Email

info@animaeradici.com

Se mi segui da un po’ sai che spesso affronto temi spigolosi, complessi e anche scomodi. Ma ho Urano in prima casa ed è proprio parte di me stravolgere i paradigmi.

Ho chiesto a chi mi segue su Instagram quale tema avrebbe voluto leggere qui e più di una persona mi ha suggerito di parlare di vulve, energie e sessualità ed eccomi qua con qualche riflessione accumulata nel tempo.

Sessualità e creatività

Con sessualità intendo sia l’atto fisico che il principio energetico dal quale è mossa e che è interconnesso a creatività, progettualità e abbondanza nella vita. Sappiamo che possiamo creare una vita attraverso il sesso, ma ci dimentichiamo che anche ogni progetto, idea e intuizione a cui diamo vita nasce grazie alla nostra energia sessuale.

Una nuova ricetta, una nuova poesia, un nuovo ordine nel disporre gli indumenti nell’armadio, un nuovo modo di ricamare hanno tutti la stessa origine.

Ho conosciuto poche donne davvero in pace con questa energia e con il sesso in generale. Arriviamo da una cultura che ne ha distorto i sacri principi di base, riempiendo di tabù, impurità e sporcizia il concetto di sessualità, soprattutto per noi donne.

Non abbiamo una cultura del piacere, un piacere che viene visto ancora come peccaminoso. Se te lo sei perso, ti consiglio di leggere questo mio articolo a proposito.

Perché la sessualità è un tabù? 

Perché la sessualità è un tabù? 

I primi limiti più grandi sono arrivati dalla Chiesa. Leggendo vari testi possiamo ipotizzare che inizialmente erano mossi dal tentativo di limitare le malattie sessualmente trasmissibili, le morti per parto o per aborti clandestini, i bambini abbandonati in strada etc. Nel tempo, però, si sono trasformati in veri e propri tabù limitanti.

Abbiamo tutte avuto a che fare con chiese, messe, oratori, suore, preti, catechismi, santini e cazzi vari (anzi no, quelli no purtroppo). E il loro tipo di educazione pesa ancora come un macigno sulle nostre spalle.
Il sesso, così, porta sempre con sé qualcosa di sporco e indicibile, un peccato e di cui ci si deve vergognare. Anche quando scoprivamo il nostro corpo da bambini venivamo sgridati perché quelle parti del corpo non si devono toccare.

La correlazione con il male è rimasta così forte che persino nei Tarocchi lo si vede associato al Diavolo. Però, se andiamo appena un po’ sotto la superficie, vediamo come questo altro non sia che la parte fisica della materia, non la creatura malefica che ci è stata raccontata.

Il potere sacro del sesso e della yoni: tradizioni antiche e moderne

Eppure, nei tempi antichi il sesso era uno strumento di guarigione fisica e spirituale. Basta pensare al Tantra indiano dove materia e spirito si fondono attraverso la sessualità, oppure ai Curanderos delle Ande che hanno associato al sesso anche processi di guarigione.

In epoche lontane, le sacerdotesse praticavano sesso tantrico in occasione di particolari cerimonie, proprio perché considerato come un gesto sacro. Oggi le donne devote al sacro sono le suore alle quali viene, invece, proibito ogni rapporto sessuale.

In un tempo lontanissimo tutte le culture del mondo avevano un solo credo: la Yoni, cioè la vulva. Tutti i popoli erano coscienti del fatto che siamo nati tutti da una vagina ed è quella la porta verso il sacro che ci connette ad altri mondi.

A saper guardare, però, una traccia di ciò è rimasta anche nell’iconografia cattolica. La classica immagine della Madonna deriva da una vulva, alla quale si ricollega anche la forma della Mandorla Mistica che possiamo ritrovare in alcune opere d’arte sacre.

La sacralità della vulva

La sacralità della vulva

Se nei tempi degli Antichi Greci si narrava che bastava una donna che mostrasse una vulva al mare per placare i nubifragi, in alcune tribù africane ancora oggi viene usata per dei rituali di autodifesa.

Esiste, infatti, una tribù del Camerun che vede la vulva come massima espressione di sacralità. Così, quando una donna viene insultata da un uomo questa chiama le altre donne del villaggio e iniziano ad inseguire il bullo con balli e canti rituali con lo scopo di umiliarlo pubblicamente. Gli mostrano le vulve in modo intimidatorio per fargli comprendere cosa ha offeso. Bussano alla porta della capanna della sua famiglia per ricordargli il disonore. Cessano il tutto solo quando chiede scusa e promette di non rifarlo.

Ora mi chiedo, cara, se in un contesto tribale c’è ancora questa sacralità intorno alla vulva, come mai noi, in Occidente, l’abbiamo completamente persa?

La libertà sessuale delle donne: quando i giudizi negativi arrivano da altre donne

Purtroppo ad oggi ancora non siamo ancora libere di “scopare”, non solo ufficialmente ma neppure dentro di noi. Sappiamo quanto facilmente possiamo essere etichettate come una “puttana” o “troia”, finendo con l’attirare in modo indesiderato quella tipologia di uomini pronta a vantarsi delle proprie prodezze con il resto del branco.

Al di là dell’etimologia delle parole, sappiamo che questi termini sono concentrati dispregiativi nei confronti del femminile. Eppure questi insulti spesso partono per lo più da donne, l’hai notato anche tu?
Ora ti svelo un piccolo segreto. Le donne che definiscono altre donne con questi termini sono in disarmonia con il proprio femminile né con la sessualità. D’altra parte gli uomini che etichettano le donne con queste parole hanno una forza del maschile molto precaria.

Ti parlo io che con la mia Luna in Aquario sono stata generosa per diverso tempo e non sai a quante donne abbia dato fastidio la mia libertà sessuale. Questa brillava come una luce e le accecava. Io gli ho dato il permesso di oscurarla, per timore più che altro. Adesso che vedo tutto chiaramente mi sento più forte e mi rendo conto che i carichi di dolore quando non sono ben gestiti rischiano di ferire il prossimo, come in questo caso.

La libertà sessuale delle donne: quando i giudizi negativi arrivano da altre donne

Il tabù del sesso: una ripetizione intergenerazionale

È molto bello sentire come i carichi genealogici si alleggeriscano a mano a mano e facciano spazio a grandi evoluzioni. Le memorie di tutti i tabù e limiti alla sessualità sono presenti come tracce energetiche del nostro albero genealogico, lo possiamo vedere nell’approccio al sesso delle nostre nonne e madri. Sono tracce che impediscono all’energia di fluire liberamente nel qui e ora.

Ci sono state donne in passato che in seguito al contatto con il sesso e con il maschile hanno poi avuto destini difficili. In questi casi non è raro che la coscienza di quell’albero faccia un racconto proprio della sessualità, in questi casi potrebbero manifestarsi delle disarmonie nei discendenti in termini di approccio nel lato fisico oppure in quello simbolico. Magari una pittrice ad un certo punto fa fatica a dipingere perché sente un blocco energetico nella creatività che, in realtà, è un blocco nella sessualità. A questo punto si rende necessario creare nuovi racconti per riappropriarci dei nostri veri destini e doni.

E tu, sei pronta a farlo?

Sabina

Nella vita traduco Simboli e Metafore in parole semplici.

Articoli consigliati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.