Oggi torniamo nel mondo delle fiabe e, in onore della stagione dei Pesci appena iniziata, ho pensato di raccontarti le metafore e i simboli racchiusi nella Sirenetta. Secondo me si tratta di una fiaba perfetta per portarti negli abissi più profondi dell’animo umano rappresentati dal mare e dagli oceani.
Non credo sia complesso ricordare Ariel, la Sirenetta, accompagnata dal Granchio Sebastian e dal Pesce Flounder. Ma qui vorrei abbandonare il mondo Disney e parlarti della versione originale scritta da Hans Christian Andersen. Una storia molto meno romantica e più complessa di quella a cui, forse, siamo abituati.
Se ricordi la trama puoi cliccare qui e andare direttamente alla traduzione costellativa, altrimenti te la riassumo io in base a una versione che ho trovato online e che ti riporto.
Trama originale della Sirenetta di Andersen
La Sirenetta, figlia del Re del Mare, è la più giovane di sei sorelle. Vive con loro e la nonna nel profondo palazzo sottomarino. A differenza delle sorelle, è la più quieta e sognatrice, profondamente affascinata dal mondo in superficie.
Quando compiono quindici anni, alle sirene viene concesso di nuotare in superficie per la prima volta. Quando tocca a lei, la Sirenetta emerge e assiste a una grande festa su una nave. Vede un bellissimo principe (il cui nome non viene mai specificato) e se ne innamora immediatamente. Poco dopo, giunge una terribile tempesta, la nave affonda, e la Sirenetta salva il principe dall’annegamento. Lo porta su una spiaggia vicina ad un convento e lo lascia lì, svenuto. Una giovane donna del convento trova il principe e questo, non avendo mai visto la Sirenetta, crede che sia stata la donna a salvarlo.
Intanto l’amore della protagonista per il principe diventa una profonda ossessione. La Sirenetta, infatti, scopre dalla nonna che gli umani hanno un’anima immortale che ascende al cielo dopo la morte, mentre le sirene, pur vivendo fino a 300 anni, si dissolvono in schiuma di mare e cessano di esistere. L’unico modo per ottenere un’anima immortale è sposare un umano che la ami più di chiunque altro e le dia parte della sua anima.
Guidata dal disperato desiderio di ottenere l’amore del principe e un’anima, la Sirenetta nuota verso la pericolosa dimora della Strega del Mare.
La Strega del Mare accetta di trasformare la sua coda di pesce in gambe umane in cambio del suo bene più prezioso: la sua voce. La Sirenetta dovrà, quindi, bere una pozione che la renderà muta per sempre, ma le darà le gambe.
La Strega la avverte che camminare sarà come essere costantemente calpestata da spade affilate e che dovrà sopportare un dolore lancinante ad ogni passo.
C’è, poi, un’altra condizione. La Sirenetta ha un anno di tempo per raggiungere il suo obiettivo. Se nel frattempo il principe dovesse sposare un’altra donna, all’alba del giorno successivo alle nozze la Sirenetta morirebbe di cuore spezzato e si dissolverebbe in schiuma di mare.
La Sirenetta, però, non si lascia spaventare, beve la pozione, sente il dolore lancinante della trasformazione e sviene sulla spiaggia del principe. Quando si sveglia, il principe la trova. Colpito dalla sua bellezza e dalla sua grazia (nonostante sia muta), le permette di rimanere al palazzo, dove lei diventa la sua compagnia più cara. Ballare è una tortura per lei a causa del dolore, ma la sua grazia le fa guadagnare l’ammirazione di tutta la corte.
Il principe si affeziona moltissimo alla Sirenetta, ma la considera una cara amica o una “bambina”, non la sua sposa. Egli, inoltre, le dice che può sposare solo la donna che crede lo abbia salvato, ovvero la giovane del convento.
Quando il principe viene inviato in un regno vicino, egli scopre che la principessa di quel regno non è altro che la giovane donna del convento (la stessa che lo aveva trovato sulla spiaggia). Il principe, allora, la sposa immediatamente, convinto di aver trovato la sua vera salvatrice.
La Sirenetta partecipa alle nozze sulla nave e quella notte, mentre tutti dormono, il suo cuore si spezza.
All’alba, prima che lei si dissolva, le sue sorelle emergono dalle onde, disperate. Hanno fatto un ultimo patto con la Strega del Mare: hanno scambiato i loro lunghi capelli con un pugnale magico.
Offrono il pugnale alla Sirenetta e le dicono che se ucciderà il principe e bagnerà i suoi piedi con il suo sangue prima dell’alba, il patto sarà annullato e lei potrà tornare a essere una sirena e vivere la sua vita marina.
La Sirenetta guarda il principe dormire accanto alla sua sposa. Nonostante il dolore e la consapevolezza della sua morte imminente, non riesce a uccidere l’uomo che ama. Getta il pugnale in mare e si lancia in acqua mentre il sole sorge.
Al posto di dissolversi nel nulla, il suo corpo si trasforma in spuma luminosa e viene sollevata dalle “Figlie dell’Aria” (spiriti elementali). Queste le spiegano che, grazie alla sua bontà e al suo sacrificio, non ha ottenuto immediatamente un’anima immortale, ma ha raggiunto la possibilità di guadagnarsela. Dopo 300 anni di buone azioni (come, ad esempio, prendersi cura di fiori e confortare i bambini), lei otterrà la sua anima e potrà entrare nel Regno di Dio.

Significato simbolico della sirena nella mitologia
Prima di parlare dell’assetto familiare, dobbiamo ricordare che parliamo di una figura mitologica metà donna e metà pesce (o uccello) che appartiene sia alla mitologia classica che al folklore medievale.
Le sirene nella mitologia greca
Con il termine sirena si intende spesso “colei che ammalia”. Come non ricordare Ulisse che, appena lasciata alle spalle la maga Circe e l’isola Eea, incontra le Sirene che, con il loro canto, cercano di attirarlo nella trappola.
Le sirene nella mitologia greca avevano il corpo di uccello e la testa di donna ed erano maligne. Dai racconti sembrano avvoltoi ma in termini costellativi mi risonano come un richiamo verso la fedeltà familiare e la ripetizione degli schemi che ci limitano. Il loro canto mi risuona molto come “chi sono io per essere felice se tu, cara/o ava/o non lo sei stato?”.
La sirena medievale e l’inconscio
L’immagine delle sirene cambia nel medioevo quando gli viene attribuita la coda di pesce e il lato superiore del corpo femminile. Restano sì delle tentatrici ma diventano anche delle abili conoscitrici dell’animo umano.
Il mare è l’inconscio e la coda di pesce permette loro di fluire nuotando tra una dimensione e l’altra, destreggiandosi tra le onde (emozioni) e la capacità di entrare nel profondo, tra inconscio e subconscio.

Gerarchie familiari nella fiaba della Sirenetta
Nella fiaba, la Sirenetta è figlia del Re del Mare ed è l’ultima di sei sorelle. La madre non è menzionata. È vero che la versione più famosa del mito di Afrodite ci dice che questa nasce dalla schiuma, ma non credo sia il caso della Sirenetta. La presenza della nonna nel palazzo sottomarino mi fa, infatti, ipotizzare un’esclusione della madre.
La protagonista non ha ancora compiuto 15 anni, quindi parliamo di una ragazzina appena entrata nella fase dell’ adolescenza. In termini costellativi l’assenza della madre, indipendentemente dal motivo, potrebbe raccontarci un movimento interrotto che blocca il flusso energetico d’amore, nutrimento e supporto tra madre e figli.
Il fatto che sia la più giovane di sei sorelle ci parla di una gerarchia tra fratelli e sorelle che non è verticale come tra genitori (più grandi) e figli (più piccoli), ma è orizzontale. C’è la sorella primogenita, la secondogenita, la terzogenita e via dicendo fino alla sesta.
All’interno di un sistema familiare ogni sorella o fratello ricopre un ruolo. Ad esempio, la primogenita è la più grande, quindi potrebbe avere o sentire più responsabilità nei confronti delle più piccole e fare le veci dei genitori. Oppure l’ultimogenito potrebbe sviluppare un maggior senso di debito nei confronti dei suoi familiari perché ha ricevuto sia dai genitori, sia dai fratelli o sorelle maggiori. Sente di dover restituire in qualche modo, magari muovendosi per amore cieco e facendosi carico dei pesi altrui.
Siamo solo all’inizio di un viaggio costellativo e simbolico tanto ricco quanto prezioso che questa fiaba ci offre. Per non sovraccaricarti di input, al momento mi fermo qui e ti do appuntamento alla prossima settimana con la seconda parte dell’analisi costellativa di questa fiaba, dove ti tradurrò in parole semplici i messaggi che ci arrivano dalla storia della Sirenetta.
Disclaimer
Io sono un’operatrice olistica e mi occupo di spiritualità, energia e anima. Il mio lavoro si concentra esclusivamente su questi tre aspetti dell’essere umano.
Nessun servizio o percorso di cui parlo in questo sito sostituisce in alcun modo il lavoro medico sanitario o psicoterapeutico.
