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La settimana scorsa abbiamo letto la fiaba La fanciulla senza mani e abbiamo iniziato a vedere una prima parte della sua interpretazione in chiave costellativa.
Ora continuiamo questo viaggio, ripartendo dal matrimonio (reale e simbolico) della protagonista.

Il risveglio e la trasformazione della Fanciulla senza mani

Il re diede alla fanciulla le mani d’argento.
Qui personalmente vedo un’immagine di maschile sano che attiva nel femminile la sua forza arcaica e più antica. La fanciulla è arrivata qui dopo aver fatto pace con le sue immagini interiori ed è lì che è ricominciato il flusso. Pulire il cortile e lasciare il castello per addentrarsi verso il bosco, ovvero la zona incontaminata di sé, le ha permesso di contattare, pacificare e armonizzare alcune parti di sé così da rompere le catene, spezzare gli incantesimi e andare oltre.

È una guerra che spinge il re a lasciare il regno per andare altrove. Possiamo vedere questo movimento come qualcosa di simbolico che ci ricorda il sonno di Aurora nella Bella Addormentata . La guerra può rappresentare un conflitto personale o genealogico del re che ne segna un’assenza reale o simbolica (magari era presente con il corpo ma lontano con la mente).

La guerra in termini prettamente filosofici ed esclusivamente simbolici racconta delle energie che cercano un nuovo equilibrio. In questo caso può anche trattarsi di uno o più eventi che hanno attivato delle memorie all’interno dell’albero del re.

La lettura simbolica dell’assenza paterna

La lettura simbolica dell’assenza paterna

Il sovrano affida le cure della consorte alla madre e la incarica di fargli avere un messaggio nel caso in cui dovesse avere un bambino. Questo movimento mi risuona come “fallo tu al posto mio”. 

Ci sta che quando abbiamo in carico le cose degli altri finiamo con il non avere forza di sostenere le nostre responsabilità. I lavori costellativi ci permettono, tra le altre cose, di lasciar fluire i pesi altrui per poter occuparci di noi anche nelle fasi di grande cambiamento come l’avvicinarsi della genitorialità.

Nell’albero del re e della fanciulla come sono visti il padre e la madre? perché nella storia del re c’è traccia della madre ma non del padre? E non era forse il padre della fanciulla ad aver innescato il meccanismo con il diavolo?

Quel viaggio simbolico proprio in quel momento può raccontare anche una forma di protezione se, ad esempio, nell’albero sono presenti racconti di padri con carichi emotivi importanti.

Il sonno del messaggero nella fiaba: irretimento e incantesimo sistemico

Quando nacque l’erede il messaggero che aveva il compito di informare il re cadde in un sonno profondo che ancora una volta ci ricorda Aurora. Cosa lo ha irretito? Dobbiamo sempre ricordare che tutti questi meccanismi partono dal nostro secondo livello di coscienza che è sempre mosso da amore. Se nell’albero c’è l’evento “X” che ha creato, ad esempio, l’immagine di maschile o padre Orco, può essere che si attivino dei movimenti protettivi nei confronti del discendente.

Ad esempio una mia cliente era l’unica di quattro fratelli a non aver avuto il cognome del padre. Gli altri tre (tutti maschi) lo avevano tutti. Possiamo certamente osservare la parte del racconto che ci parla di esclusione, vittimismo e ciò che ne consegue, ma se imparassimo ad ampliare gli orizzonti e a comprendere questi meccanismi potremmo ricordare che nel suo albero c’era un elevato numero di antenati maneschi e il non aver quel cognome era anche una forma di protezione da un certo tipo di immagine maschile.

Tornando alla fiaba, il messaggero si addormenta sulle rive del fiume che rappresenta appunto la vita che fluisce. Ed è lì che appare il Diavolo e modificò il messaggio.
Questo è esattamente ciò che accade quando siamo sotto incantesimo, nel senso che stiamo vivendo in base a ciò che ci hanno detto essere verità quando in realtà la nostra essenza direbbe altro.

Il sonno del messaggero nella fiaba: irretimento e incantesimo sistemico

Verità manipolate nella genealogia familiare

Il diavolo mistifica, manipola, mischia le carte e crea confusione, ma nell’albero è anche quella forza oscura che detiene un segreto che spesso vuole essere svelato. 

Il messaggio falsato riporta che il bambino è per metà cane, quindi racconta una deformità che potrebbe portare il sistema familiare ad essere escluso da una rete sociale mettendo a rischio la sopravvivenza dell’intero sistema familiare.

Com’è vista la nascita? La gravidanza? La sessualità in questo sistema?
Sono domande da porsi per comprenderlo.

Il bimbo metà umano e metà cane mi riporta alla mente il mito di Arianna. Sua madre Persifae si accoppiò con un toro a causa di un inganno orchestrato da Zeus. Da qui nacque il minotauro, metà uomo e metà toro. 

La ripetizione dell’irretimento nella Fanciulla senza mani

Vediamo ancora la ripetizione del meccanismo “messaggero che si addormenta e diavolo che cambia il messaggio” fino a giungere alla richiesta più estrema: conservare occhi e lingua della moglie uccisa.

Potrebbe essere che stia svelando una parte della maternità che non viene spesso raccontata? Ovviamente le deduzioni che implicano meccanismi psicologici le lascio agli psicologi o psicoterapeuti, io mi occupo solo della parte simbolica ed energetica.

La madre inviò altri messaggeri e questi caddero nella stessa dinamica: se non comprendiamo un sistema rischiamo di caderci dentro e ripetere ciò che è sempre stato. Sarebbe stato utile qui trovare un rituale per portare a compimento l’azione, ma senza attivare il diavolo.

Come evitare l’attivazione dei diktat familiari: la mia esperienza

Ad esempio, in questo articolo ti racconto come l’aver incontrato i miei fratelli avesse attivato un’ape (simbolo materno) che colpì l’occhio sinistro (connesso alla madre) e poi attivò una congiuntivite nell’occhio destro connesso al padre.

Per evitare che tutti i diktat sistemici legati alle faccende inerenti ai miei fratelli si attivino di nuovo, ora cammino per quelle strade con gli occhiali da sole in modo tale che se li vedo il nostro sistema familiare non registra che li ho visti, quindi non si attivano i diktat e resto libera. Gli occhiali sono l’unico strumento che in costellazione il campo che si attiva legge come ostacolo e non permette il deflusso del lavoro.

Nel caso della fiaba sarebbe stato utile trovare uno strumento di questo genere anziché perpetrare la stessa strada con gli stessi risultati.

La foresta e la taverna: simboli dell’inconscio e del supporto genealogico

La foresta e la taverna: simboli dell’inconscio e del supporto genealogico

Come prova della morte, il re chiese alla madre lingua e occhi della moglie uccisa. C’è qualcosa che non è stato visto e detto in quell’albero?
Potrebbe essere che nell’albero ci sia stato qualche evento che abbia causato una morte, anche accidentale, di una neo madre per mano del consorte e il sistema ne sia in balia?

Nella fiaba venne sacrificata (cioè resa sacra) una daina, animale connesso alla luna e alla Grande Madre, per prenderne occhi e lingua mentre la Fanciulla venne allontanata e messa in sicurezza. 

“Vagò fino alla foresta selvaggia”: ciò parla di tutto ciò che la giovane ancora non aveva esplorato dentro di sé, quella parte di sistema che non era stata afflitta dagli “incantesimi” visti finora. Ed è proprio lì che riapparve la forza delle ave, coloro che avevano già spianato la strada in precedenza.

La taverna è il luogo simbolico dove vivono sia le nostre forze benefiche inesplorate sia quegli antenati che ci hanno voluti qui fin dal profondo del loro cuore.

Io sono qui che ti scrivo questa fiaba tratta da “Donne che corrono con i lupi” e un ramo del mio albero porta cognome Lupo. Parlo di astrologia e l’albero di mia nonna paterna è pieno di Mercurio come nome di battesimo. È, inoltre, il pianeta di dominio della Vergine, mio segno solare, e nel paese di nascita di mio padre sono incisi i glifi dei pianeti sul ciottolato della piazza. Parlo di magia e nell’albero di mio padre un ramo viene da Scanno, un paese d’Abruzzo con forti radici magiche. Quando lo zio di mia madre (colui che mi crebbe) morì, in casa trovai monili di lune, streghe e lunari vari.
Lì si che ho sentito nelle ossa quello che ti sto scrivendo: sono stata amata davvero fino a quel punto.

7 anni, il tempo sacro della guarigione sciamanica

La fanciulla e regina rimase nella taverna sette anni e questo è un numero sacro perché coincide con il tempo necessario al corpo umano per rinnovare le proprie cellule. Ogni sette anni termina un ciclo che rappresenta fasi diverse per la nostra evoluzione.

In questo ciclo di sette anni le sono ricresciute le mani, prima come quelle di una bambina, poi come quelle di una ragazza e infine come quelle di una donna.
Stare in quella taverna con gli avi e con le energie curative le ha permesso di riconnettersi e ricostruire ciò che tempo addietro si era interrotto con il taglio netto del padre mosso dal diavolo.

Ed è alla fine di questo ciclo che il re tornò dalla guerra. Vedi come queste grandi guarigioni richiedono del sacro tempo in solitaria? Non per cattiveria ma perché questo tipo di guarigioni dello spirito richiedono spazio e tempo.

Potrebbe essere che la guerra simbolica fosse un meccanismo condiviso?

Ad inganno svelato e segreto emerso, anche il re si addentrò nel bosco-inconscio alla ricerca di moglie e figlio e anche il suo ciclo durò sette anni. Perse l’aspetto nobile e una forza più grande di lui, quella animalesca e istintiva, lo guidò fino alla locanda dove avvenne il ricongiungimento con il resto della sua famiglia.

Il finale della fiaba e il ripristino dell’armonia sistemica

Non è complesso credere che il re non riconobbe subito la moglie visto che le mani a suo tempo erano d’argento. Forse questo ci ribadisce che quel tipo di guarigione non può essere un uomo a darcela seppur potrebbe essere un abile attivatore e spingerci in quella direzione.

Dopo aver viaggiato e riprogrammato molte immagini, il re, la regina e il figlio tornarono nel loro regno, al loro posto, completamente rinati.
Possiamo concludere dicendo che questa fiaba ci ricorda che la guarigione richiede tempo, ascolto e un passaggio fondamentale nel bosco dell’inconscio.
Se senti di voler leggere simbolicamente la tua storia, il tuo albero, i tuoi “incantesimi di famiglia” e iniziare un processo di liberazione e armonizzazione, scrivimi.

Disclaimer
Io sono un’operatrice olistica e mi occupo di spiritualità, energia e anima. Il mio lavoro si concentra esclusivamente su questi tre aspetti dell’essere umano.
Nessun servizio o percorso di cui parlo in questo sito sostituisce in alcun modo il lavoro medico sanitario o psicoterapeutico.

Sabina

Nella vita traduco Simboli e Metafore in parole semplici.

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