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In questi episodi ritroviamo Ada, Leyla, Sevgi e Deniz mentre si confrontano con ciò che per anni è rimasto sepolto. 

È proprio questo il movimento che vedo accadere spesso anche durante le sessioni di lavoro: quando il sistema è pronto, il non detto emerge, non per distruggere, ma per creare finalmente lo spazio necessario a una nuova vita.

Il significato del trauma in Another Self Netflix

Il terzo episodio si apre con una frase che mi è piaciuta moltissimo:
La parola trauma è di origine greca e significa ferita. Una ferita fisica e mentale provocata da un avvenimento. E secondo voi qual è l’esatto contrario della parola trauma? Guarire per immaginarsi liberi dal dolore e da un fardello portato dietro per anni e decidere di ricongiungersi alla vita”.

A questo punto un flashback ci porta in spiaggia a Barcellona con Ada, Sevgi e Leyla.
Ada comunica a Sevgi le buone notizie sui risultati delle cure che sta facendo e quest’ultima confessa che, se dovesse guarire, vorrebbe adottare un bambino.
Intanto un ragazzo si avvicina a Leyla e lei inizia a riflettere sulla sua scelta di aver sposato Erden così giovane, senza essersi concessa il tempo di sperimentarsi un po’.

Credo che questo dettaglio racconti già molto della crisi che la coppia sta attraversando e sono convinta che il suo significato emergerà ancora meglio nei prossimi episodi.

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Il ricongiungimento con Deniz e le aspettative sistemiche

Nel presente Sevgi e Leyla sono a casa di Ada per conoscere Deniz, la sorella appena ritrovata. A tal proposito Ada confessa di aver sperato di ritrovare nella sorella qualcosa del padre, qualcosa di familiare, ma la sensazione che prova è molto diversa: Deniz le appare ancora una sconosciuta.

Allora mi son chiesta: come sarà stato per Deniz vivere con un padre che parlava spesso dell’altra figlia, di una sorella che non conosceva? Magari è andata in competizione? O non si è sentita vista?

Durante il pranzo Leyla ascolta il messaggio vocale che Ada le aveva lasciato mentre aspettava Deniz alla stazione, dove confessava di essere in crisi e di dubitare perfino della scelta di aver cercato quella sorella. Leyla, allora, la accusa di essere andata all’appuntamento con Özgür per scappare da ciò che l’incontro con la sorella le stava mettendo di fronte.

Deniz ascolta tutto e Leyla, non sapendo come giustificarsi, esplode dicendo che venderà il ristorante e tornerà a Istanbul.

Per cercare di recuperare il rapporto, Ada propone alla sorella un pomeriggio in spiaggia. Successivamente, però, si ricorda di avere un appuntamento con un agente immobiliare e lascia la sorella a casa da sola. Deniz si ubriaca e distrugge tutte le lettere del padre conservate da Ada. Vediamo anche Erden bussare alla porta mentre cerca Leyla, ma la serie lascia volutamente in sospeso ciò che accade tra lui e Deniz.

La bambola come simbolo della cura di sé

Intanto Muko è rientrata dal viaggio e ha accolto il consuocero, il padre di Fiko, che sembrava scomparso. Durante una discussione Fiko urla tutto ciò che aveva represso nei confronti del padre, il quale si sente male. A questa scena assiste, però, l’assistente sociale incaricata della pratica di adozione.

Vediamo, poi, che Leyla, continua ad avvicinarsi sempre di più allo chef greco e scopre che i suoi bisnonni avevano vissuto proprio nel ristorante che oggi lei gestisce. Lui non è arrivato lì per caso: è tornato sull’isola per riconnettersi alle proprie radici.

Nel frattempo Ada aiuta Özgür con il trasloco e i due scoprono di avere molte similitudini tra di loro.
Questo è un incontro sistemico. L’affinità che sentono è dettata dal fatto che hanno sistemi familiari simili alle spalle.

Ada conosce Özgür in aereo grazie a una bambola. Lui racconta che gliel’ha regalata la nipote. Durante il trasloco scopriamo che quella bambola era stata cucita a mano dalla madre. Se ci pensiamo, nel secondo episodio abbiamo visto Ada bambina che giocava a fare il medico proprio con una bambola.

La bambola, dal punto di vista simbolico, racconta la cura di sé, te ne ho parlato qui. È colei che guidava Vassilissa dalla Baba Yaga, mossa dalla benedizione della madre. Ma è anche il primo essere di cui ci prendiamo cura durante l’infanzia, diventando inconsapevolmente lo specchio del rapporto che costruiamo con noi stessi.

Non mi sorprende, quindi, che Ada decida di prendere in affitto proprio la casa di Özgür per aprire la sua clinica.
Proprio mentre i due si baciano, però, Ada riceve una telefonata dalla polizia: Deniz è stata arrestata.

La memoria del corpo e la psicosomatica

Nel quarto episodio assistiamo ad un flashback estremamente interessante. Una bambina osserva incantata un cavallo. Un uomo le si avvicina e le propone di andare a vedere un cavallo bianco nelle scuderie. La bambina lo segue ma accade qualcosa di grave.

Nel presente ritroviamo la figlia di Leyla tormentata da incubi notturni. Per calmarsi, chiede alla madre di leggerle un libro sui cavalli e di portarla presto in un maneggio.
E non è un caso che lo chef vive in un maneggio e invita Leyla e i suoi bambini ad andare a trovarlo. 

Appena la donna entra nella scuderia ha un attacco di panico e sviene. Pochi giorni dopo, chiede alla sua amica medico di controllarle il forte prurito che sente sulla schiena. Inizialmente anche Ada crede possa trattarsi di allergia, ma quando scopre l’evento accaduto al maneggio, comprende la matrice psicosomatica e le propone una sessione mirata.

So bene che si tratta di una serie televisiva ma ci tengo a sottolineare che un facilitatore serio non lavora con amici così stretti per una questione di setting, deontologia e rispetto dei ruoli.

Guarire il bambino interiore e diventare il genitore di sé stessi

Diventare madre di sé nelle Costellazioni Familiari  

Riguardo allo svenimento, Ada le dice che a volte quando proviamo emozioni molto intense, come paura o ansia, la mente può allontanarle fino a farcele dimenticare. Il corpo, invece, continua a conservarne la memoria. Quando qualcosa richiama quell’esperienza (es: un luogo, un odore, un suono) il sistema nervoso si riattiva e il corpo reagisce.

Durante la sessione emerge che Leyla da piccola amava i cavalli ma a un certo punto ha iniziato ad averne paura. Pian piano torna con la mente all’infanzia e quei scopriamo che la bambina del maneggio era lei. Quel giorno aveva marinato la scuola di nascosto e, senza dire niente a nessuno, era andata dai cavalli. 

Ada la invita ad osservare la piccola Leyla nella scuderia e comprenderne gli stati emotivi. Emergono il senso di colpa per non aver detto al padre dove fosse e l’impotenza di non poter dire niente a nessuno di quel che era accaduto per lo stesso motivo.

Cosa può servire alla piccola Leyla per sentirsi meglio? Emerge forte il bisogno di protezione. Allora Ada guida la connessione tra Leyla adulta e Leyla bambina per rassicurarla, per aiutarla a diventare madre di sé e liberare i genitori dalle colpe. In questo modo potrà finalmente essere presente a sé stessa in modo integro. Si tratta di un passaggio sacro, esattamente come abbiamo già visto con Ada. 

Guarire il bambino interiore e diventare il genitore di sé stessi

Sono due le frasi chiave che mi hanno colpita in questo episodio.
La prima è “Dare colpa ai genitori per ferite di infanzia non ci permette di guarire, anzi ce lo impedisce”. 

L’altra è “I bambini non possono proteggersi da soli, hanno bisogno degli adulti ma a volte gli adulti sono troppo presi dai loro problemi da non vedere cosa accade sotto ai loro occhi.

Intanto Ada, Özgür e Sevgi vanno in centrale di polizia a recuperare Deniz che è stata scoperta su un pullman in possesso di droga.

Ada ammette di averla cercata perché ormai non le è rimasto più nessuno della sua famiglia e sperava di costruire un legame almeno con lei.
Comprendo profondamente questo movimento ma non è un po’ troppo carico di aspettative e proiezioni per una sorella? È davvero compito di una sorella minore colmare i vuoti nella vita di quella maggiore? Decisamente no. E questa è una forma di disordine che andrebbe osservata.

I benefici di liberare le cose non dette

Al rientro a casa, Ada la trova a soqquadro e ciò scatena uno scontro con Deniz che diventa l’occasione per liberare finalmente il non detto. Deniz ammette con rabbia di aver sempre detestato Ada perché il padre usava i buoni risultati della sorella per motivarla ogni volta che sbagliava. Sotto quella rabbia c’era, quindi, la sofferenza di non essere vista e di sentirsi inferiore.

Dopo aver sfogato la rabbia, le due sorelle iniziano a parlare a cuore aperto e trovano punti in comune. D’altronde liberare il non detto crea sempre lo spazio per nuovi racconti.

Ada decide, quindi, di ospitare Deniz che è rimasta senza lavoro e senza soldi, a patto che smetta di fare uso di droghe.

Ada, infine, visita il padre di Fiko e comprende che, oltre alla malattia fisica, esiste una radice psicosomatica nel suo malore: una tristezza forte ma taciuta che continua ad abitare il corpo.

Leyla intanto decide di non vendere la taverna e assume Deniz come cameriera.
La richiesta di adozione per Sevgi e Fiko viene sospesa e vediamo Ada andare da Özgür ed Erden incontrare Deniz.

Quello che questa serie continua a ricordarci è che nessuna ferita nasce per essere una condanna. Ogni dolore custodisce anche la possibilità di un movimento nuovo, purché venga guardato nel modo giusto. Le Costellazioni Familiari ci insegnano proprio questo: quando ritroviamo il nostro posto, lasciamo andare ciò che non ci appartiene e la vita torna lentamente a fluire.

Se, leggendo queste righe, hai sentito risuonare qualcosa dentro di te, forse è il momento di guardare il tuo albero genealogico e comprendere quali dinamiche stanno ancora chiedendo di essere viste. E il primo passo che puoi fare è prenotare una chiamata conoscitiva in Amaranta, il mio Salottino Digitale gratuito, per conoscere meglio Costellando, il mio percorso di Costellazioni Familiari.

E se anche tu stai seguendo Another Self, non perderti i prossimi articoli: continueremo ad analizzare episodio dopo episodio tutti i movimenti sistemici, i simboli e le riflessioni che questa serie porta con sé.

Disclaimer
Io sono un’operatrice olistica e mi occupo di spiritualità, energia e anima. Il mio lavoro si concentra esclusivamente su questi tre aspetti dell’essere umano.
Nessun servizio o percorso di cui parlo in questo sito sostituisce in alcun modo il lavoro medico sanitario o psicoterapeutico.

Sabina

Nella vita traduco Simboli e Metafore in parole semplici.

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