Non sono amante dei romanzi. Un po’ perché mia madre è laureata in lettere e tutti si aspettavano che amassi anche io la materia, inoltre i miei bisnonni insegnavano italiano e io ho la Luna in Acquario che tende sempre a ribellarsi alle “regole” sistemiche. Un po’ perché prediligo saggi e altri generi.
Eppure posso dire che uno dei pochi romanzi che sono riuscita a iniziare e finire è proprio Cime Tempestose.
L’ho amato perché mi ha riportato in Inghilterra, terra che sento mia, anche dopo averla lasciata ormai da anni. E, poi, si tratta di una storia che porta con sé un racconto molto sistemico.
Per ragioni di spazi e fruibilità non ti riporterò qui la trama nella sua interezza ma ridurrò tutto all’essenziale.
La trama di Cime Tempestose in breve
Cime Tempestose è ambientato tra le brughiere dello Yorkshire e parla della famiglia Earnshaw che vive in una casa chiamata Wuthering Heights.
Ci sono tre fratelli: Hindley, Heathcliff e Catherine. Heathcliff muore a pochi anni di vita. Tempo dopo, il signor Earnshaw va a Liverpool per lavoro, trova un orfano dalla carnagione scura, abbandonato per strada. Lo adotta e lo chiama Heathcliff, colui che poi diventerà “l’ombra” del racconto.
L’intento di questa adozione è colmare un vuoto e lenire tensioni familiari, ma il risultato è che questo bambino viene letto come un corpo estraneo all’interno del sistema e le disarmonie aumentano.
Inizialmente Heathcliff viene bullizzato sia da Hindley che da Catherine. Con il tempo, però, tra lui e la ragazza si crea un legame morboso che per anni viene tristemente narrato come amoroso. Ma quel livello di ossessione, male reciproco, colpi bassi, giochi di potere e manipolazioni è tutt’altro che amore.
Siamo nell’800, i dogmi sociali e le convenzioni sono leggi indiscusse che agiscono in ogni ambito della vita, anche nei matrimoni.
Catherine riceve una proposta di matrimonio da Edgar Linton che vive a Thrushcross Grange, casa elegante, luminosa e raffinata, in totale contrapposizione con Wuthering Heights che è cupa e selvaggia.
Qui vediamo il contrasto tra le due diversità sociali. Heathcliff rappresenta la morbosità e l’ombra, oltre che una classe sociale inferiore. Edgar Linton è un nobile che potrebbe darle una vita e un’immagine sociale migliore.
La scena cruciale dove tutto cambia è ambientata in cucina mentre Catherine sta parlando con la governante, Nelly Dean. Dice di aver accettato la proposta di matrimonio di Edgar, ma confessa di amare Heathcliff profondamente (“Io sono Heathcliff”). Aggiunge, poi, la frase fatale: “Mi degraderebbe sposare Heathcliff ora. Così lui non saprà mai quanto lo amo.”
Heathcliff è lì vicino, nell’ombra. Ascolta la prima parte della frase (quella dove lei dice che sposarlo sarebbe “degradante” perché lui è povero e senza istruzione), ma scappa via prima di sentire Catherine dire che lo ama più della sua stessa anima.
Lui scompare nel buio di una tempesta e sparisce per tre anni. Quando torna, è diventato un uomo ricco, colto e spietato, pronto a distruggere chiunque lo abbia umiliato.
Nel frattempo, Catherine ha sposato Linton, pur amando Heathcliff. Al suo ritorno Catherine è incinta del secondo figlio e la tensione tra lei, il marito ed Heathcliff è talmente insostenibile che si ammala di esaurimento nervoso e partorisce la figlia, Cathy con due mesi di anticipo. Morirà, poi, poco dopo il parto.
La scena è straziante e Heathcliff maledice il suo fantasma, chiedendole di perseguitarlo per sempre, perché non può vivere senza la sua anima.
Hindley (il fratello di Catherine) muore poco dopo, distrutto dall’alcol e dai debiti. Heathcliff diventa legalmente il padrone di Wuthering Heights e tratta Hareton (il figlio di Hindley) come un servo, per vendicarsi di come lui stesso era stato trattato da ragazzo.
Heathcliff ha, poi, un figlio dalla sorella di Edgar e lo chiama Linton Heathcliff. Con l’inganno e la forza, rapisce la giovane Cathy (la figlia di Catherine ed Edgar) e la costringe a sposare suo figlio Linton, così da mettere le mani anche su Thrushcross Grange.
Alla fine, Edgar Linton muore, così come il giovane ma malato Linton Heathcliff.
Heathcliff rimane solo, padrone di tutto, ma ossessionato dal fantasma di Catherine.
Ad un certo punto smette di mangiare e di dormire, vaga per la brughiera parlando da solo. E alla fine viene trovato morto nel letto di Catherine, con la finestra aperta.
Il libro si chiude, però, con una nota di speranza: la giovane Cathy e Hareton si innamorano e decidono di sposarsi, aprendo le porte a nuovi racconti. O almeno così dicono.

Heathcliff e Catherine: amore o dipendenza affettiva?
Prima di andare ad osservare questo romanzo in chiave costellativa, farei ordine sul concetto di amore e disfunzione che porta con sé.
Non è passato molto tempo da quando ho sentito una ragazza dire “vorrei un amore come quello di Catherine e Heathcliff’”.
Quindi, ahimé, tutt’oggi continua a esistere l’idea che una dinamica come la loro racconti l’amore.
Eppure non c’è niente di più erroneo. E non sono io a dirlo, bensì psicoterapeuti specializzati in schemi di dipendenza affettiva e codipendenza.
A tal proposito ti consiglio di leggere “Donne che amano troppo” di Robin Norwood.
Quindi, per favore, mettiamo da parte ogni concetto di matrimonio che risana e speranze che due cugini che si sposino possano spezzare cicli di odio sistemici. Il matrimonio non ha questo potere e le relazioni non hanno questa funzione.
Costellazioni familiari e lutti non elaborati
Partiamo dall’ analizzare il sistema familiare degli Earnshaw: ci sono 3 figli, di cui uno muore piccolo. Che strumenti c’erano nelle brugherie inglesi del 1800 per elaborare un lutto così grande?
Nessuno.
Quindi, ognuno cercava di andare avanti come poteva e Mr. Earnshaw lo fa adottando un orfanello di Liverpool. Ma qui, ingenuamente, non si tiene conto di un punto: nessuno sa niente della storia di quel bambino. Lo ipotizzano nomade a causa della sua carnagione scura, ma non è abbastanza grande da dare informazioni certe. Quindi, c’è un bambino con delle evidenti dinamiche di abbandono, che porta con sé una grande dose di sofferenza.
La sua storia, la sua famiglia biologica e tutto ciò che lui porta con sé, vengono visti, rispettati e integrati?
No. A lui viene dato il nome di uno dei bambini morti e in qualche modo gli viene chiesto di prenderne il posto e rappresentarlo.
Il bambino sostitutivo nelle dinamiche familiari
Leggendo l’ingresso di Heathcliff in casa Earnshaw ho sempre avuto un’immagine chiara davanti agli occhi: un bambino morto “appiccicato” su un bambino vivo, come se fosse una maschera.
Proviamo a prendere questa immagine per vera. Quale sarebbe la reazione del bambino vivo? Per logica, direi, scrollarsi di dosso il peso morto. Quindi inquietudine e irrequietezza potrebbero essere più palesi di quelle che si vorrebbero.
Un bambino viene al mondo per vivere, quando gli viene appiccicata addosso un’energia mortifera inevitabilmente ci va in conflitto.
Heathcliff adottivo è come se fosse caduto in un buco nero. Ma non è colpa del signor Earnshaw. Nel sistema biologico di Heathcliff ci sono dei movimenti e meccanismi di esclusione sistemica simili a quelli degli Earnshaw. Questo incontro è stato un incontro tra due alberi che portano con sé lo stesso racconto.
Heathcliff ne rappresenta l’ombra poiché irretito con quel buco nero.
Ma cosa c’è lì di così viscerale che innesca quel forte legame con Catherine?
Devi sapere che i fratelli, di sangue o adottivi, manifestano racconti genealogici.
Il bullismo di Hindley con colui che ha sostituito il fratello morto a me ha sempre raccontato la paura sistemica di un’invasione di territorio. Stiamo parlando di un bambino straniero che viene integrato in una famiglia inglese e, a mio avviso, Hindley ha proprio raccontato questa paura. E non è un caso che la vendetta di Heathcliff parli proprio della conquista di tutte le loro terre.
Ma Catherine?

La Sindrome Gemellare e i legami fusionali
Quella mancanza assoluta di confine, quella morbosità, quell’inglobarsi l’un l’altro emerge spesso nelle costellazioni sugli aborti. Quando le energie di questi lutti entrano in campo in termini sistemici mi è capitato molto spesso di sentire sia i rappresentanti che coloro che venivano costellati dire ‘sono molto attratta da lui’, ‘mi chiama a livello viscerale questa presenza’ ,‘ me lo mangerei’, ‘ mi sento ipnotizzata e in balia di questa energia’.
Elaborare durante il rito e rilasciare queste energie permette di sciogliere questi meccanismi a un livello molto profondo.
Ma conoscendo alcune dinamiche, io farei un altro passo indietro: sai cosa mi chiama profondamente quando leggo di questo legame tra fratelli, seppur adottivi? Quella che viene chiamata Sindrome Gemellare.
Molte gravidanze iniziano come gemellari per poi terminare in singole. Quando il feto rimane solo in utero, senza il gemello, il suo corpo e il suo cervello registra il decesso e immagazzina quello che possiamo definire un ‘kit di salvataggio’ che in utero salva la vita, fuori dall’utero spesso la complica.
Quando uno dei feti muore in utero, parliamo di un corpo morto che entra in decomposizione e che altera il sapore e la consistenza del liquido amniotico. Parliamo di un piccolo cadavere che si sfalda e non è rado che alcuni pezzi vengano assorbiti dalla placenta o inghiottiti dal fratello che resta.
Quella morbosità per me ha anche origine qui. Nella ricerca del gemello scomparso in fratelli, partner o altre figure. L’assenza del gemello può spingere alla fusionalità con altre persone. “Io e te siamo uno, da solo sono mezzo” è la frase chiave per descrivere una dinamica gemellare.
Incesto simbolico e gerarchie infrante
Un’altra cosa che colpisce di questo racconto è il groviglio di storie che si sovrappongono tra loro. In alcuni punti diventa un vero labirinto di nomi e dinamiche che genera confusione.
In realtà quel caos è sistemico e racconta ordini infranti. Quando in un albero non si capisce chi è chi e chi fa cosa vuol dire che le gerarchie non sono rispettate. Questa confusione la vediamo in modo evidente nel rapporto tra Catherine e Heathcliff che sono fratelli adottivi ma che spostano il rapporto su un piano relazionale. Creano, così, un incesto simbolico che vediamo proseguire nei matrimoni contratti dalla figlia di Catherine.
Mi riferisco al matrimonio tra Cathy (figlia di Catherine ed Edgard) e Linton Heathcliff (figlio di Heathcliff e della sorella di Edgard) e, dopo la morte di Linton, all’unione tra Cathy e Hareton (figlio del fratello di Catherine).
Ti ricordo che stiamo osservando un romanzo e anche se parliamo di dinamiche crude e articolate come gli incesti, qui ne andiamo a guardare solo la simbologia: una cugina che smette di essere cugina e diventa moglie per due volte. Questa confusione di ruoli parla di grosse gerarchie infrante.
E, per concludere, posso dire che è proprio questo che fanno certi racconti: ci mostrano simbolicamente ciò che negli alberi genealogici, nelle relazioni e nella vita quotidiana continua a muoversi sotto la superficie.
Nella mia newsletter condivido spesso riflessioni nate proprio così: da libri, simboli, conversazioni, frammenti di quotidiano che, osservati da una prospettiva sistemica, raccontano molto più di quanto sembri.
Se senti che questo tipo di lettura risuona anche dentro di te, allora ti aspetto in Anahata.
Disclaimer
Io sono un’operatrice olistica e mi occupo di spiritualità, energia e anima. Il mio lavoro si concentra esclusivamente su questi tre aspetti dell’essere umano.
Nessun servizio o percorso di cui parlo in questo sito sostituisce in alcun modo il lavoro medico sanitario o psicoterapeutico.
