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Ridare potere al femminile per me non significa schiacciare o depotenziare il maschile, ma ricordare noi donne chi siamo e cosa può fare il nostro corpo. Ricordare tutte quelle energie che ci appartengono e ci hanno permesso di camminare nei meandri dei cicli vita-morte-vita coscienti. Superare

L’idea di aver perso la rotta o di esserci sconnesse da un culto antico è solo un’illusione: è parte del viaggio di ritorno a sé.

E oggi voglio continuare questo viaggio insieme a te, ricordando il potere della Dea Serpente che emerge nell’illustrazione della Regina di Coppe.

Simboli e significati nascosti nella Regina di Coppe 

La spiegazione tarologica completa di questa Regina la puoi trovare qui.
Se l’hai già letta ti ricordo solo un concetto importante: è connessa all’elemento Acqua e ai rispettivi segni zodiacali, quindi Cancro, Scorpione e Pesci.

Ora soffermiamoci un attimo a guardare i simboli che compaiono nella Lama. 

Questa Regina ha un trono di pietra dove sono scalfiti degli Angeli sia nella parte bassa e laterale che nella parte alta. I due in alto sembra che abbraccino un motivo che potrebbe ricordare sia una conchiglia (simbolo dell’utero) che i reperti Neolitici scoperti da Marija Gimbutas associati alla Dea serpente.

Foto della Regina di Coppe nei Tarocchi Rider Waite e del reperto da me fotografato dal libro ‘Il linguaggio della Dea’ di Marija Gimbutas

A proposito della Gimbutas mi viene in mente un interessante aneddoto che ha riportato in uno dei suoi libri. Quando un serpente appoggia un fiore vicino a un bambino nato morto quest’ultimo resuscita, quando lo pone vicino a un bambino vivo questo sarà protetto e avrà di lunga vita.

La Regina mostra capelli biondi e ricci che ci ricordano quelli che nell’immaginario collettivo hanno gli Angeli. Indossa una veste di colore azzurro chiaro tendente al bianco e un mantello che appare squamato. Tiene in mano una coppa d’oro con due mezze lune (o mezze asce) ai suoi lati.

Corpo, trono e sguardo sono rivolti verso il mare.

La simbologia degli Angeli nei Tarocchi

Gli Angeli, come quello presente nell’Arcano del Giudizio, ci parlano di rigenerazione e rinascita. Siamo in un rituale di vita-morte-vita e i simboli qui presenti hanno lo scopo di ricordarcelo. Essendo piccoli, quelli raffigurati sul trono, possiamo riconnetterli all’infanzia e al senso di purezza, così come alla gestazione.

Ed è alla gestazione che dobbiamo ritornare. La coppa che tiene in mano la Regina ci ricorda appunto l’utero.

Ed è la stessa coppa che nei riti cattolici il prete innalza verso il cielo per poi bere il vino (chiaramente simbolo del sangue mestruale, anche se chiamato Sangue di Cristo) contenuto al suo interno.

Le acque verso cui sta guardando sono quelle intrauterine e amniotiche sperimentate nell’utero materno. È in acqua che inizia la vita e quell’acqua dobbiamo iniziare a ricordare.

L'Elemento Acqua nei Tarocchi 

L’Elemento Acqua nei Tarocchi 

L’elemento Acqua ci parla anche di emozioni, così come il seme di Coppe nei Tarocchi.
Le acque amniotiche, infatti, sono ricche del vissuto emotivo materno durante la gestazione e quel vissuto lo abbiamo registrato sotto forma di memoria perinatale intrauterina

Ricordo a questo proposito le parole di Layne Redmond nel libro “Quando le donne suonavano i tamburi”: “Tutti gli ovuli che una donna porterà con sé si formano nelle sue ovaie mentre è un feto di quattro mesi nel grembo di sua madre. Ciò significa che la nostra vita cellulare come ovulo inizia nel grembo di nostra nonna. Ognuno di noi ha trascorso cinque mesi nel grembo di nostra nonna, e lei a sua volta si è formata nel grembo di sua nonna. Noi vibriamo ai ritmi del sangue di nostra madre prima che lei stessa nasca, e questo battito è il filo di sangue che scorre indietro attraverso le nonne fino alla prima madre.’’

A questo punto dobbiamo aggiungere che l’epigenetica ci ricorda come le cellule comunichino con l’ambiente circostante registrandone numerose informazioni. Per questo possiamo tranquillamente affermare che al momento della nascita abbiamo fatto già un lungo viaggio la cui memoria resta impressa in noi e avrà la sua influenza in vari aspetti della nostra vita.
Così, quando ci troviamo di fronte a qualche nodo da risolvere, diventa importante considerare la multidimensionalità dell’essere umano.

Significato della coppa nella Regina di Coppe

Osserviamo bene la coppa che la Regina tiene in mano. È di oro (come la sua corona), trasmette una forte energia vitale e assomiglia a un monile della dea serpente molto antico.

Significato della coppa nella Regina di Coppe

Le due mezze lune ai lati della coppa ci riconnettono alla ciclicità mestruale e ai cicli eterni di vita-morte-vita.

Queste due falci le abbiamo viste anche nella Regina di Spade, o Dea Uccello, e anche la Gimbutas ci ricorda l’associazione tra le due Regine/Dee.

Se per quella di Coppe l’animale simbolo è il Serpente, per la Regina di Spade, oltre alla Farfalla connessa al suo psichicismo, è l’Ariete, del quale c’è traccia nelle corna scalfite nel suo trono. 

L’Ariete e il Serpente sono connessi tra loro per il loro potere rigenerativo di muta, così simile al mestruo della Regina di Bastoni che avviene all’inizio della Primavera, quando il Sole transita in Ariete, dando inizio a un nuovo anno zodiacale.

La Regina di Coppe e i segni zodiacali

Con questi elementi iniziamo a comprendere la connessione tra la Regina di Coppe e i tre segni zodiacali appartenenti all’elemento Acqua.

Il Cancro è la memoria intrauterina e gestazionale, lo Scorpione è la rigenerazione tramite il ciclo vita-morte-vita mentre i Pesci sono la connessione con il divino.

La connessione tra Serpente e Pesci la vediamo nell’elemento acqua in cui i pesci risiedono e del quale i serpenti sono sempre stati considerati guardiani, quindi portatori di vita. 

Inoltre, le squame del mantello della Regina ricordano sia quelle del pesce che del serpente.

La pelle di serpente cambia quando fa la muta e rinasce, così come il nostro endometrio fa durante le mestruazioni. Il pesce è connesso alla vulva perché ne ricorda la forma, quindi è connesso alla rigenerazione e alla vita.

Per non creare esclusione, dobbiamo ricordare come il serpente dia anche la morte (necessaria alla rinascita). Simbolicamente come l’Arcano 13, uccide ciò che non serve più, quindi è a servizio della vita.

E, infine, non possiamo non considerare l’iconografia della Madonna cattolica rappresentata mentre calpesta il serpente. In termini religiosi può avere molteplici interpretazioni ma in termini simbolici ne ha una sola: il sacro femminino rappresentato dalla Madonna schiaccia, quindi rinnega, il proprio potere.

Così facendo si innesca un corto circuito perché noi donne senza il potere del serpente entriamo a fatica nel rapporto con il maschile. In questi casi è bene ritualizzare per raccontare qualcosa di nuovo.

Il serpente e la Regina di Coppe

Il potere del Rito: come la Regina di Coppe guida il Cambiamento

Visti gli elementi che ha a disposizione questa sciamana di Coppe possiamo pensare che il suo potere possa compiersi in almeno tre tipi di rituali: purificazione, iniziazione o rinascita.

Rito di purificazione

Utile quando dobbiamo lasciare andare qualcosa di pesante, che sia a livello emotivo o pratico, oppure simbolico. Magari abbiamo avuto a che fare con energie pesanti, o abbiamo vissuto un periodo estremamente complesso e purificarci può essere utile per iniziare un nuovo ciclo senza vecchie scorie. Anche il mestruo è un rito di purificazione perché ci aiuta a lasciare andare ciò che non ci serve.

Rito di iniziazione

Uno su tutti è il menarca che ci inizia alla fase di donne, lasciando andare la fanciullezza.
Per chi decide di divenire madre, abbiamo anche il parto. Senza dimenticare che la nostra stessa nascita è stato un immenso rito di iniziazione.

Alcuni sciamani vivono una sorta di “abilitazione” alla pratica dello sciamanesimo, ovvero un rito di iniziazione sciamanica.

In alcune tribù dell’Africa i giovani ragazzi venivano sepolti dal collo in giù nelle foreste per almeno una notte così da seppellire e lasciare andare la loro fanciullezza e iniziarli come uomini.

Rito di rinascita

Mostra delle similitudini con quelli di purificazione ma cambia la chiarezza dell’obiettivo. Rinasciamo ogni volta che chiudiamo cicli come relazioni, lavori e fasi della vita, ma se non introiettiamo la parola fine è difficile poi essere presenti interiormente a un nuovo inizio. Il rito serve proprio a poter essere nel nuovo.

Se, ad esempio, come Fiko di Another Self siamo nati da un parto difficile e abbiamo compreso che alcune nostre vicissitudini arrivano da queste memorie, possiamo studiare un rito di rinascita che vada a creare nuove immagini, portare nuove armonie ed equilibri.

E tu, hai sempre chiuso i tuoi cicli o senti di aver bisogno di scrivere la parola fine per davvero?
Scrivimi, ti aiuterò a creare un rituale con il quale aprirti finalmente al nuovo!

Sabina

Nella vita traduco Simboli e Metafore in parole semplici.

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