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Entrando in contatto con gli alberi genealogici è normale incontrare dolori forti, spesso taciuti e secretati, che hanno riguardato chi ci ha preceduto, oppure noi in prima persona. 

Sono tematiche complesse da raccontare perché il carico di dolore che portano con sé è tanto e basta un po’ di empatia per sentirlo bene. E sai qual è il modo per far sì che quel carico perda peso e inizi a ridimensionarsi? Vederlo, dargli spazio, quindi desecretarlo e integrarlo, iniziando anche solo parlandone nel giusto contesto, come stiamo facendo noi adesso.

L’aborto da un punto di vista energetico

La tematica che vorrei affrontare oggi riguarda gli aborti, spontanei o volontari che siano. Ne parlerò anche per far capire una volta in più quanto siano importanti i confini e quanto poco lecito sia chiedere a una persona come mai non abbia ancora figli. 

Sappiamo tutti che cos’è un aborto, ma ci tengo a precisare che in questo articolo ne parlerò solo ed esclusivamente in termini costellativi. E per non urtare la sensibilità di nessuno o provocare ulteriori sofferenze li chiameremo e cercheremo di considerarli come “energie”.

Sono proprio le Costellazioni Familiari ad insegnarci che si tratta di anime che per qualche motivo (che non siamo in grado di comprendere) sono passate su questo pianeta e ci sono rimaste per poco tempo prima di seguire altri flussi. Non ne comprendiamo il senso perché siamo umani e siamo molto piccoli di fronte a questo genere di eventi, ma le Costellazioni Familiari ci aiutano a ricordare che c’è sempre un disegno più grande di noi, anche se non lo vediamo.

Questo passaggio c’è stato e per questo va riconosciuto. È proprio questo riconoscimento, fatto seguendo i propri tempi, che permette al dolore di fluire. Più avanti ti racconterò più nel dettaglio cosa intendo dire.

L’aborto da un punto di vista energetico

L’ordine di appartenenza nelle Costellazioni Familiari e il riconoscimento delle anime non nate

Intanto voglio ricordarti che Bert Hellinger, padre fondatore delle costellazioni familiari, quando ha scoperto che l’essere umano ha tre livelli di coscienza ha anche scoperto che nel secondo livello (quello del clan familiare) l’amore può fluire in modo cosciente solo se segue gli ordini dell’amore sacro.
Uno di questi ordini è quello di appartenenza e recita che: “chiunque sia stato concepito all’interno di un sistema familiare ha diritto di farne parte”. E tale diritto spetta anche a queste anime che sono passate di qui per poco.

Questo principio va in contrasto con quello che purtroppo la società legge in questa tipologia di lutti. 

Seguo molte ostetriche in vari canali social e spesso hanno il permesso di parlare di storie di alcune pazienti che si sono sentite dire “sono cose che succedono”, “capita” e si sono viste banalizzare il dolore del lutto anziché vederselo riconoscere come tale. Ed è per questo che è bene parlarne, per contestualizzare e non escluderlo.

Con le costellazioni familiari abbiamo visto come sia l’esclusione a creare disordine, perché di fatto infrange l’ordine di appartenenza. E in questo articolo ti voglio raccontare una costellazione proprio su questo tema.

Integrare con amore un aborto

Immagino che in questo momento forse ti starai chiedendo “ma come possiamo fare per integrare con amore ed equilibrio un evento di questo tipo?

È un lutto. E dobbiamo riconoscerlo come tale. Questo è il primo step.

Il secondo richiede tempo e cura.
Anche per una costellazione ci vogliono i propri tempi e non mi sento di suggerirla come primo lavoro da fare. trovo più opportuna una psicoterapia che aiuti ad elaborarlo e ad accogliere la propria nuova forma.

Poi c’è lui, il grande aiutante indiscusso ma dimenticato: il rito.

Perché i rituali aiutano ad elaborare il lutto?

Quando una persona muore, questo suo passaggio viene ritualizzato attraverso un funerale. 

Ricordiamoci che i funerali servono ai vivi! Quando assistiamo al rito funebre e alla tumulazione, il nostro inconscio registra che la persona amata sta andando “oltre” ed è da qui che si attiva l’elaborazione del lutto. 

Con gli aborti, però, non c’è sepoltura e questo aspetto favorisce più l’esclusione che l’elaborazione

Ecco che la realizzazione di un rito qui corre in nostro soccorso. 

È dalla notte dei tempi che l’essere umano ha ritualizzato anche il passaggio delle anime che non sono rimaste. Questo permette sia di elaborare che di liberare le energie che altrimenti, escludendole, verrebbero imprigionate e potrebbero attivare dei blocchi energetici, magari sulla creatività o in altri settori della vita.

Creare un rituale personalizzato per superare il lutto

Creare un rituale personalizzato per superare il lutto

I rituali sono molto semplici e vengono cuciti sempre su misura. Potrebbe essere che implichino la creazione di cimeli o oggetti simbolici da rilasciare in maniera dolce e morbida in alcuni posti da concordare insieme. Proseguire con frasi rituali e con altri passaggi ancora più semplici ma in movimento verso la vita.

È importante cercare di arrivare a questi rituali con un pochino di lavoro di radicamento fatto: più è solido il contatto con le proprie radici e meno è complesso il rilascio.

Un altro lavoro molto importante è l’inclusione di queste energie nel disegno dell’albero genealogico.
Solitamente è dalla seconda sessione in poi che scegliamo insieme in che modo raffigurarli, ma il collocarli seguendo una gerarchia ben precisa è già una grande elaborazione che io ritengo opportuno fare per step.

A proposito di rituali ci sono delle cose che non farei e che ci spiegano bene perché è importante affidarsi ad una guida e non procedere con il “fai da te”:

  1. Dargli un nome in senso rituale
  2. Creare riti che in qualche modo si prolungano nel tempo

Dare un nome a un’anima non nata: implicazioni energetiche 

Qui dobbiamo ragionare su due livelli: fuori e dentro il rito. Fuori dal rito è comprensibile il bisogno di un nome, un volto o risposte, ma all’interno del rito appesantiscono e creano ancora più sofferenza. È corretto riconoscere ciò che è stato, ma nel modo più funzionale possibile.

Soprattutto quando stiamo elaborando e rilasciando le energie di aborti non nostri, magari dei nostri fratelli o sorelle che non hanno visto la luce. Dargli un nome andrebbe ad infrangere l’ordine gerarchico dato che il nome viene assegnato dai genitori.

Irretimento familiare tra fratelli  

Per farti comprendere ancora meglio, ricorrerò alla fiaba di Pollicino. Questa ci racconta una dinamica che potrebbe plausibilmente accadere tra fratelli. Nota bene, ho detto potrebbe, non è categorico, ed è appunto l’irretimento.

L’irretimento è l’identificazione inconscia con qualcuno che ci ha preceduto e nasce sia da un’infrazione gerarchica che da un nostro movimento di amore cieco. 

Il diritto di appartenenza al sistema familiare è nostro per nascita, ma questo il nostro cervello rettile non lo sa. Proprio come gli animali anche noi sentiamo di dover appartenere al nostro branco per garantirci la sopravvivenza e pur di far parte del clan familiare ci facciamo carico di cose non nostre, infrangiamo ordini e ci irretiamo.

Inoltre, il legame tra fratelli è molto forte perché è un legame di sangue. Ovviamente ne sto parlando a livello basico. Senza entrare nelle varie scelte e vicissitudini che riguardano la relazione effettiva da adulti, tra fratelli c’è una fedeltà profonda. “Chi sono io per vivere se tu non vivi?” potrebbe essere una delle domande inconsce di chi resta su questa terra. “Allora io ti seguo” potrebbe essere un’altra risposta inconscia.

Ma seguire dove? E qui arriviamo al sonno di Aurora, la bella addormentata nel bosco, che ci racconta come un irretimento non significa morire fisicamente, ma esserci un po’ qui e un po’ altrove.

Cosa accade quando infrangiamo gli ordini sistemici

A questo punto comprendi bene che tutto ciò che riguarda gli aborti di chi ci ha preceduto e che magari abbiamo compreso avere degli impatti su di noi, va elaborato, costellativamente parlando, rispettando sempre gli ordini. È probabile che se dessimo il nome a un fratello non nato al posto dei nostri genitori,  attiveremmo una forma di genitorializzazione, facendoci carico anche del dolore di quella perdita. 

Questo crea disordine perché così facendo togliamo forza ai nostri avi … e noi ci incasiniamo il presente.

Gli avi sono più grandi di noi e come tali ne dobbiamo riconoscere la grandezza. Hellinger era chiaro quando diceva che maggiore è il peso che un’anima può sostenere e maggiore sarà anche la sua grandezza, e se quella grandezza noi gliela portiamo via cosa gli resta per dirci che sono più grandi di noi? E come farebbero a questo punto a sostenerci?

Integrare con amore un aborto

Perché evitare riti che si prolungano nel tempo  

Il rito in questione viene studiato per rilasciare con amore. Se lo creassimo come un qualcosa di recidivo e prolungato potrebbe essere che non raggiunga lo scopo prefissato.

Ora mi spiego meglio e ringraziamo Monica per averci prestato questa parte di storia e avermi permesso di parlartene.

L’ho conosciuta parlando di Costellazioni e lei mi aveva detto di averne fatta una dove era emersa l’origine del nodo che voleva sciogliere: un fratello, o sorella, mai nato.
Monica sapeva di questo lutto e grazie alla Costellazione comprese che le origini sistemiche della sua disarmonia provenivano da lì.
Dopo il rito costellativo il facilitatore le aveva suggerito di parlare per 21 giorni con un angelo per continuare a rilasciare l’energia in questione.

Lungi da me giudicare il lavoro di un collega, so bene che questa tipologia di rituali sono ben diffusi ma voglio farti osservare una cosa. Il rito costellativo è già un rilascio di questa energia, che senso ha parlarci, quindi trattenerla, per 21 giorni?

Personalmente avrei optato per un rilascio, magari un simbolo studiato su misura, e poi rilasciato alla natura con frasi chiavi, ma non è detto che serva dopo una costellazione mirata.

Nel caso di Monica ce n’è stato bisogno poiché il rito prolungato post costellazione aveva creato un po’ di confusione ed è stato utile studiare un rilascio più profondo.

Se alcuni passaggi di questo articolo ti sono risuonati in modo forte e senti il bisogno di onorare, integrare e rilasciare ciò che è rimasto in sospeso, scrivimi e ti aiuterò a creare un rituale personalizzato.
Lo costruiremo insieme, in ascolto dei tuoi tempi e del tuo sistema familiare.

Disclaimer
Io sono un’operatrice olistica e mi occupo di spiritualità, energia e anima. Il mio lavoro si concentra esclusivamente su questi tre aspetti dell’essere umano.
Nessun servizio o percorso di cui parlo in questo sito sostituisce in alcun modo il lavoro medico sanitario o psicoterapeutico.

Sabina

Nella vita traduco Simboli e Metafore in parole semplici.

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