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Come ti ho detto molte volte, il rito è un insieme di gesti e passaggi che creano un codice necessario per comunicare e introiettare informazioni nell’inconscio, la parte più profonda di noi.

Se, ad esempio, pensiamo a un battesimo e alla sua ritualità, comprendiamo che l’atto in sé porta un sistema familiare con imprinting cattolico a riconoscere l’ingresso del nuovo membro.
Vediamo il prete (letto come Dio dall’inconscio), l’acqua che purifica, la fonte battesimale che ricrea l’utero e il senso di rinascita, il susseguirsi di parole e gesti. Tutti elementi che concorrono ad introiettare in quel gruppo l’informazione dell’ingresso di un nuovo membro.
A questo rito fanno, poi, spesso seguito festeggiamenti vari che dipendono dalle tradizioni di ogni regione o famiglia.

L’importanza di personalizzare un rito

Il rito è un qualcosa di antichissimo che ci accompagna sin dagli albori della creazione. 

Si tratta di uno strumento potentissimo e per questo, prima di consigliarne uno, ho necessità di studiare adeguatamente l’albero genealogico della persona coinvolta per diversi motivi.

  1. Se usiamo un elemento (ad esempio, l’ acqua) che in quell’albero è legato ad eventi forti (ad esempio, annegamenti) rischiamo di attivare altre memorie, oppure di non riuscire a portare a termine il rito, quindi fare qualcosa di inutile.
  2. Se non ci siamo viste almeno un paio di volte e non so in che fase della tua vita sei preferisco non esprimermi in merito perché ogni rito è un guanto su misura per te e come tale va cucito prendendo le misure di quel che c’è ora nella tua vita, la storia del tuo albero e i tuoi obiettivi-progetti.
  3. È importante inserire il rito all’interno di un percorso in modo da poterne monitorare gli effetti, quindi avere la possibilità di calibrare o rafforzare il rito con altri elementi.
La simbologia del telaio da ricamo

Quando un rito attiva memorie genealogiche

In questo articolo vorrei, però, focalizzarmi sul rito come strumento per ritornare a sé stessi, utile al fine di scegliere cosa prendere dal nostro albero e cosa lasciare ai legittimi proprietari. In questo modo decidiamo attivamente di portare con noi i talenti, i doni e le risorse e lasciare indietro i pesi che non ci servono.

Se mi segui su Instagram avrai visto anche tu che tra le mie passioni c’è il ricamo. Amo l’arte che si può creare con ago e filo, adoro tenere in mano il telaio e sentire l’ago affondare nella stoffa.

C’è chi lo vede come strumento di rilassamento ma io, personalmente, per mesi ho avvertito un’altra sensazione. 

Nonostante ricamassi in momenti tranquilli, dopo pochi minuti iniziavo ad avvertire una sensazione di rabbia, nervosismo e tachicardia e sentivo il viso diventare caldo. Tutto ciò era in antitesi con i miei intenti e con la mia visione del ricamo. 

L’eredità emotiva dei nostri antenati

Allora ho dovuto fare un passo indietro e rendermi conto di tutto il contesto profondo presente in quel dono:

  1. Da dove veniva quel talento?
  2. Chi ricamava prima di me?
  3. Che storia di vita hanno avuto queste donne?
  4. E che destini?

Ci sono molte “maghe della maglia” nel mio albero, ma di ricamatrici ad ago-filo-telaio ho la certezza solo di mia nonna materna con la quale sono cresciuta.

Dietro mia nonna c’è un segreto di famiglia abbastanza forte da rivelarti qui su questo blog. Ma è psicomagico per me farlo, così come può essere utile per te leggerlo. Quando era piccola aveva subito abusi.

La rabbia che sentivo durante il ricamo era la sua, frutto di un ricordo antico

Era nata nel 1921, credi che ci fossero strumenti di elaborazione per traumi del genere? 

A quante donne succedeva in quegli anni? Crediamo davvero che fossero tutelate adeguatamente?

Penso che sia stata la durezza dei loro destini ad aver dato a noi la possibilità di maggiori tutele e la diffusione di una cultura diversa. 

L'eredità emotiva dei nostri antenati

Accogliere consapevolmente i doni degli antenati 

Il rito del ricamo ha riattivato sì quella rabbia ma mi ha permesso anche di fare una scelta. 

Cosa voglio portare nel mondo?

  1. La capacità di tessere i fili della vita.
  2. Il potere di raccontare la guarigione attraverso il filo.
  3. La condivisione di questo talento.

Cosa lascio a mia nonna?

  1. La rabbia.
  2. L’idea che là fuori ci sia un mostro pronto a colpire.
  3. Tutto ciò che non mi riguarda e resta al legittimo proprietario.

La simbologia del telaio da ricamo

Ora pensiamo un attimo al telaio da ricamo: è un cerchio tradizionalmente di legno o bambù. 

È rotondo e ricorda sia il tamburo sciamanico che l’ovulazione, quindi anche la luna piena.
È la connessione con qualcosa di molto antico. Lo contraddistingue una particolarità: una parte di telaio non è chiusa perché serve ad incastrare la stoffa. Restando aperto, racconta di un ciclo che si può spezzare e un nuovo racconto che si può portare nel mondo.

E tu, conosci davvero tutti i tuoi talenti? Per aiutarli a riconoscerli ed accoglierli, ti invito nel mio percorso gratuito “Raccogliendo talenti”. Ti aspetto!

Sabina

Nella vita traduco Simboli e Metafore in parole semplici.

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