Per il nostro appuntamento mensile a tema Tarocchi ti parlo di Irene, una mia cara amica conosciuta appena arrivata a Londra con la quale ho condiviso molti momenti importanti.
Grazie al suo permesso, oggi ti racconterò la sua storia perché spiega benissimo il potenziale connubio tra Carte e Costellazioni Familiari.
Dinamiche familiari irrisolte: il peso invisibile nelle nostre relazioni
Irene arrivò a Londra con una serie di dinamiche familiari irrisolte sulle spalle.
E già qui dobbiamo chiarire una cosa: esiste il mondo interiore e quello esteriore. Le dinamiche con le quali si lavora in termini di lavoro su di sé sono quelle interiori. Se ci concentrassimo su quelle esterne, che sono anche il frutto di qualcosa di interno, sposteremmo sia focus che responsabilità cadendo nel tranello di “eh ma lui…” , “sì però lei…”. Certo, sono pensieri plausibili ma lì non c’è soluzione a qualcosa di interno.
Per questo solo pacificando il dentro e creando nuove immagini potenzianti, possiamo far sì che il fuori abbia tutto un altro peso.

Difficoltà emotive e relazioni con il maschile
Lei era tormentata, confusa, irrisolta con la difficoltà a trovare il filo per sbrogliare la matassa che aveva dentro di sé.
Conobbe Tarek, un ragazzo proveniente dal Kuwait. Era molto bello, assomigliava a Kit Harrington, il protagonista de “Il trono di Spade”. A differenza sua, però, Tarek aveva la mascella più squadrata e l’incarnato più mediterraneo.
Ma che tipo di immagini sul maschile portava con sé Irene, visto il suo carico familiare fatto di dolori, nodi e segreti ancora da svelare? Te li posso riassumere brevemente nella frase: gli uomini sono inutili, fanno tutti schifo, sono tutti uguali.
Ma uguali a chi? Qual è l’avo o gli avi di riferimento? Che hanno fatto per fare schifo?
E tutte le sue relazioni avute fino a quel momento rappresentavano bene queste convinzioni.
Con Tarek, però, accadde qualcosa di diverso. In lui sentiva una vibrazione nuova, un nuovo racconto, una nuova immagine di maschile e questo la faceva sentire spiazzata, nuda emotivamente e scomoda di fronte a sé. Si sentiva una bambina indifesa ed era in tilt totale.
Non aveva gli strumenti per comprendere o elaborare quel che stava accadendo. Quindi, scappò, nel senso letterale del termine, e la relazione con lui non iniziò mai.
Relazioni e proiezioni: evitare di vedere l’altro come soluzione ai propri dolori
Fermiamoci un attimo. Non cadiamo nell’ignoranza culturale più depotenziante che potrebbe vedere Tarek come la risoluzione ai dolori, nodi, irrisolti di Irene.
Questa tipologia di narrazione è disfunzionale e pericolosa!
Se contiamo che proviamo attrazione e scegliamo in base alle modalità comportamentali, agli schemi relazionali appresi da piccoli, alle similitudini sistemiche, va da sé comprendere che lui aveva delle dinamiche simili a Irene, quindi la vera soluzione sarebbe (e nel suo caso è stata) la terapia.
La vita ha fluito in avanti fino a poche settimane fa, quando io e Irene abbiamo rievocato quei periodi. Stavolta, però, avevamo a disposizione il mio mazzo di Tarocchi e abbiamo potuto dare pace a quell’immagine remota rimasta in sospeso.
Tarocchi e relazioni: decifrare le emozioni non dette
Abbiamo chiesto cosa provasse Tarek per lei:

Te la leggo come se io fossi Tarek.
Mi sono mosso con le migliori intenzioni (8 Bastoni) per esserci (Sole), ma è stato impossibile (5 di Spade) incontrarti (2 Coppe), allora me ne sono andato (Temperanza).
E qui prestiamo attenzione al Sole: ci parla di manifestazione e presenza. Racconta anche una forma di riconoscimento e un “io ti vedo”.
Questo racconto mancava nella storia di Irene che era segnata per lo più da abbandoni, rifiuti e lutti vari.
Dinamiche familiari e relazioni di coppia
Tarek in qualche modo rappresentava una presenza maschile concreta, ma Irene non conosceva quel linguaggio. Quindi, se da una parte era attratta da quell’esserci e da quel maschile potenzialmente così presente, dall’altro era lì di fronte a lui con ciò che aveva imparato dalla madre, dalla nonna e dalle donne della famiglia.
Quel “sentirsi una bambina” racconta di un femminile che aveva bisogno di essere radicato a sé, ma per farlo doveva trascendere il lignaggio del sistema familiare, liberare i segreti e muoversi verso nuovi racconti radicandosi al sacro femminino.
Qui urge, oltre a tutto il lavoro psicoterapeutico fatto nelle doverose sedi, anche un lavoro di riconnessione alla Dea, a ciò che noi donne siamo sempre state, alla potenza del sangue e della ciclicità perché è lì che noi ricordiamo chi siamo e ci riscopriamo potenti.
Tarek di fatto ha distrutto il racconto di “uomini tutti uguali” e ha aperto la porta a nuovi racconti.
Costellazioni familiari e relazioni di coppia: il ruolo della madre interiorizzata
Ritornando a quel “sentirsi bambina di fronte a lui” possiamo dire che le costellazioni ci insegnano che per noi donne il rapporto con il maschile è influenzato anche dal rapporto con nostra madre. Se non elaboriamo ciò che è stato, lasciando andare la competizione, il conflitto interiore e quell’immagine di madre interiore depotenziata, non riusciremo ad accedere alla benedizione del femminile. Sarà, quindi, complesso trovare un uomo con la U maiuscola.
So bene che ci sono storie familiari molto crude e non sto parlando di pacificare il rapporto con la madre esteriore, ma quella madre energetica che abbiamo interiorizzato e fatto nostra.
È un lavoro sacro e potente che ci permette di superare i giudizi e aprire il cuore verso l’accoglienza, verso la vita e verso ciò che è.
Proprio come accaduto a Irene, i Tarocchi possono diventare anche per te uno specchio potente che riflette ciò che è pronto a essere visto, compreso e successivamente trasformato anche grazie al supporto della Costellazioni Familiari. Scrivimi e prenota il tuo consulto di Tarocchi con me.
Disclaimer
Io sono un’operatrice olistica e mi occupo di spiritualità, energia e anima. Il mio lavoro si concentra esclusivamente su questi tre aspetti dell’essere umano.
Nessun servizio o percorso di cui parlo in questo sito sostituisce in alcun modo il lavoro medico sanitario o psicoterapeutico.
