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Se mi segui da un po’, sai bene che i valori alla base del mio lavoro con i Tarocchi sono la gratitudine e l’amore. Ed è parte della mia missione ridargli onore, rispetto e posto in una società che li ha bistrattati e mortificati, tanto da creare uno stigma nei confronti di chi lavora con la tarologia e di chi richiede delle letture.

Io credo che sia una mossa creata per allontanare il più possibile l’essere umano dalla sua sacra natura e da tutte quelle cose che non sono spiegabili o controllabili dalla mente razionale.

Eppure il contatto con il sacro appartiene all’uomo, al di là di ogni dogma religioso!

Come ci insegnano le costellazioni familiari, l’esclusione crea un corto circuito sistemico. E ciò che viene escluso diventa più forte. Ne è un esempio l’attivazione di capacità medianiche che colgono impreparati sia l’uomo che la donna moderni.

In questo articolo oggi voglio ridare onore a ciò che è la divinazione per l’essere umano, raccontandoti qual è il suo scopo più alto e quali forme ha assunto nel corso del tempo presso i vari popoli del mondo.

Etimologia e significato della parola divinare

Cercando online l’etimologia del termine “divinare” vediamo come derivi dal sostantivo latino “dīvīnātio, dīvīnatiōnis” che a sua volta trae origine dal verbo “dīvīnāre”.

Dīvīnāre significa indovinare o predire il futuro, fare ciò che fanno gli Dei, cioè conoscere l’ignoto, essere ispirato dagli Dei. Al nostro cervello, però, non piace molto l’ignoto poiché questo rappresenta un luogo in cui non c’è alcuna certezza di sopravvivere. Quindi, stare lì, di fronte al non sapere, ci porta in luoghi emotivi complessi da gestire dove la fanno da padroni ansia, paura, terrore, rabbia ed emozioni dense. E da qui nasce il bisogno dell’uomo di divinare

La divinazione come gesto sacro

La divinazione come gesto sacro

“Dīvīnāre” deriva a sua volta dall’aggettivo “dīvīnus” che significa “appartenente agli dei” o “sovrannaturale”.

In parole semplici, il senso alto della divinazione per i Romani e per i Greci era “l’azione di colui che compie un atto divino” o “l’azione di attingere alla conoscenza degli dèi“. Racconta, quindi, di uno o più gesti al di sopra del pensiero ordinario, qualcosa che accompagna l’uomo dalla notte dei tempi.

Gli Oracoli nell’Antica Grecia

Nell’Antica Grecia troviamo gli Oracoli dedicati al Dio Apollo, il Dio della divinazione, dell’ordine e della profezia. Il più famoso di tutti era l’Oracolo di Delfi dove la Sacerdotessa, detta Pizia, all’interno del Tempio Sacro entrava in estasi o in trance e da questo profondo viaggio sciamanico canalizzava codici e profezie da altre dimensioni.

Divinazione romana ed etrusca

Nell’Antica Roma, invece, troviamo una grande eredità lasciata dagli Etruschi, profondamente connessi alla Grande Madre. Sto parlando dell’auruspicina, ovvero la capacità di analizzare le viscere degli animali offerti in sacrificio con l’obiettivo di trarne profezie. Addetti a questo tipo di attività erano i sacerdoti definiti Auruspici.

In tutta l’antica Roma venivano, inoltre, interpretati il volo e il canto degli uccelli (ornitoscopia), i fenomeni celesti, come fulmini e tuoni (ceraunoscopia), e i sogni (oniromanzia). 

Purtroppo con il passare del tempo la società romana iniziò ad avere una visione sempre più antropocentrica (anzi, più precisamente maschiocentrica!) della spiritualità, fino ad arrivare alla conversione al Cristianesimo.

Divinazione romana ed etrusca: interpretare volo e canto uccelli

Il bisogno di compiacere gli dèi

La differenza tra la divinazione greca e quella romana era la ritualizzazione precisa di quest’ultima che vedeva come fondamentale la “pax deorum”, cioè la pace con gli Dei.

In qualche modo mi ricorda molto il concetto di “brava bambina” che abbiamo ancora bello vivo dentro di noi. Il comportarsi bene, lo stare mansueti per non alterare o inalberare gli dei che, in termini simbolici vengono letti come genitori.  

Divinazione africana: Ifá degli Yoruba

Se ci spostiamo un po’ nel mondo possiamo trovare tante altre forme di divinazione. 

Ad esempio, in Africa Occidentale, prevalentemente in Nigeria, troviamo l’ “Ifá” del popolo Yoruba, una forma di divinazione che si basa su un sistema di 16 segni chiamati “Odù” ricavati dalla lavorazione delle noci o dei semi di palma.

Attraverso l’Ifá si ha accesso a storie e metafore simili a quelle del mito della Sibilla. Ciò, però, avviene solo grazie ad uno spirito intermediario tra l’uomo e la divinità, ovvero un Orixa. Nello specifico, la divinità custode del rito viene chiamata Orunmilá e potremmo vagamente compararla con Apollo, giusto per dare un senso di comprensione che ci risulti più semplice.

Proprio come nel caso della Pizia e della Sibilla, i messaggi sono sempre molto criptici. Ma come mai? Io credo che siano pensati in modo tale da attivare in noi umani dei processi evolutivi.

Santeria cubana e divinazione con le conchiglie

Santeria cubana e divinazione con le conchiglie

Nella Santeria Cubana, che affonda le sue radici nella tradizione Yoruba, troviamo il Diloggún, cioè la divinazione attraverso le conchiglie di cauri. Ciò che viene osservato è il modo in cui si posizionano le conchiglie dopo il lancio che viene, quindi, interpretato come messaggio dagli Orishas, cioè le divinità.

In alcune filosofie le conchiglie sono 16, come i semi di Ifá, mentre in altre 12. Indipendentemente dal numero, è interessante notare come la conchiglia sia un simbolo potentissimo che ci racconta sia il valore fisico associato all’economia, (lo sapevi che è stata l’antenata della moneta?) sia l’abbondanza simbolica (la sua forma richiama una vulva, quindi, il sacro femminino, la fertilità e la rigenerazione).

Divinazione dei Nativi Americani

Spostandoci nel Nuovo Continente, presso i Nativi Americani ritroviamo l’interpretazione dei sogni e la capacità di visione (flashback del passato o tracce di futuro).

Troviamo anche l’osservazione del comportamento degli animali, soprattutto di quelli considerati sacri, come il Bufalo Bianco, associato al Femminile, e il Coyote, la saggezza nascosta dietro ad un’ apparente follia.

Ad esempio, in molte tribù native i segni lasciati dagli animali come impronte, carcasse, ossa, pellami e piume e venivano interpretati come se fossero simboli archetipici. Ogni tribù associava ad ogni simbolo un significato preciso in modo che, letti nel loro insieme, formassero un “alfabeto magico”, come lo sono le Rune o i Tarocchi.

In altre tribù, invece, veniva letta la forma del fumo emanato dalla Canunpa, cioè la pipa Sacra che permetteva la connessione al Grande Spirito. Questo tipo di divinazione veniva utilizzata principalmente con l’intenzione di ricevere una guida per la comunità.

Sacchetti medicina e Tarocchi

Un altro strumento che ci può ricordare i Tarocchi sono i “sacchetti medicina”. La differenza è che le Carte sono appunto simboli inseriti all’interno di raffigurazioni stampate su carta mentre nei sacchetti ci sono ossa, piume e pietre che venivano lanciati o mischiati dando inizio alla divinazione. 

In entrambi i casi siamo dinnanzi ad un rituale che inizia con il mescolare i simboli per poi interpretarli in base alla disposizione finale che assumono.

Divinazione dei Nativi Americani

Il Dreaming per comprendere il qui e ora

Spostandoci dall’altra parte del globo e osservando gli Aborigeni Australiani possiamo trovare un paradigma differente incentrato solo sul presente. Il passato viene preso in considerazione esclusivamente laddove serva a comprendere meglio i nodi che influenzano il qui ed ora.

Il principio cosmologico e spirituale sul quale è basata la loro visione si chiama Dreaming, cioè Tempo del Sogno, e richiama molti concetti della moderna psicoterapia.

Nella loro visione il Tempo del Sogno è  il tempo-spazio della creazione nel quale gli antenati spirituali (come il Serpente Arcobaleno), a metà tra umani e animali, emersero dalla grande Madre Terra e dal dio Mare così da iniziare la vita su questo pianeta.

Gli Antenati Spirituali arrivarono qui cantando, danzando e nominando ogni elemento in modo da dargli vita e forma visibile. Per gli Aborigeni, ad esempio, i paesaggi sono luoghi sacri poiché lì ogni Antenato si è fermato compiendo azioni fondamentali per la loro storia.

Il Dreaming è qui, ora, adesso e non è mai finito. Viene mantenuto in vita attraverso canti, arte e cerimonie, veri e propri atti di rinascita e creazione dove si attinge dalla forza degli Antenati.

Tutto ciò che riguarda il Dreaming non predice il futuro, ma offre una profonda comprensione della realtà, delle leggi della terra e del percorso da seguire, come una guida eterna.

Il Dreaming per comprendere il qui e ora

Le profezie della Sibilla Cumana

Tornando qui in Italia, legata alla divinazione troviamo la Sibilla di cui conosciamo due sfaccettature: la Sibilla Cumana e la Sibilla Appenninica. 

Prima di guardare le differenze tra i suoi due “volti” vale la pena ricordarla come Sacerdotessa e canale di congiunzione tra profezia, magia popolare, esoterismo e folklore nostrano. È colei che è in grado di svelare i misteri e ora vediamo insieme il suo potere.

La Sibilla Cumana affonda le sue radici a Cuma, città antica di origine greca sorta nei pressi di Napoli. Era una Sacerdotessa del Dio Apollo e ne riceveva i messaggi e le profezie in stato di estasi o trance. Ciò che le veniva comunicato lo scriveva su foglie di palma che venivano, poi, liberate nel vento. Da qui la complessità di comprendere il responso.

Le sue profezie non riguardavano solo le questioni private ma rivestirono grande importanza anche a livello imperiale. Ricordiamo, infatti, i Libri Sibillini, offerti dalla Sibilla al re Tarquinio il Superbo e conservati con estrema cura anche nel successivo periodo repubblicano romano. Venivano consultati solo in casi di estremo pericolo e servivano a comprendere quali riti mettere in atto per fermare guerre o placare avversità naturali che si credevano essere dovuti all’ira degli dei.

La Sibilla Appenninica e i Tarocchi

Come ti dicevo, oltre alla Sibilla cumana è pervenuta a noi anche la memoria della Sibilla appenninica o Picena. Era una maga che si trasferì in una grotta sui monti Sibillini, tra Marche e Umbria, non era vista come Sacerdotessa ma più come una fata.

A lei si rivolgevano gli uomini per predire il futuro ed è da lei che arriva il nome delle Sibille, uno strumento di cartomanzia simile ai Tarocchi. Tra le più famose, sicuramente le Sibille di Lenormand raffiguranti scene di vita dell’800 ricche di simboli da decodificare proprio come accade per i Tarocchi.

Con questo articolo ho voluto accompagnarti attraverso la storia della divinazione e il modo in cui, da sempre, sostiene l’essere umano nel dare senso a ciò che si muove dentro e intorno a sé. Ed è proprio in questo spazio di ascolto e consapevolezza che posso affiancarti attraverso una lettura di Tarocchi. Scrivimi e ti racconterò come possiamo lavorare insieme.

Disclaimer
Io sono un’operatrice olistica e mi occupo di spiritualità, energia e anima. Il mio lavoro si concentra esclusivamente su questi tre aspetti dell’essere umano.
Nessun servizio o percorso di cui parlo in questo sito sostituisce in alcun modo il lavoro medico sanitario o psicoterapeutico.

Sabina

Nella vita traduco Simboli e Metafore in parole semplici.

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