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Se mi segui da un po’ sai che la ciclicità femminile rappresenta una parte importante dei miei studi.
Se, invece, sei arrivata qui per la prima volta, ti consiglio di leggere questo mio articolo riguardante le mestruazioni e il loro significato simbolico ed esoterico

Mestruazioni e femminilità ancestrale   

Io lo trovo un argomento sempre ricco di spunti interessanti perché attraverso il mestruo noi donne raccontiamo anche il modo in cui il nostro albero genealogico ha letto il femminile. Rappresenta, inoltre, un modo potente di portare alla luce quella parte più profonda e irrazionale di noi che altrimenti farebbe fatica ad uscire in una società dominata dalla logica mentale.

Mi riferisco, ad esempio, a quella voglia di stare nude in un bosco illuminate dalla luce della luna piena, a quell’istinto di buttare fuori le nostre emozioni a gran voce quasi fino a ululare, alla fame di qualcosa di atavico come la carne cruda o al richiamo fortissimo verso la sessualità. Tutti istinti che possiamo sentire nella fase mestruale (anche se la nostra parte razionale fa di tutto per nasconderli).

In modo apparentemente opposto possiamo provare spossatezza, stanchezza o bisogno di ritirarci e rallentare i ritmi o, invece, sperimentare uno stato di iperattività.

Tutto dipende da chi siamo state nel mese precedente e da come abbiamo agito a ciò che la vita ci ha messo di fronte. Dobbiamo ricordare, infatti, che il mestruo è un portale tra il vecchio e il nuovo. 

Il vuoto interiore e la ciclicità femminile

Tutti gli studi sciamanici che ho letto finora sono concordi nel vedere nel mestruo uno stato alterato di coscienza. Ci priva della lucidità mentale ed emotiva di prendere decisioni importanti ma ci riconnette ai mondi più sottili, donandoci intuizioni, sogni e nuove immagini che poi richiedono il tempo di essere portate nella materia.

Qui vale il proverbio “impara l’arte e mettila da parte”, inteso come “accogli e scrivi l’intuizione, ma aspetta ad agirla perché magari dopo qualche giorno questa potrebbe cambiare forma repentinamente e non sembrare più così brillante come la si credeva poco prima”.

È una fase di reset che ci aiuta a contattare lo “zero”, quel senso di pulizia energetica che ci riporta al vuoto interiore. Ed è questo l’aspetto che vorrei approfondire oggi.

Il vuoto interiore e la ciclicità femminile

Il significato del vuoto energetico: un contatto con l’anima

Sono anni che il cielo astrologico ci spinge ad entrare in contatto con il nostro vuoto interiore, imparando a starci dentro e non rifuggirlo. Il vuoto può fare paura al nostro ego perché lui vuole certezze mentre nel vuoto non ce ne sono ed è qui che nasce la paura di dissolversi.
Il vuoto dà spesso quella sensazione di pochezza e di fine che tanto ci spaventa perché la nostra società consumista ci ha insegnato a colmare i vuoti con qualcosa di pratico e materiale.

Eppure si tratta solo di un’illusione: il vuoto non è mai veramente tale. Lì ci sono la nostra essenza, le nostre risorse ed è lo spazio dell’anima, dove i condizionamenti sociali e familiari non hanno alcun potere.

Noi, però, siamo abituati ad un “pieno” fatto di pensieri costanti, stimoli continui provenienti dai social media e da varie forme di informazione, tutte attività che risucchiano la nostra energia.

Questo “pieno” ci porta via dall’essenziale e diventa sempre più complesso comprendere quale sia la voce della nostra donna selvaggia, come la definisce Clarissa Pinkola Estes.

Il vuoto, invece, ci connette con le nostre parti più profonde e contattarlo ci aiuta ad abitare quegli spazi di noi che ancora non conosciamo. Il vuoto che sentiamo è lo spazio dell’essere, dove sembra che non ci sia niente e in realtà c’è tutto. È lo spazio sacro per piantare nuovi semi, per lasciare che sia e per essere così come si è.

Io l’ho sentito nell’ultimo mese, per questo mi sono un po’ ritirata. Ho avvertito il bisogno di stare “dentro”, così ho rispettato il mio corpo e ho limitato i contatti con il mondo.

Cosa fare quando il vuoto interiore si manifesta?

  • Respira!

L’unico modo funzionale che abbiamo per riempire questo vuoto è con il respiro.
Quindi, chiudi gli occhi e respira immaginando di respirare luce. Questo dona al cervello un’immagine capace di attenuare le sue paure. Lascia che il respiro pervada tutto il tuo corpo e tutto il vuoto che senti, prendi tutto il tempo che ti serve, è un momento sacro.

  • Resta!

Rimani lì, guarda e osserva il vuoto. Cosa senti? Cosa ti suggerisce? Cosa ti fa paura?
Ricorda che l’idea di dissoluzione e fine non è reale. Non finisci tu, ma forse lasci andare qualcosa che ormai non serve più.

  • Rispetta!

Non forzare i tuoi tempi, le tue fasi, i tuoi momenti e tutto ciò che senti arrivare da quel vuoto. Ogni emozione è sacra, così come ogni pensiero che si sveglia di fronte al vuoto. Non giudicarlo, osservalo come se stessi guardando un film.

Quando stiamo mestruando siamo in una fase in cui l’energia del lupo, del travaglio e della loba sono molto più vivide dentro di noi e il vuoto ci aiuta a lasciare andare ciò che non ci serve più e ci prepara ad abbracciare ciò che verrà.

Per accogliere a pieno i doni del vuoto un potente alleato è la meditazione, in particolar modo una meditazione personalizzata. Scrivimi, raccontami di te, cosa senti di voler lasciare andare ed io ti preparerò una meditazione su misura!

Disclaimer
Io sono un’operatrice olistica e mi occupo di spiritualità, energia e anima. Il mio lavoro si concentra esclusivamente su questi tre aspetti dell’essere umano.
Nessun servizio o percorso di cui parlo in questo sito sostituisce in alcun modo il lavoro medico sanitario o psicoterapeutico.

Sabina

Nella vita traduco Simboli e Metafore in parole semplici.

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