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Se mi segui da un po’ sai che mi piace poterti raccontare cosa accade durante le costellazioni familiari e aver il permesso di potertelo dire è una guarigione immensa per tutti. 

Questo, però, non vuol dire che non sia favorevole al silenzio post-costellazione. La facciamo ma non parliamo più di ciò che abbiamo fatto-visto-detto durante la sessione cosicché il rito possa lavorare energeticamente per lungo tempo senza essere disturbato da eventuali interferenze.
Ciò che ti scrivo qui è accaduto un po’ di tempo fa e ha avuto già modo di lavorare ed essere metabolizzato.

Quindi, per raccontarti una costellazione dobbiamo tenere in considerazione due punti:

  • il grande regalo che ci fa la cliente costellata che mi dà il permesso di raccontarti la sua costellazione;
  • il grande servizio che fa il campo costellativo che ci permette di comprendere quanto possa aiutarci.

Oggi ringraziamo Anita, nome di fantasia di una donna meravigliosa che mi ha scelta per essere costellata. E qui c’è una differenza rispetto alle costellazioni che solitamente racconto: si tratta di una sessione in presenza, in gruppo di circa 10 persone.

L’importanza di ritualizzare in costellazione un aborto

Anita stava lavorando su di sé da parecchio tempo e, parlando con il gruppo, sono emersi vari temi sociali, tra cui l’aborto. Lei ne aveva avuto uno spontaneo anni prima e si sentiva pronta ad elaborarlo in costellazione. 

Quando un’anima si incarna e poi lascia subito il corpo, come accade negli aborti, è sempre meglio ritualizzare in costellazione sia il riconoscimento sistemico di questa energia concepita che il suo andare oltre.

Di queste informazioni se ne parla poco e la società non dà molto riconoscimento agli aborti, ma escluderli infrange un ordine dell’amore (quello di appartenenza, perché essendo stato concepito è parte del sistema familiare per diritto). Si va, quindi, a creare un disordine che potrebbe attivare dei movimenti come quello che ti ho raccontato nella fiaba di Pollicino.

L’importanza di ritualizzare in costellazione un aborto

Rappresentazione di un aborto in una costellazione familiare

Quindi, con il gruppo ci siamo seduti in cerchio, Anita posizionata alla mia destra, e abbiamo meditato per sciogliere qualche tensione, radicarci e prepararci al lavoro. Dopodiché ho chiesto ad Anita di scegliere una persona per rappresentarla durante la costellazione e di posizionarla all’interno del cerchio seguendo le sue sensazioni. Attenzione, però, la scelta non è impositiva: quando Anita ha individuato la sua rappresentante, le ha chiesto se volesse rappresentarla. Solo quando quest’ultima ha accettato abbiamo cominciato.

Appena la rappresentante è entrata in campo, la costellazione è iniziata.
Il suo sguardo è diretto verso un punto fisso sul pavimento e il suo corpo dondola avanti e indietro, facendo dei movimenti con i piedi, letteralmente spostando il peso del corpo dai talloni alla punta.

A questo punto le ho chiesto di raccontarmi le sue emozioni. Mi risponde: “sono malinconica, triste, mi sento tirare indietro ma vorrei andare avanti e non riesco a non guardare quel punto sul pavimento”.

Così ho deciso di inserire un rappresentante, facendolo sdraiare nel punto fissato dalla rappresentante di Anita. Lei inizia a piangere e l’altro inizia a sentirsi in pace. Quest’ultimo rappresenta proprio l’energia dell’ aborto.

L’irretimento nei confronti di un fratellino mai nato 

Prima della costellazione, avevo fatto disegnare ad Anita il proprio albero, quindi conoscevo la sua storia genealogica e sapevo che dopo quell’aborto spontaneo aveva avuto un altro bambino. Qui si è mossa una scelta personale. Inserire un rappresentante per quest’altro figlio per testare la presenza di movimenti energetici tra fratelli e nel caso sistemare.

Appena scelto questo rappresentante è andato dritto da quello sdraiato e si è inginocchiato davanti a lui. Questo è un passaggio costellativo chiaro ed esplicito, inconsciamente una parte di lui si prendeva cura del fratellino mai nato. È molto emozionante la capacità di amore dei bambini, peccato che questa forma di amore sia cieca, cioè non vede le conseguenze del suo agire e va resa cosciente, così da poter fluire in maniera armoniosa.

Questo è il movimento che abbiamo visto in Pollicino quando lui seguiva le briciole di pane. 

Rappresentazione di un aborto in una costellazione familiare

Riconoscere e onorare un bambino abortito

Quindi, ho chiesto a questo rappresentante di guardare quello sdraiato e dire “io ti seguo”. Al sentire questa frase il rappresentante a terra dice di sentire come se ciò sia troppo. Quindi, gli ho chiesto di rispondere “ognuno ha il suo destino e ogni destino è sacro, questo è il mio destino e per me va bene”.

Pronunciando questa frase c’è stato un alleggerimento dei rappresentanti, che hanno letteralmente tirato un sospiro di sollievo. Così ho fatto dire al rappresentante del figlio “io ti vedo” nei confronti del rappresentante a terra, riconoscendogli, così, il suo giusto posto.

Il rappresentante a terra ha ringraziato e l’armonia ha iniziato a vedersi. Così sono entrata in campo e ho spostato di qualche metro il rappresentante del figlio per poter lavorare con la rappresentante di Anita che intanto continua a sentirsi bloccata. Qui ho fatto ripetere la frase dal rappresentante a terra: “ognuno ha il suo destino e ogni destino è sacro, questo è il mio destino e per me va bene”. Questo l’ha sollevata leggermente.

La mancanza di sostegno materno

Anita ha bisogno di sostegno per sostenere a sua volta questo processo di elaborazione, quindi ho inserito un’altra rappresentante per la madre e l’ho messa alle sue spalle. Anita ha iniziato ad innervosirsi, così le faccio dire “sono arrabbiatissima”. E già qui arriva un sospiro di sollievo. “È stato molto difficile e doloroso, avevo bisogno di te ma tu non c’eri e io mi sono sentita sola e impaurita”.
Dopo aver detto questa frase si è sentita subito meglio mentre la rappresentante della madre ha iniziato a sentire freddo sulla schiena. Vorrebbe muoversi per abbracciare la figlia ma non ci riesce.

Il freddo sulla schiena racconta qualcosa di antico, quindi ho inserito una rappresentante per la nonna materna. In quel momento la rappresentante della madre di Anita inizia a piangere e a provare rabbia mentre il freddo sembra passato. Quando la madre di Anita era piccola sua madre dovette assistere un familiare malato per lungo tempo e la madre di Anita visse questa distanza fisica in modo doloroso

La Costellazione ci ha parlato di questo blocco energetico e l’abbiamo sciolto ponendoci una domanda: la rabbia che sente la rappresentante di Anita è solo sua? 

Il sostegno del femminile sacro in una costellazione familiare

La rappresentante della madre di Anita ha detto alla rappresentante della propria madre “sono molto arrabbiata con te”. A queste parole ha fatto seguito un pianto liberatorio.
Ha continuato “per me è stato difficile quando tu non c’eri, io avevo paura perché i piccoli senza i grandi hanno paura”. Così ho deciso di inserire una rappresentante per la bisnonna, madre della nonna, che possa sostenerla in questo processo. Non è semplice assumersi delle responsabilità e per farlo serve sostegno.

Ho inserito subito anche un’altra rappresentante per il principio femminile, dietro alla rappresentante della bisnonna chiedendo a quest’ultima di voltarsi e guardarla. Le ho, poi, fatto dire “cara discendente, io ci sono, sono qui per te, ti sostengo, lo facciamo insieme”. Ho chiesto, infine, alla rappresentante della bisnonna di dare le spalle al principio femminile e permettere che questa di appoggiarle le mani sulle spalle in segno di sostegno.

Portare equilibrio e armonia nella linea femminile familiare

A questo punto la bisnonna, essendo radicata, può guardare sua figlia (la nonna di Anita) e dirle “amata, io ci sono, sono qui per te, ti sostengo, ti vedo, ti benedico”. La nonna, allora, si sente in colpa per aver lasciato sola la figlia e abbiamo fatto emergere anche questo sentimento, così da liberarlo grazie al sostegno e al radicamento degli avi.

Quando si è sentita pronta, ha voltato le spalle alla bisnonna, la quale ha appoggiato le mani sulle sue spalle e le ha detto “amata, mi dispiace profondamente, arrivare fin qui è stato un lungo viaggio, ora ci sono, ti vedo, ti benedico”.

La rappresentante della nonna si muove verso quella della bisnonna e l’abbraccia lasciando andare un pianto liberatorio. Sono rimaste nell’abbraccio per un po’, poi la nonna le volta le spalle, permettendole di farsi sostenere, inizia a guardare la propria figlia, la rappresentante della madre di Anita.

Abbiamo visto come le forze costellative abbiano mosso molto amore, compassione e pace e abbiano sostenuto questo rilascio emotivo-energetico molto antico.

Portare equilibrio e armonia nella linea femminile familiare

La rabbia nei confronti della madre ripetuta nelle generazioni

Dopo tutto il lavoro costellativo gli animi e i vari blocchi energetici si sono molto smussati e abbiamo continuato facendo dire alla nonna “cara figlia ti vedo, ci sono, ti sostengo e ti benedico”. Non è stato necessario attendere molto per vedere anche la madre di Anita abbracciare la propria madre. 

Poco dopo si volta dando le spalle alla rappresentante della madre, permettendole di appoggiarle le mani sulle spalle in segno di sostegno. Si è creata, così, una piccola fila indiana di donne che si sostengono l’un l’altra. E qui si è aperta un’altra riflessione: da quanto lontana arriva la vita prima di arrivare a noi? Questa domanda guarisce gli animi.

A questo punto la rappresentante della madre di Anita dice alla rappresentante di Anita “amata, ti vedo, ci sono, ti sostengo” e tutta quella rabbia iniziale ha lasciato il posto a qualcosa che a parole è complesso da spiegare. Anche loro si abbracciano e la rappresentante di Anita volta le spalle alla rappresentante della madre lasciandole appoggiare le mani sulle proprie spalle.

Riconoscere e lasciar andare un bambino mai nato attraverso una costellazione familiare

Ora Anita ha tutto il sostegno necessario per guardare il rappresentante del figlio abortito e dirgli “io ti vedo – ti do un posto nel mio cuore – io resto tua madre e tu rimani mio figlio”. Si inizia a respirare un’aria di pace, serenità e amore. Ho chiesto, allora, al rappresentante a terra di alzarsi e raccontarmi le proprie sensazioni. Mi dice “sto bene, ma questo non è il mio posto, voglio andare”.
Così gli ho fatto dire “grazie” nei confronti della rappresentante di Anita: il suo riconoscimento è stata una gran liberazione. L’ho fatto continuare dicendo “per me è arrivato il momento di andare, di iniziare un nuovo ciclo e di essere felice”. A questo punto ho messo una candelina ai bordi del cerchio e ho chiesto alla rappresentante di Anita di accompagnare lì il rappresentante del figlio mai nato, così da accompagnarlo simbolicamente “oltre”.

Intanto il rappresentante dell’altro suo figlio si è alzato in piedi, gli chiedo di guardare l’altro rappresentante oltre la candela (ovvero il fratellino mai nato) e dirgli “anche se tu vai io resto e restando faccio qualcosa di grande anche in tuo onore”. 

Anche il rappresentante del figlio va, poi, dalla rappresentante di Anita, abbracciandola, ed è così che è terminata la costellazione.

Mesi dopo, Anita mi ha detto che suo figlio è diventato molto più calmo, presente e ha imparato a scrivere all’interno dei bordi dei quaderni, cosa che prima non riusciva a fare. È interessantissimo notare come il bambino non sia stato presente in carne ed ossa alla costellazione, abbiamo lavorato solo sul campo energetico eppure gli effetti si sono manifestati nella realtà tangibile.

Disclaimer
Io sono un’operatrice olistica e mi occupo di spiritualità, energia e anima. Il mio lavoro si concentra esclusivamente su questi tre aspetti dell’essere umano.
Nessun servizio o percorso di cui parlo in questo sito sostituisce in alcun modo il lavoro medico sanitario o psicoterapeutico.

Sabina

Nella vita traduco Simboli e Metafore in parole semplici.

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