Email

info@animaeradici.com

Sono mesi che sento un richiamo molto potente verso i popoli nativi. Forse perché tutto ciò che è arcaico e ancestrale è anche costellativo dato che il nostro secondo livello di coscienza ne è intrinseco. O magari perché più studio i riti e le usanze dei popoli nativi e più li ritengo frutto di un’ intelligenza ed evoluzione superiori alla nostra.

Al di là delle spiegazioni razionali posso riassumerti questo mio sentire in due parole: futuro arcaico. Ovvero, per poter andare avanti e costruire un mondo che sia più umano e focalizzato sul benessere di ogni essere abbiamo bisogno di riscoprire e integrare quelle parti arcaiche di noi che sono visceralmente connesse ai saperi antichi.

Animali e albero genealogico: la visione dei popoli nativi

Ogni popolo nativo ha in sé la consapevolezza che gli animali sono energie psichiche, archetipi, eredità ancestrali e sanno raccontarci anche il nostro albero genealogico. Infatti, come ti dicevo qui, analizzando gli alberi disegnati dalle persone che si affidano a me, compaiono molto spesso animali, fiori, piante e molti altri simboli carichi di significato per quella lettura metagenealogica.

Questo avvalora la visione nativa e primigenia che vede la natura, la Madre Terra e tutto ciò che porta con sé come sacre risorse connesse a noi in modo profondo.

Un altro elemento molto importante che fa parte della cultura dei popoli nativi e noi solo da poco stiamo iniziando a riscoprire è la visione costellativa e sistemica delle cose. Mi riferisco all’integrazione degli antenati e alla certezza che chi ci ha preceduti abbia lasciato delle tracce che nel nostro qui ed ora hanno un impatto ben più grande di quel che razionalmente crediamo.

Ti ricordo che Bert Hellinger, padre fondatore delle Costellazioni Familiari, ebbe le sue prime intuizioni quando faceva il missionario in Africa presso le tribù Zulù. Lì era consuetudine mettere in scena, attraverso la danza, dei riti familiari a cui ogni componente partecipava. Laddove qualcuno era già morto veniva chiesto ad altre persone presenti di rappresentarlo e questo membro percepiva e sentiva fisicamente tutto ciò che apparteneva all’individuo mancante che rappresentava.

Animali guida nelle tradizioni Lakota e Inuit

Animali guida nelle tradizioni Lakota e Inuit

In moltissime tradizioni come, ad esempio, i Lakota nel Nord America o gli Inuit, gli aborigeni dell’Artico, l’animale è uno specchio, un maestro, un parente e un alleato spirituale. Il concetto di “animale di potere” è, così, da intendersi come un archetipo che incarna qualità che si ereditano, tramandano e manifestano

Il significato del Lupo e dell’Orso presso i popoli nativi americani

Ragionando per esempi, possiamo parlare del Lupo. Clarissa Pinkola Estés ce lo descrive come il perfetto rappresentante della parte selvaggia della psiche femminile, quella che emerge con forza durante il mestruo o il travaglio. 

La dott.ssa Estés, di origine indigena, ha vissuto per un periodo a stretto contatto con i nativi americani. Proprio da loro, e in particolare dal popolo Lakota, ha appreso che il lupo è simbolo di istinto primordiale, lealtà e senso di comunità. Ma non solo. Il lupo porta con sé anche il valore della solitudine consapevole, quella che contraddistingue i saggi.

Potrei parlarti, poi, dell’Orso che presso i popoli Inuit (indigeni dell’artico), Sami (indigeni per lo più norvegesi) e Cherokee (nativi americani) rappresenta la forza interiore, la selvaticità indomabile, la guarigione e l’introspezione del letargo.

Animali connessi con il Grande Spirito

Per i Lakota, Sioux, Cheyenne e Arapaho e molte altre tribù americane del nord, l’Aquila e il Falco rappresentano la capacità di Visione superiore poiché volano più in alto di tutti. Incarnano la connessione con il Grande Spirito e sono animali messaggeri che portano notizie anche da altre dimensioni.

Archetipi animali ereditati dagli antenati

Più mi addentro nel lavoro e negli studi sciamanici e più mi rendo conto di un concetto fondamentale: la separazione tra ciò che è umano e ciò che non lo è, è una nostra costruzione data da una società che si autodefinisce moderna ma che sente il bisogno di ritornare ad integrare lo spirito.

Ogni popolo nativo sa che tutti noi condividiamo la stessa Anima Mundi, detta Anima del Mondo o Anima Condivisa, ed è qui che vediamo la visione sciamanica degli animali fondersi con i principi metagenealogici. Non si ereditano solo disarmonie e doni dall’albero, ma anche gli Archetipi animali dominanti per gli avi, quelli inesplorati o quelli incarnati in modo estremo.

Possiamo ipotizzare che in un albero ci sia stato un avo solitario, cacciatore e un po’ rude, magari come animale di potere poteva raccontare un Lupo o un Orso. Ecco queste energie potrebbero essere a servizio dei discendenti nei momenti di grossi cambiamenti (crisi) o grandi trasformazioni (morti sciamaniche).

La nonna ragno nei popoli Hopi e Navajo

Pensiamo ad un’ava che, vivendo in una società che relegava alle donne il ruolo di madre-moglie-suora, non ha potuto manifestare e scegliere in piena libertà. Dentro di sé, però, celava grandi talenti, ad esempio, per la tessitura e il cucito. In questo caso possiamo comprendere come l’animale di potere inespresso possa essere il Ragno. 

Presso i popoli Hopi e Navajo troviamo l’archetipo della “nonna ragno”, cioè la prima tessitrice che tesse le reti della vita e del destino. E queste doti ricollegano a sua volta il Ragno alla Dea Madre.

Il ragno crea opere d’arte che richiedono tempo e pazienza e le ragnatele ci ricordano i campi energetici e morfogenetici.

Le 8 zampe del ragno rappresentano gli 8 punti del calendario solare nativo, l’infinita creatività e sono lo stesso numero di stelle che troviamo nell’arcano 17, connesso al cosmo.

Questo in cosa si traduce per i discendenti? Vediamolo insieme

Domande guida per individuare il proprio animale guida

Domande guida per individuare il proprio animale guida

A questo punto inizia a diventare molto utile farci delle domande per capire se e quale animale potrebbe aiutarci ad armonizzare i nostri punti disarmonici. Ad esempio:

  • C’è qualche animale in particolare che ti fa paura?
  • Quale animale ricorre nel tuo albero sia in termini fisici che simbolici?
  • Quale animale sogni più spesso?

Non è raro per me sentir parlare di paure, soprattutto per quel che riguarda gli animali sacri, dato che il nostro inconscio ha un modo suo di rielaborare e raccontarsi le cose. Ad esempio, la paura dei ragni potrebbe raccontare quale irretimento potrebbe essere in atto e di quale ragnatela simbolica abbiamo paura.

Animali di potere e memorie non elaborate

Il concetto metagenealogico di “sindrome del fantasma giacente” che ci parla di quei dolori, non detti e non visti che non sono stati elaborati e aspettano tra i fili invisibili della nostra coscienza che qualcuno li veda e li sciolga, per alcuni popoli nativi poteva manifestarsi anche come separazione dalla saggezza e dall’energia dell’animale

Facciamo qualche esempio. 

La Renna e l’Orso: la simbologia degli animali sacri Sami

Presso i Sami troviamo due animali archetipici fondamentali: le Renne e gli Orsi. Si tratta di animali che sostengono il popolo e per questo con essi si è creato un legame forte basato sulla sopravvivenza reciproca. La renna è la loro ricchezza ed è colei che gli permette di spostarsi; quindi, le vengono associate capacità di movimento e libertà. Questo acquista anche una visione simbolica poiché ci si muove sì, ma sempre su più piani poiché l’essere umano è multidimensionale.

Vedendo il clima estremo al quale sono chiamati a sopravvivere, come qualità possiamo trovare la resilienza, la tenacia e la forza interiore, come nodo forse l’isolamento e il senso di sacrificio che offusca la vista oggettiva delle cose. A chi si riferisce? Ai sami o alle renne?

Per gli Inuit abbiamo l’Orso Polare e la Balena, chiamati anche “Spiriti del Grande Freddo”. La relazione di questo popolo con gli animali marini, considerati figli di Sedna, la Dea del subconscio e degli abissi, ci aiuta a comprendere come una guida spirituale sciamanica (Angakkoq) sia la chiave per attraversare il tanto temuto ignoto

Il viaggio sciamanico nella nostra società occidentale

Possiamo vedere come alcune doti, quali la capacità di scendere negli abissi del proprio inconscio e poi risalire, entrare in contatto con forze profondissime e affidarsi all’intuizione possano essere ereditarie, rimanere latenti e riattivarsi nelle generazioni successive. 

Per gli sciamani ogni forma di quella che noi occidentali chiamiamo “follia” è un viaggio di non ritorno dal mondo sottile. Questo movimento perpetuo tra le onde dell’inconscio ci racconta un dono che la nostra società non ci insegna a gestire ma anche una ridotta stabilità emotiva, presenza a sé e mancanza di radicamento.

Comprendere i doni e i talenti che gli animali genealogici e sciamanici hanno a disposizione per noi può aiutarci a fluire nella vita più in linea con la nostra natura.

E tu conosci davvero i tuoi doni? Ti va di scoprirli ed integrarli insieme? Scrivimi!

Disclaimer
Io sono un’operatrice olistica e mi occupo di spiritualità, energia e anima. Il mio lavoro si concentra esclusivamente su questi tre aspetti dell’essere umano.
Nessun servizio o percorso di cui parlo in questo sito sostituisce in alcun modo il lavoro medico sanitario o psicoterapeutico.

Sabina

Nella vita traduco Simboli e Metafore in parole semplici.

Articoli consigliati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.