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Hai mai sentito parlare di cucina magica? Molto probabilmente sì e forse i suoi concetti ti saranno sembrati astratti e complicati. Ma ti assicuro che è molto più semplice e razionale di quel che può apparire.

Innanzitutto devi sapere che noi esseri umani viviamo tra reale, immaginario e simbolico senza fare distinzioni e il nostro inconscio interpreta ogni cosa presente su questo universo come un simbolo, quindi reagisce al significato nascosto del simbolo stesso.
Per me la cucina magica è la consapevolezza dei simboli nascosti nel cibo che mangiamo. 

Sin dai tempi antichi il cibo è sempre stato un concetto sacro e per questo usato anche nei rituali. Addirittura la simbologia di alcuni cibi è così potente che sono stati consacrati alle divinità, così come le erbe medicali e le piante sacre.

I cereali – La dea Demetra simboli e mito

Tutto ciò che deriva dal grano è connesso con l’archetipo di Demetra del quale ti parlo meglio qui. Nel mito Demetra è la dea del raccolto, dell’abbondanza, della natura e del grano, ma è anche la madre di Persefone e quando quest’ultima viene rapita da Ade crolla in un turbinio di sofferenza e dolore. Così smette di benedire e far proliferare i campi mettendo a rischio la vita dell’intera umanità. Per questo Zeus convince il fratello Ade a restituire Persefone a sua madre, almeno per sei mesi all’anno. Da qui l’alternanza delle stagioni e di ogni ciclicità: quando Persefone è sulla terra la natura è ricca e generosa mentre quando è nel mondo dei morti la tristezza di Demetra fa inaridire i campi.

dea Demetra simboli e mito

È facile capire come i cicli di vita-morte-vita appartengono al femminile ed è sempre la madre ad iniziarli.

Il nome stesso dei cereali è un tributo alla dea, conosciuta dai Romani come Cerere.
Inoltre, fare il pane è sempre stata un’usanza popolare ritualizzata da secoli. Succedeva in Puglia con il pane di Altamura di cui ti parlo qui, in Sardegna con il pane Carasau, a Matera con le lievitazioni antiche. In tutti i casi è sempre stato compito delle donne occuparsene per creare una comune di sorellanza che affonda le sue radici nell’antichità. Mi riferisco ai tempi di Lea, Rachele e Giacobbe quando le donne preparavano il pane prima di entrare nella tenda rossa e festeggiare il mestruo.

Il grano, però, parla anche di territorio perché per seminarlo serve la terra. Ecco che il grano si fa simbolo di un concetto estremamente importante, il radicamento.

I latticini e la Dea Bat

Il latte è sempre stato visto come un nettare sacro, quasi come il miele. Nell’antico Egitto era associato alla dea Bat che aveva sembianze bovine. Era la dea dell’unione e dell’equilibrio tra alto e basso. A lei veniva associata anche la capacità di predire il futuro.

In alcuni testi si parla di un suo essere rappresentante del fiume Nilo. E il latte per certi verso sgorga libero e abbondante come le acque del fiume sacro d’Egitto

Dai testi storici si parla dell’abitudine di Cleopatra di farsi i bagni nel latte: oltre alle proprietà estetiche, voleva forse integrare l’archetipo di Bat?
Anche qui in Europa erano famosi i bagni nel latte d’asina sia perché il latte ha proprietà emollienti, nutrienti e idratanti, sia perché l’asina è un animale di potere e rappresenta la saggezza del femminile.

Per il nostro inconscio, il latte è collegato alla figura materna perché ci riporta ai tempi dell’allattamento dove nostra madre ci nutriva. In caso di allattamento artificiale, possiamo tranquillamente parlare di nutrimento energetico: ci sono tanti modi per nutrire simbolicamente un neonato!
Insomma, il latte è un alimento che ci riconnette alla Grande Madre. Pensa che quando sono in fase ovulatoria mangerei solo formaggi freschi!

La simbologia della carne presso i popoli antichi

Si narra che i Nativi Americani chiedessero il permesso ai bisonti prima di ucciderli per sfamarsi. Gli dicevano che avrebbero mangiato solo le loro carni e usato le loro pelli, ma non avrebbero intaccato la loro anima

La simbologia della carne presso i popoli antichi

Diana era la Dea della caccia ed è ironico pensarci adesso che siamo stati cresciuti con l’idea dell’uomo cacciatore. Ma anche le scoperte archeologiche più recenti parlano di donne preistoriche cacciatrici!

D’altronde io ho sempre creduto nell’equilibrio: la strategia razionale, la forza e l’azione appartengono al maschile, mentre l’intuito e la capacità di connessione con la preda al femminile. L’unione di queste due energie in modo così viscerale porta la carna ed essere anche simbolo delle pulsioni sessuali. Infatti si dice spesso che la “carne è debole” e che alcuni “rapporti carnali” siano passionali e coinvolgenti.
La carne, così, è un alimento che ci riconnette ai nostri istinti primordiali animali di cui ti parlo qui

Su quanto sia giusto o importante nutrirsi di carne, sul veganismo o sulle correnti di pensiero alimentare, non mi soffermerò, non è questo il mio mestiere! 

Simbologia del pesce: la carne del mondo di Nettuno

Il mare, l’oceano e le acque profonde sono associati all’inconscio e le onde rappresentano sia gli abissi interiori che le emozioni.

Pescare, o semplicemente mangiare il pesce, simbolicamente ci riconnette alla capacità di entrare nel nostro inconscio e trovare le forze e le virtù necessarie al nutrimento della nostra anima.

Anche Clarissa Pinkola Estes nel libro “Donne che corrono con i lupi” parla della donna scheletro pescata per ‘sbaglio’ da un pescatore eschimese. Quel racconto è la metafora della rinascita di noi stessi dopo essere entrati negli abissi più profondi del nostro animo.

Le acque sono associate al dio Nettuno che è anche il pianeta di dominio del segno dei Pesci. È l’ultimo segno d’acqua dello zodiaco e rappresenta il bambino divino, cioè quella parte di noi che ha già lavorato e integrato tutte le ferite dell’infanzia ed è pronta ad iniziare un nuovo ciclo.

Vino bevanda degli dèi

Sin dai tempi degli antichi romani, il vino è sempre stato il protagonista dei banchetti reali. A quei tempi i nobili mangiavano fino a vomitare per poi ricominciare e le sbronze erano viste come atti di compiacimento e celebrazione del dio Bacco a cui veniva consacrato il vino.

Vino bevanda degli dèi

Per fare il vino serve l’uva e i suoi chicchi ricordano gli ovuli femminili. In un grappolo ce ne sono tantissimi e per questo viene associato all’abbondanza, alla capacità della terra di generare nuova vita. Tutto ciò ha reso sacra questa bevanda. 

Inoltre, il suo colore ricorda il sangue e di questa associazione c’è traccia nei rituali religiosi dove il vino chiamato ‘sangue di Cristo’ ci parla di qualcosa che anticamente era associato al sangue mestruale.

Nei tempi più recenti i nostri avi usavano fare la vendemmia tutti insieme, uomini e donne uniti a collaborare per raccogliere l’uva e poi lavorarla. E ancora in tanti piatti tipici della nostra cucina viene usato il vino sia per insaporire che per consacrare.

Il cacao nei rituali

Qui ti ho parlato di questa pianta che per i Maya, gli Incas e tutte le tribù del Sudamerica veniva considerata sacra perché in grado di aprire porte verso altre dimensioni. Per questo veniva usata nei rituali dai curanderos e dagli sciamani prima di canalizzare informazioni da altri mondi.

Sono, inoltre, abbastanza conosciute le sue proprietà afrodisiache. Anche se in questa parte del mondo è stato commercializzato dissacrandone completamente le origini (e che novità!). Pensa che in Messico lo usano ancora per cucinare il pollo perché è sempre stato considerato un alimento salato (sicuramente non è dolce come quello che siamo abituati a mangiare noi e che viene addizionato di zucchero e latte).

Riequilibrare i chakra con l’alimentazione

I chakra sono dei punti energetici presenti nel nostro corpo e servono per poter canalizzare l’energia vitale distribuendola in tutto il corpo. Ci sono diversi cibi che aiutano nel riequilibrio energetico dei chakra.

Patate, carote, cipolle, zucchine, pomodori: le prime tre nascono sottoterra, in grembo alla Grande Madre, mentre zucchine e pomodori nascono con il sostegno dalla terra.
Le radici e i tuberi vengono raccolti nella terra e anche solo pulirli dà il senso di contatto con la terra stessa. Sono perciò tutti cibi che ci aiutano a radicarci, quindi a equilibrare il primo chakra, così come la carne.

La Papaya, l’arancia, la banana, l’uva, il melograno e i mirtilli vanno benissimo per il secondo chakra perché ricordano gli organi genitali e gli apparati riproduttivi.

L’ananas, il limone, lo zenzero, la curcuma, i peperoni gialli, i formaggi gialli e il grano sono ottimi per il terzo chakra perché il colore giallo è associato al potere personale.

Le insalate, gli spinaci, le verdure a foglia verde, il timo, il tè verde sono ottimi per il quarto chakra perché il verde è il simbolo della guarigione emotiva e riconnette alla calma e all’amore universale.

Per il quinto chakra sono molto funzionali le alghe, ma anche le tisane vanno benissimo. È il chakra della gola quindi purificarla da ciò che non è stato detto è un toccasana.

Le bacche di ginepro, il rosmarino, che è una pianta che nasce in terra ma cresce verso l’alto proprio come noi esseri umani, e i frutti di bosco che ricordano il colore viola del sesto chakra sono ottimi per sollecitare l’intuito e l’immaginazione quando ci sentiamo troppo statici.

Il cocco che cresce in cima alle palme e la lavanda che ha poteri magici su tutto il corpo sono ottimi per il settimo chakra, quello della corona perché ne ricordano la struttura e ci riconnettono al cosmo.

Riequilibrare i chakra con l’alimentazione

Cibo e ritualità

Fino a qualche tempo fa si usava pregare tutti insieme intorno al tavolo pieno di cibo. Il capofamiglia guidava la preghiera mentre gli altri membri ascoltavano in silenzio.

Era una forma di gratitudine, benedizione e amore per ciò che era in tavola. Ora questa usanza è “passata di moda” ma il cibo resta un grande strumento per i rituali con i quali comunichiamo qualcosa al nostro inconscio. Quando mangiamo, o facciamo altre attività legate al cibo, ne registriamo l’informazione.
Quindi perché non unire utile e dilettevole mangiando cibi con determinate caratteristiche in base alle nostre esigenze?

Disclaimer
Io sono un’operatrice olistica e mi occupo di spiritualità, energia e anima. Il mio lavoro si concentra esclusivamente su questi tre aspetti dell’essere umano.
Nessun servizio o percorso di cui parlo in questo sito sostituisce in alcun modo il lavoro medico sanitario o psicoterapeutico.

Sabina

Nella vita traduco Simboli e Metafore in parole semplici.

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