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Tra gli strumenti di lavoro più potenti che ho a disposizione certamente c’è il disegno dell’albero genealogico. Questa tecnica ci permette di scattare un’istantanea del nostro inconscio per scovarne le metafore, i simboli, le immagini e i racconti che lo abitano, potenzianti o meno. 

La stesura del disegno consiste nel raffigurare un albero sul quale riportare il nostro nome e i nomi di tutti i membri che sentiamo di voler mettere, esattamente dove vogliamo noi. Se il disegno non è nelle proprie corde va benissimo, possiamo fare uno schema oppure limitarci a mettere i nomi sul foglio. Tutto è già un racconto. 

Sarebbe meglio partire da una situazione che ci sta a cuore voler sciogliere e risolvere. Per chi ha già fatto costellazioni familiari, sappiate che scrivere i nomi sul foglio è come mettere i rappresentanti in campo, solo che con il disegno si lavora in maniera meno istantanea. 

Simboli che emergono dal disegno dell’albero genealogico: la mela

Visto che questa tecnica che amo molto tende ad affascinare anche le persone a cui ne parlo ho pensato di portarti l’esempio di un albero disegnato e schematizzato. Per questo articolo ringraziamo Clarissa (nome di fantasia) che dalla splendida Sicilia ci mette a disposizione il suo racconto con il fine di comprendere il ragionamento che sta dietro alla sua traduzione e al modo in cui questa lavora.

Clarissa è una meravigliosa donna in cammino che si è rivolta a me perché voleva un rituale che la potesse aiutare ad integrare la parte maschile del suo albero. Indipendentemente dai motivi che spingono una persona a scrivermi, io parto sempre dal disegno dell’albero, senza quello alla mano sarebbe come giocare a mosca cieca.

Mi ha consegnato uno schema semplice che, però, ha parlato molto. Ha scritto il suo nome al centro, quello dei suoi genitori sotto al suo nome, leggermente incurvati verso l’alto, come a formare dei semicerchi con le parti finali dei nomi. Ha messo quello dei figli sopra al suo con la fine dei nomi incurvati verso il basso, inserendo anche i nomi di fratelli e sorelle nella parte centrale di quello che sembrava un cerchio irregolare. Lei stessa ne ha disegnato i confini spiegandomi che quando lo ha visto ha notato che questo ricordava un frutto specifico e ne ha aggiunto il picciolo: era una mela.

La mela come simbolo di tradimento

Prima di iniziare a spiegarti il mio ragionamento di decodifica inizio con il dire che ognuno di noi ha una sua personale lista mentale di cose che vorrebbe sistemare (trovare un nuovo lavoro, un partner, più soldi etc.) ma si lavora per ‘’urgenze’’ e queste ci vengono date dal nostro inconscio. 

Siamo umani! Spesso pensiamo di sapere cosa sia meglio per noi ma la vita è più grande e saggia e credo che lei, o qualche altra forza universale, sia più informata e sappia cosa sia il meglio da farsi.

E così mentre Clarissa razionalmente voleva lavorare sul rapporto con il maschile, è inconsciamente affiorata un’altra tematica.

La mela come simbolo di tradimento

Quindi ho iniziato a decodificare quest’albero partendo dalla simbologia della mela e ho pensato subito a questi racconti:

  • Biancaneve e i sette nani e l’inganno della strega,
  • Biancaneve e l’avvelenamento tramite la mela,
  • Eva e il serpente per l’inganno della mela,
  • Biancaneve e la sua matrigna.

Se pensiamo al cartone animato di Biancaneve, ci viene facilmente in mente la famosa scena della matrigna travestita da strega che trae in inganno Biancaneve offrendole una mela succulenta che, in realtà, era avvelenata. 

Io tradurrei questa immagine in una domanda: per caso ci sono state situazioni nel tuo albero o nella tua vita che ti hanno fatta sentire tradita o ingannata? 

Dico tradita perché quando diamo fiducia a qualcuno o qualcosa e poi questa persona viene meno è un sentimento coerente con quanto si sta manifestando. 

Come tutte le ferite, queste sono chiavi di lettura attraverso le quali interpretiamo gli eventi. E nel caso di Clarissa erano presenti appunti eventi legati al tradimento.

La mela come simbolo di nutrimento materno

La mela e il nutrimento da parte della madre

Se pensiamo, invece, al momento in cui Biancaneve sta male perché il veleno sta facendo effetto io tradurrei questa immagine in un’altra domanda.

Tu o qualcuno del tuo albero avete avuto reazioni allergiche a qualcosa?
Magari qualcuno ha mangiato una pianta credendo fosse commestibile quando non lo era?

Clarissa mi ha raccontato che quando i suoi due figli erano piccolini lei cucinava per loro ma poi buttava tutto perché temeva che il cibo fosse non buono da mangiare.

Qui ho pensato a una dinamica energetica con il concetto di madre presente nell’albero e ho avuto un’intuizione. 

Nell’albero c’è stata qualche madre che magari non ha potuto nutrire il proprio figlio perché impossibilitata da qualche evento?

Qui si è aperto un portale di riflessioni molto interessante che in una domanda sola ha risposto anche alla successiva. La bisnonna morì di parto e la seconda moglie del bisnonno non accettava i figli avuti dal primo matrimonio di quest’ultimo. Li odiava a tal punto che dava ai figli del primo matrimonio le bucce delle mele mentre ai suoi la polpa.

Questa non accettazione non ti ricorda la matrigna e Biancaneve? E l’esclusione della prima moglie non ti ricorda Eva, Adamo e Lilith?

La matrigna di Biancaneve e il rapporto con la gerarchia femminile

Qui ti ho parlato di questa fiaba e della costellazione che nasconde ma, riassumendotela in breve, c’è una madre che muore e lascia soli figlia e marito. Quest’ultimo si risposa e la matrigna non ne accetta la figlia. Nelle costellazioni familiari si chiama “duplice spostamento”, cioè una questione che ha origine nel punto “X” e che viene spostata in un punto “Y”.

Dove ha origine il punto X della matrigna di Biancaneve? Nel rapporto con la propria madre. 

Once upon a time ci dà un’idea di quanto potrebbe essere accaduto tra le due, ma non possiamo sapere con esattezza cosa sia successo e non è nemmeno cruciale saperlo. Lavoriamo per simboli e metafore.

Queste ci dicono che Grimilde non la accetta, magari inconsciamente dice “cara mamma, io sono meglio/più grande di te” e, in conseguenza, non accetta le donne che le ricordano una gerarchia differente.

La madre di Grimilde era nata prima di Grimilde, così come la madre di Biancaneve era già lì prima che arrivasse Grimilde. Vedi quanto sono simili le due situazioni? Per sciogliere i nodi della seconda dovremmo lavorare sulla prima.

Ma qui noi non stiamo lavorando con Grimilde, quindi lavoriamo sul simbolo che depotenzia e vediamo cosa accade.

La mela, la matrigna di Biancaneve e il rapporto con la gerarchia femminile

Il femminile escluso nell’albero genealogico

Pensando a Lilith, Adamo ed Eva dobbiamo ricordarci che Lilith è la prima grande esclusione della storia moderna. Lei era la prima moglie di Adamo e rappresenta il femminile selvaggio e indomito che le donne sperimentano durante il mestruo e il travaglio. 

La leggenda narra che durante un amplesso lei volle stare sopra ma Adamo rifiutò, così come lei rifiutò di sottomettersi e abbandonò il paradiso. Fu poi sostituita da Eva, il femminile apparentemente docile, e venne estromessa per secoli da ogni racconto. Eva, poi, richiamata dalla mela/utero/vulva/sessualità ci regalò la vita terrena.

Una donna morta di parto fa paura (mi sembra di averne già parlato nel blog, giusto?) ed era molto complesso interfacciarsi con queste dinamiche in tempi lontani e senza strumenti.

Equilibrare le energie dell’albero genealogico attraverso un secondo disegno

Nel caso di Clarissa abbiamo fatto così: visto che la mela e tutti i suoi racconti parlano a un volume un po’ alto, lo abbassiamo come se fosse una radio, disegnando un nuovo albero.
La mela, in fondo, ha una forma tondeggiante che ricorda anche un cerchio. Se raccontiamo che una cosa è un cerchio è anche un modo per dirci che si ripete sempre, quindi che facciamo?

Spezziamo l’incantesimo cambiando il racconto.

Con Clarissa abbiamo deciso, così, di disegnare un albero con radici-tronco-rami e abbiamo cambiato la disposizione dei membri.
Dopo quest’incontro ha iniziato a provare una maggior leggerezza e un bellissimo senso di apertura, e anche nella sfera lavorativa sono iniziate ad entrare belle novità.

Hai mai provato a disegnare il tuo albero genealogico? Ti va di decodificarlo insieme? Scrivimi!

Sabina

Nella vita traduco Simboli e Metafore in parole semplici.

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