel secondo incontro, dopo il radicamento e il rilassamento, ci siamo connesse all’utero. L’ho invitata ad appoggiargli sopra una mano e stare in contatto con quello che sentiva per iniziare il viaggio.
Si è palesato un buio che ha lasciato spazio a un paesaggio dominato da rocce fiorite, prati e un albero maestoso smosso dal vento. Le ho suggerito di chiedere all’albero di questa vergogna e lui ha iniziato a sgocciolare e quella che poteva sembrare pioggerellina estiva si è rivelata essere composta da gocce di sangue.
Simboli nei viaggi sciamanici: il sangue e la volpe
Il sangue è il flusso della vita, essendo connesso all’utero può trattarsi di sangue mestruale visto come vergognoso? Può essere il ricordo di qualche evento doloroso ereditato?
Abbiamo lasciato fluire l’immagine attraverso uno degli strumenti più sacri, il respiro.
Il respiro ha iniziato a ripulire quella memoria, ogni espirazione è stata come una secchiata di aria fresca su quel sangue. Facendo spazio abbiamo si è manifestata la radice della vergogna che dimorava nelle radici di quell’albero e proprio lì è apparsa una volpe dormiente.
Ho suggerito di dire ad Amira “io ti vedo” alla volpe e quest’ultima l’ha invitata a seguirla verso una cascata dove hanno ballato insieme.
Ad un certo punto Amira ha sentito il bisogno di sdraiarsi e la volpe ha iniziato a leccarle la parte alta dell’anca destra, come per tentar di toglierle una macchiolina nera.
Anche alla macchia è stato detto “io ti vedo” e ha lasciato spazio vuoto da abitare e contattare.

Viaggio sciamanico e rinascita simbolica: attraversare la serpenta
La volpe ha iniziato a leccarsi mentre Amira ha sentito di voler proseguire il suo cammino verso un prato. Lì si è seduta a braccia e gambe aperte, permettendo al sole di riscaldarle il corpo e la pelvi. Al centro del petto le si è aperto un portale luminoso da cui arrivano dei canti. L’ho invitata a tuffarsi e così facendo è arrivata in una dimensione dove appaiono tre alberi che sembrano malati e spogli eppure sono in grado di dare vita a mele bellissime.
E qui possiamo già notare una metafora molto interessante: non sempre i nostri filtri mostrano le cose per quelle che sono. Gli alberi potevano pur sembrare malconci se visti da fuori, ma dentro avevano tanta vita. Se fossimo rimaste in quel che sembrava non avremmo visto quel che era.
Sull’albero è apparsa, poi, la Serpenta: era lei a cantare e richiamare a sé Amira con una voce dolce e femminile.
Arrivata la notte, la Serpenta inizia a sembrare più aggressiva, aprendo la bocca come un portale. Amira si tuffa al suo interno e, scendendo attraverso un canale, si trova all’interno di un corpo viola e rosso, stretto e claustrofobico.
Questo passaggio sacro ha rimesso in scena quello che è un parto: la bocca del serpente ha un palato che ricorda la vulva e il canale stretto e claustrofobico è quello vaginale che ci parla di una nuova nascita.

Animali guida nei viaggi sciamanici: protezione e integrazione
Il sacro respiro ha aiutato Amira ad espandere lo spazio, sperimentando ancora una volta il vuoto. Sopra di lei è, poi, apparso un vortice con dentro un’aquila. Anche stavolta ho suggerito ad Amira di dire all’animale “io ti vedo” e questo le ha appoggiato le zampe sulla spalla sinistra e l’ha guidata di fronte all’immagine di un mondo.
Amira inizia, così, a sentirsi più integra e presente. Ma sente anche che non è ancora tempo di rientrare nel mondo. È rimasta al cospetto di questa consapevolezza fino a che è apparso un luna park che le ha trasmesso sensazioni contrastanti e, successivamente, un mare spaventoso abitato da animali predatori.
Nonostante la paura, siamo andate lì sotto e, superando diversi tentativi di attacco da parte di animali predatori, in questo caso pesci, ed è riuscita ad arrivare in una grotta rischiarata da una fiamma.
È una fiamma flebile ma sacra, il fuoco che tutto tramuta. La grotta è l’utero, me l’ha descritta come una tenda di terra rossiccia. Amira si rannicchia, rilassandosi in posizione fetale, e appare un ghepardo a proteggerla e sostenerla.
Inizia, così, a sperimentare il vuoto, il silenzio e la pace, tornando qui cosciente di tutte le forme ed energie psichiche che ha incontrato.
Trasformazione dopo un viaggio sciamanico
Nell’incontro successivo Amira mi ha riferito che durante una cena di famiglia, quando si stavano muovendo energie conosciute all’interno di scambi di opinioni et simili, una consapevolezza è arrivata forte e chiara sotto forma di domanda: “perché io devo fare da genitore ai miei genitori e da madre a mia sorella? No, lascio stare”.
Questo è un movimento sistemico molto forte perché ha ripristinato un ordine.
Gli ordini dell’amore ci dicono, infatti, che i piccoli non entrano nelle cose dei grandi. Questa gerarchia è alla base di un equilibrio energetico. Infrangere questi ordini crea disordine e il caos non ci fa vivere in armonia con la vita.
Questo scatto evolutivo ha creato leggerezza ed attivato un movimento di alleggerimento che si è protratto nel tempo e ha continuato a sciogliere nodi energetici. Perché sì, i lavori costellativi lavorano energeticamente in autonomia per un bel po’ di tempo!

Lavoro energetico sulle emozioni attraverso il viaggio sciamanico
Stefania è una donna con la quale abbiamo fatto un percorso un po’ più lungo.
Al quarto incontro ci siamo soffermate su quel senso di frustrazione che non sapeva ben contestualizzare.
Allora le ho chiesto di raccontarmi in che modo e in quale punto del corpo sentisse quella sensazione. Mi ha detto che per lei era “come un congelamento nel cuore”.
L’ho guidata, così, in un esercizio di radicamento e rilassamento con l’obiettivo di farla entrare in contatto con il cuore. L’ho invitata, poi, a toccare con una mano quella parte del corpo e chiedere a quella sensazione di palesarsi.
Le è arrivata un’immagine, quella di sé stessa che urla di rabbia. Le ho chiesto di far uscire quell’urlo, vocalizzarlo e liberarlo. A questo punto l’immagine è cambiata e vede se stessa che piange in posizione fetale.
Riconoscere le radici energetiche delle emozioni
Abbiamo compreso che il congelamento raccontava una rabbia inespressa che a sua volta nascondeva una tristezza profonda. Le energie di queste emozioni erano lì, chiamavano Stefania per far sì che le vedesse e le liberasse.
Una volta emersa questa immagine di tristezza nascosta, ho suggerito a Stefania di dire delle frasi chiave. Analizzando, poi, lo stato di rilassamento del corpo abbiamo compreso che quelle parole erano giuste e avevano avuto il loro effetto.
In sintesi, il viaggio era partito da un senso di frustrazione non definito e dal congelamento ed è arrivato alla calma, alla tranquillità e all’armonia grazie ad un lavoro che ha permesso di sciogliere quell’immagine iniziale, liberandola e creando spazio.

Armonizzare attraverso il viaggio sciamanico guidato
Lo spazio è un concetto chiave di questi lavori perché quelle energie stantie che assumono la forma di immagini ci richiamano per essere liberate e il processo di liberazione ci aiuta a integrare parti di noi che non vedevamo e/o che non conoscevamo mentre le parti più dense vengono rilasciate creando spazio.
Lo spazio è il vuoto che il nostro ego teme tanto poiché ha bisogno di certezze. Eppure proprio nel vuoto l’assenza di certezze dissolve le immagini non reali di noi con le quali ci siamo identificati. Nel vuoto c’è la nostra essenza e il viaggio sciamanico ci porta proprio qui.
Imparare ad abitare questo spazio vedendo quali luoghi contiene, quali immagini e quali poteri porta con sé ci ri-corda perché per gli sciamani viene considerato un contatto sacro.
È la “sanación energetica”, come la chiamano i Curanderos sulle Ande, che il contatto con il vuoto crea: viaggiamo fino a qui liberandoci da immagini, energie, pesi che ingombrano, arriviamo qui dentro e ci ricarichiamo della nostra essenza.
Se senti che è il momento di recuperare parti di te, sciogliere ciò che pesa e tornare a una sensazione di interezza, scrivimi e ti guiderò durante il tuo viaggio sciamanico.
Disclaimer
Io sono un’operatrice olistica e mi occupo di spiritualità, energia e anima. Il mio lavoro si concentra esclusivamente su questi tre aspetti dell’essere umano.
Nessun servizio o percorso di cui parlo in questo sito sostituisce in alcun modo il lavoro medico sanitario o psicoterapeutico.
