La visione costellativo-sciamanica è la finestra dalla quale io guardo il mondo e da cui si vedono cose bellissime. Ogni animale ha un suo significato, così come lo hanno i fiori, le piante e i loro frutti. E quando si parla di simboli e archetipi non posso non pensare ai miei amati Tarocchi. Ho trovato fortissime connessioni tra gli Arcani e lo Sciamanesimo Femminile. Oggi iniziamo a vederne qualcuno partendo dagli Arcani Maggiori, in particolare dalla Sacerdotessa e dalle Stelle.
I simboli nell’Arcano della Sacerdotessa
In base agli studi di Karl Simon, la Sacerdotessa è una carta densa di simboli legati alle religioni precristiane e rappresenta, quindi, una fase in cui il rapporto con la realtà è ancora molto introspettivo, poco conoscibile, denso di aspetti misteriosi che sarà necessario analizzare con cura.

Osservando la carta vediamo una donna con lo sguardo dritto verso di noi, indossa un copricapo con i simboli lunari e il suo piede sinistro poggia su una mezzaluna. È vestita di azzurro e bianco, colore che ricorda ciò che c’è oltre il drappeggio.
Questo presenta le raffigurazioni di frutti esotici, melograni e palme e viene sorretto da due colonne recanti le iniziali “B” e “J”.
Sul petto della Sacerdotessa vediamo una croce e nella sua mano una Thora. In questo mazzo si vede meno, ma in altri si vede molto chiaramente come il testo sacro sia color pelle.
La Sacerdotessa nei Tarocchi secondo lo Sciamanesimo Femminile
Concentriamoci un attimo sui colori che contraddistinguono questo Arcano.
L’azzurro ricorda l’acqua, elemento femminile associato al sentire, all’emotività e all’inconscio.
Il bianco è la sacralità con la quale lei entra in contatto nella dimensione interiore. È centrata in sé, quindi sa cosa vede.
La Sacerdotessa e l’elemento Acqua
L’acqua la possiamo intravedere alle spalle del drappeggio.
Secondo gli studi di Simon, la Sacerdotessa si trova su un’isola pur essendo all’ingresso di un tempio sacro.
È il primo elemento con il quale entriamo in contatto quando veniamo concepiti su questa terra. Inoltre, molti studi sulle civiltà della Dea ci dicono come l’acqua sia sempre stata considerata come un elemento rigenerativo: risana, pulisce, calma e dà vita.

Simboli lunari nei Tarocchi e connessione con lo sciamanesimo femminile
La connessione della Sacerdotessa con il mondo dell’intuizione ci è confermata dal copricapo lunare e dalla mezza luna. La forma di questi elementi ricorda le corna, simbolo di percezione e connessione con il divino.
Le corna si ricollegano a loro volta ad animali come tori e bisonti che, avendo come noi una gestazione di 9 mesi sono sempre associati alla Dea.
I teschi di questi animali richiamano, infine, per la loro forma le tube di Falloppio e l’utero.
Simbolismo della mezzaluna nella Sacerdotessa
Se osserviamo questa carta con uno sguardo maschiocentrico intrinseco, potremmo interpretare il piede della Sacerdotessa sulla mezzaluna come simbolo di capacità di gestire le proprie emozioni. Ma quella mezzaluna ci racconta un orizzonte nuovo che merita di essere visto.
La mezzaluna è il simbolo del “divenire”, è l’energia che cresce, la rigenerazione che segue ogni morte. In natura, non è raro osservare germogli o api che escono dai teschi di animali morti: la morte che si trasforma in vita.
La Luna è colei che governa i liquidi e le maree. In astrologia rappresenta il nostro lignaggio materno e il modo in cui viviamo e regoliamo le emozioni.
La mezzaluna è anche vista come una barca simbolica per traghettare anime da una dimensione a un’altra, ma anche il melograno dipinto nel drappeggio della Sacerdotessa è una chiave tra i mondi. Se i semi all’interno del frutto sono l’emotività straripante e le mille sfumature dell’energia, la buccia è la custodia sacra, il confine necessario tra il mondo visibile e quello invisibile.

Il melograno nella carta della Sacerdotessa
Il melograno è il frutto che Persefone mangiò prima di lasciare il regno di Ade così da poter accedere ciclicamente al mondo di sopra e quello di sotto. Come ti dicevo qui, il mito di Persefone ha mille interpretazioni, tra cui quella che lo lega al ciclo mestruale. Persefone è la brava bambina, figlia di Demetra, la Grande Madre, ma ha bisogno della sua identità, così fugge da Ade, il Dio degli inferi, nel suo regno. Per diventare donna deve viaggiare nel suo mondo di sotto.
Il melograno rappresenta l’utero sia per colore che per forma naturale quando viene aperto in due.
Le sottili pellicole bianche che dividono il frutto in camere ricordano le pareti uterine e le membrane placentari. I semi ne rappresentano, invece, gli ovuli.
Il melograno è l’unico frutto che mostra visivamente la “potenzialità” della vita moltiplicata, proprio come l’utero è il luogo della creazione infinita.
Il suo colore è il rosso rubino, simbolo universale del sangue, sia quello mestruale, sia quello della vita che nasce.
Il significato della croce presso le civiltà della Dea
La Sacerdotessa siede al di fuori del Tempio, ma quel che accade dietro al drappeggio non ci è dato saperlo. Mi piace pensare che lì ci siano le quattro sciamane di corte che conducono rituali, magari di rigenerazione o di scioglimenti vari.
La protagonista del nostro Arcano ha sul petto una croce che può essere interpretata in più modi.
- Seguendo il condizionamento cattolico che vede la croce come segno di sofferenza e peso da portare, potrebbe simboleggiare l’albero genealogico (in particolare il lignaggio femminile) quando è depotenziato.
- Aprendo la nostra mente, possiamo, invece, accorgerci che si tratta di due linee, una verticale e una orizzontale che, appoggiate l’una sull’altra, indicano le quattro direzioni, gli elementi e la connessione con il cosmo.
Sempre secondo la Gimbutas la croce è la Dea che si espande in ogni direzione dello spazio. È il simbolo dell’equilibrio cosmico e della totalità del mondo manifesto.
In effetti ogni mio lavoro con i curanderos inizia con il ringraziamento in tutte le direzioni (nord, sud, est, ovest) e ai 4 elementi.

Tarocchi e trasformazione interiore: il cammino dalla Sacerdotessa alle Stelle
Che la Sacerdotessa sia una sciamana che arriva da molto lontano ora ne siamo più che certi. Ma di lei resta da dire una cosa importantissima: la Torah che regge con la sua mano è scritta sulla pelle. In alcune interpretazioni si narra che sia pelle umana, in altre che sia animale, ma comunque è pelle ed è un richiamo alla nudità.
Questo concetto di nudità potrebbe stridere con i suoi abiti sacerdotali ma ti svelo una cosa che forse non sai. Lei e la donna che vediamo nell’arcano delle Stelle sono la stessa persona. Nelle stelle è completamente nuda, si è spogliata delle vesti ed è entrata in contatto con il corpo, con la sessualità e con la materia. Niente di più sciamanico che rimanere nudi davanti a sé stessi.
Per arrivare qui ha attraversato il Diavolo, la Morte e la Torre.
Nella carta delle Stelle la vediamo intenta a rigenerarsi cambiando le acque nelle anfore che ha in mano. Al posto dei melograni ci sono, disposte in modo simile, le stelle; al centro ce ne è una dorata come i suoi capelli e il tronco dell’albero. Ciò ci dice che mente (capelli) corpo (tronco) e spirito (stella) sono allineati.
Come vedi, i Tarocchi sono molto più di un semplice strumento divinatorio. Sono una mappa simbolica che parla all’inconscio e che, se osservata con uno sguardo aperto, può rivelare connessioni profonde tra spiritualità, natura e archetipi antichi.
Se questi temi ti affascinano e senti il richiamo di queste letture simboliche, nella mia newsletter condivido mensilmente riflessioni personali ed esperienze vissute durante i percorsi costellativi e i viaggi sciamanici che conduco.
