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Negli ultimi mesi di lavoro ho notato il risveglio di un’energia molto potente che ha bisogno di essere vista e noi di integrarla: la Serpenta.

Sì, Serpenta al femminile perché questo animale rappresenta al meglio la carica sessuale che abbiamo noi donne insita nel nostro essere. È stata oppressa, condannata, mal giudicata e repressa per secoli; ora è arrivato il tempo di darle spazio e liberarla anche a livello sistemico.

Ragioniamo sul numero di donne presenti in un albero genealogico e proviamo a immaginare quante di loro hanno avuto modo di sperimentare la Serpenta come forza sessuale libera e fine a sé stessa. Credo che il numero sia molto piccolo. 

Inevitabilmente nel secondo livello di coscienza, cioè nell’energia del nostro albero genealogico, potrebbero esserci dei racconti che la limitano in qualche modo e che noi potremmo portare in carico senza saperlo.

Perché la Serpenta: simbolo e significato

La Serpenta, intesa come animale, è colei che meglio ci parla del ciclo vita-morte-rigenerazione. In tempi antichissimi, quando l’inverno era un’incognita per la sopravvivenza, si faceva particolare attenzione ai segnali dell’arrivo di Imbolc. Uno di questi era vedere un serpente strisciare, simbolo della terra che iniziava a scongelarsi e della primavera che rinasceva.

Il serpente vive sia in acqua che sulla terra, elementi associati al femminile: l’acqua evoca le memorie uterine e le emozioni, quindi la nostra parte Yin, mentre la terra è la Grande Madre.

Nella sua bocca c’è quella che assomiglia in tutto e per tutto a una vulva e, come ti ho raccontato nell’articolo sui viaggi sciamanici. Entrare lì dentro simbolicamente ci parla di attraversare un portale che ci aiuta a chiuderei dei cicli per aprirne di nuovi. Il resto del corpo del serpente diventa un canale, con un’associazione diretta a quello vaginale.

la Serpenta: simbolo e significato

La Serpenta e il femminile: vista sciamanica e senso di cura

Moltissime specie sono velenose e i loro morsi possono essere fatali, ma nel loro veleno c’è anche l’antidoto: sono, quindi, connesse alla simbologia di vita-morte-vita e cura.

Alcune specie hanno la capacità di vedere oltre, letteralmente hanno una vista infrarossi molto sensibile al contesto in cui vivono. Questo le ricollega alla vista sciamanica del femminile, capace di vedere tra le dimensioni e tra i mondi

Il serpente porta con sé anche la simbologia delle uova che la riconnette ai nostri ovociti. Ci sono specie come i pitoni che depongono le uova in posti sicuri e le covano: hanno, quindi, il senso di cura tipico del femminile. In altre specie le uova si sviluppano e si schiudono all’interno del corpo della madre e i “cuccioli” nascono avvolti in membrane trasparenti dopo quello che è un vero e proprio parto.

Il serpente cambia pelle ed è qui che diventa Serpenta: noi donne viviamo questo processo mensilmente con la sfaldatura dell’endometrio, la parete interna dell’utero, che viene rilasciata durante il mestruo.

La Dea Serpente e il femminile arcaico

Maria Gimbutas ci parla del serpente come di un’energia primordiale che nasce in acqua, laddove inizia la vita, e porta con sé una forza vitale potentissima, visibile nei suoi movimenti riprodotti nelle civiltà della Dea come spirali, delle quali ne porta tutta la forza. Il suo letargo lo connette all’aldilà, rendendolo custode dei due mondi.

Gli studi di Maria Gimbutas, raccolti nel libro “Il linguaggio della Dea”, ci portano a una figura arcaica chiamata la Dea Serpente, dalla quale sembrano discendere Atena ed Era. Te ne ho parlato più nel dettaglio in questo articolo sulla connessione tra la Regina di Coppe e la Dea Serpente.

Si tratta di una divinità primordiale connessa al ciclo di vita, morte e rigenerazione, poiché possiede l’acqua, fonte originaria della vita.

La Dea Serpente e il femminile arcaico

Le statuette di Cnosso e il labirinto di Arianna

Gimbutas ci descrive come questa dea venisse spesso ritratta con arti a spirale simili alla coda dei serpenti, in posizione fetale, con gambe che evocano serpenti, vestita con un grembiule punteggiato e una gonna anch’essa punteggiata e con motivi a scacchiera. 

La maggior parte delle statuette a lei dedicate furono ritrovate a Cnosso, nel famoso labirinto di Arianna: il livello di profondità e devozione che a quei tempi provavano verso la dea e il labirinto era lo stesso.

E vogliamo parlare del movimento del corpo? 

La Serpenta e il movimento: sensualità oltre la fertilità

Striscia sinuosamente e ci ricorda la sensualità fine a sé stessa. Quando osserviamo simboli, energie e dinamiche femminili, dovremmo cercare di liberarci dallo sguardo maschiocentrico che abbiamo assorbito nel corso dei secoli, quello sguardo che vede ogni simbolismo legato al femminile come fertile in senso riproduttivo.

No, i simboli femminili sono potenti in sé per sé al di là della fertilità. Esistono e la loro esistenza è il loro potere.

Pur quando si tratta di dare vita, non è detto che ci si riferisca al ruolo di madre fisica che la visione maschiocentrica ha tentato di contenere per secoli. 

E sai perché lo ha fatto? 

La Serpenta libera fa paura e il maschile, cioè quell’energia associata al mondo e all’andare nel mondo, spesso ne è spaventato poiché la Serpenta striscia tra le soglie, vede ciò che c’è in un mondo e ciò che c’è nell’altro, trascendendo la logica, la materia e il conosciuto.

Di fronte allo sconosciuto la nostra parte razionale (yang-maschile) va in allerta e per proteggersi può sopprimere, allontanare o creare cortocircuiti. 

Finché non vediamo chiaramente una cosa, non la studiamo e non la comprendiamo, quella cosa resta in balia dei nostri filtri, della nostra storia e nel regno di ciò che forse potrebbe essere e forse non è.

Il Serpente e Eva

Il Serpente e Eva

Pensando a inganni e serpenti, viene spontaneo il riferimento ad Adamo ed Eva, alla mela e al serpente visto come tentatore e, quindi, ingannevole. Ed è qui che siamo chiamate a fare ordine.

Ascolta il racconto che ci è stato trasmesso: “Eva è stata ingannata, Dio le ha detto di non cogliere la mela dall’albero ma lei ha disobbedito poiché manipolata dal serpente”.

Quindi Eva non sarebbe abbastanza intelligente, solida, autonoma per poter decidere da sé? Il Serpente diventa il capro espiatorio che, in qualche modo, la solleva da una responsabilità individuale.

Eva rappresenta quel femminile buono, mansueto e più docile di Lilith, prima moglie di Adamo ed esclusa da racconti per millenni. L’idea che Eva non sappia prendersi la responsabilità della sua scelta la incatena nel ruolo di piccola-vittima-bambina, senza uno scatto evolutivo nell’età adulta.

La mela e l’utero  

Secondo un’altra visione, però, i simboli cambiano completamente significato.
L’albero della vita è quello genealogico. La mela, se tagliata a metà, ha la forma di un utero, quindi portale tra il paradiso terrestre e pianeta terra. Il Serpente è ciò che ha chiamato Eva a portare l’umanità di qua, in questa dimensione, e noi qui ci siamo arrivati tramite un atto sessuale.

Viene letto come inganno poiché ad Eva viene tolta la possibilità di avere desiderio.
Lei, invece, il richiamo della carne lo ha sentito e, in barba a tutti, ha disobbedito anche a Dio pur di seguirlo. Ed è stato un atto d’amore poiché ogni atto sessuale dà la vita.

Ricordiamo la visione che la chiesa cattolica ha della sessualità. Comprendiamo allora perché quella Serpenta sia stata vista come “il male assoluto”, la tentazione, il peccato. Ma questo racconta anche moltissimo del nostro albero genealogico.

La mela e l’utero  

La Serpenta e l’albero genealogico

Potremmo iniziare a porci queste domande:

  1. Quante donne hanno avuto destini difficili dopo un atto sessuale? Magari gravidanze indesiderate culminate in matrimoni riparatori, interruzioni traumatiche, storie extraconiugali in cui le ragazze madri venivano escluse dal sistema, a volte internate in cliniche psichiatriche altre in conventi di semi-clausura.
  2. Quante volte la sessualità è stata usata per ferire tramite abusi, stupri o incesti da parte di un maschile che non aveva forza e capacità di fare altro?

Immaginiamo che in un albero genealogico ci sia un’ava rimasta invalida dopo un parto, un’altra abusata, un’altra esclusa perché incinta fuori dal matrimonio avremmo quello che tecnicamente si può definire un “agglomerato energetico” nel secondo livello di coscienza. Tanti racconti che partono da un punto in comune, messi insieme, raccontano a modo proprio quel punto, in questo caso la sessualità.

Cosa significa liberare la Serpenta

Liberare la Serpenta vuol dire mettere ordine tra ciò che sono i racconti di chi ci ha preceduto e ciò che la nostra anima vuole per noi.

Se ci irretiamo lo facciamo per risonanza. Mentre evolvere significa rimettere le cose al proprio posto, dando ad ognuno il proprio destino e tenendosi il proprio.

Se dovessi tradurti la Serpenta in una frase ti direi che è il potere della figa fine a sé stesso.

Quando sentiamo di essere sotto scacco del concetto di “troppo”, vuol dire che la serpenta freme per essere liberata. E con quel “troppo” intendo troppo:

  • Espansiva
  • Aperta
  • Calda
  • Bollente
  • Creativa
  • Ambiziosa.

Quando in quel “troppo” ci sentiamo soffocare, la Serpenta chiede di uscire, di fare una muta di pelli che non sono più adatte a noi.

Qui interviene il rito che ci aiuta ad andare oltre, superare i vissuti delle nostre ave, non per mancare loro di rispetto, ma per darci la possibilità di creare nuovi racconti, radicandoci a qualcosa di arcaico, antico e potente come la Dea Serpente che ci chiama e ci sostiene.

È questa connessione che risana energeticamente. 

Se sei pronta possiamo andare insieme ad incontrare la Dea Serpente, a fare la muta delle pelli che non ti appartengono più e a portare alla luce ciò che, invece, è sempre stato tuo. Scrivimi e costruiamo il percorso più adatto a te

Disclaimer
Io sono un’operatrice olistica e mi occupo di spiritualità, energia e anima. Il mio lavoro si concentra esclusivamente su questi tre aspetti dell’essere umano.
Nessun servizio o percorso di cui parlo in questo sito sostituisce in alcun modo il lavoro medico sanitario o psicoterapeutico.

Sabina

Nella vita traduco Simboli e Metafore in parole semplici.

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